Sogno o son desto? Cronache del 12 aprile

Uscire senza ombrello il 12 aprile può essere rischioso, bisogna ammetterlo, ma questa volta è stato pericoloso uscire senza casco: all’inizio era pioggia, con qualche tuono in lontananza, ma in pochi minuti si è trasformata in ghiaccio che cadeva dal cielo come se qualcuno lo stesse sparando.

Chi camminava per la città ieri e non ha cercato riparo perché, guardando il cielo ha pensato “tutto fumo e niente arrosto”, oggi starà probabilmente comprando un ombrello nuovo.

Chi si trovava in auto e ha pensato di proseguire per la sua strada, oggi starà ascoltando la musichetta d’attesa dell’ufficio dell’assicuratore.

I pedoni prudenti, invece, sono corsi nei bar, a bere il quindicesimo caffè della giornata per salvare i loro ombrelli dal pericolo di essere bucati dal ghiaccio o strappati dal vento.

Gli automobilisti lungimiranti hanno accostato ovunque pur di salvare le carrozzerie delle loro vetture, anche in autostazione, come se il traffico degli autobus non fosse già abbastanza.

Scene quasi apocalittiche, ma soprattutto rovesci climatici così repentini che IMG_3543sembrano usciti dritti da “The Day After Tomorrow”, con la differenza che in quel caso si tratta di un film di fantascienza.

Oggi Pavia è tornata alla normalità e anche il traffico è rientrato nell’ordinario; rimane solo qualche cumulo di ghiaccio negli angoli e ai lati delle strade, proprio come a dicembre, proprio come dopo una nevicata.

Beatrice Pestoni 3^DLS

                                                                                                        

LA DONAZIONE DEGLI ORGANI

Giorno 20 febbraio, si è tenuto, presso I.T.I.S. “G. Cardano” di Pavia, un incontro sulla donazione degli organi e sui danni prodotti al nostro corpo in seguito ad alcune cattive abitudini come fumare o bere. All’incontro hanno partecipato alcune delle classi dell’Istituto come la 2^CM, difatti la dottoressa Zanierato, del reparto di rianimazione del Policlinico S.Matteo, che ha organizzato l’evento ha definito queste classi come “fortunate di poter assistere a questo progetto”. La dottoressa è una delle principali collaboratrici di AIDO, l’associazione da cui è partita tutta l’iniziativa e che si occupa della donazione degli organi. Dopo l’ arrivo nell’Aula Magna dell’Istituto di tutte le classi coinvolte, la dottoressa si è presentata, ha presentato tutti i suoi collaboratori, ha spiegato a tutti il motivo per cui si trovavano lì in quel giorno. Il tutto è stato accompagnato da filmati sia per cercare di attirare sempre più l’ attenzione sia per rendere il messaggio il più chiaro possibile. Ad un certo punto, ci ha detto: “Un giorno è arrivata in ospedale una bambina che faceva molta fatica a respirare e che i genitori avevano deciso di portare in ospedale, perchè quasi in fin di vita, nella speranza di trovare una soluzione a questo problema. Fortunatamente quella bambina è riuscita a ricevere degli organi sani da un donatore e ha ripreso dopo qualche tempo una vita normale”. Continua a leggere LA DONAZIONE DEGLI ORGANI

“Cittadini a Palazzo”: l’antica dimora Malaspina raccontata dagli studenti pavesi

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Pavia, 9 Aprile

“Ripongo tanta attesa e tante speranze in questo progetto, perché quando si parla di giovani la parola speranza è la parola d’ordine”.IMG-20180409-WA0000

Così il Prefetto di Pavia, dr. Attilio Visconti, apre la conferenza di presentazione del progetto “Cittadini a Palazzo”, nato dalla collaborazione tra le autorità del territorio pavese e le scuole superiori Bordoni, Cardano, Taramelli-Foscolo e Volta. L’iniziativa vede come protagonisti gli studenti degli istituti di Pavia che, nei giorni 14-15 Aprile e 5-6 Maggio, diventeranno delle vere e proprie guide all’interno del settecentesco Palazzo Malaspina, normalmente non accessibile al pubblico. In questa veste accompagneranno i cittadini alla scoperta di uno dei gioielli del territorio pavese con l’obiettivo di sensibilizzarli alla riscoperta anche di altri luoghi d’interesse storico e artistico delle città come Palazzo Olevano e Palazzo Mezzabarba, sfida lanciata in corso di conferenza dalla dr.ssa Milena D’Imperio, vicepresidente della Provincia. Continua a leggere “Cittadini a Palazzo”: l’antica dimora Malaspina raccontata dagli studenti pavesi

LA CHIMICA DELL’INCHIOSTRO

È difficile pensare ai libri: è raro che a un adolescente venga in mente un insieme di pagine scritte, una libreria o, addirittura, una biblioteca.

Un libro è, se considerato dal punto di vista materiale, un oggetto statico e poco intrigante, un soprammobile per abbellire gli scaffali.

Immaginiamo spesso, invece, storie che vorremmo vivere, che abbiamo vissuto o che ha vissuto qualcun altro; storie meravigliose, fantastiche, spaventose, inquietanti o storie assolutamente normali. Ma queste vicende vengono dimenticate in fretta, e invece sarebbe bello che continuassero a essere ricordate da altri, che lasciassero una traccia.

È così che un mattone di carta può diventare la tana di un drago, il castello di di un cavaliere, la navicella di un alieno o persino la casa di un animale parlante. È così che il classico nero su bianco diventa emozione, passione e avventura.

Perciò abbiamo pensato di creare una sezione del giornale dedicata a lettura e scrittura, per offrire l’opportunità di esprimersi liberamente e condividere interessi comuni, senza i vincoli dei temi scolastici o dei libri assegnati dai professori.

Per i lettori una sorta di club del libro, dove lasciare recensioni che potranno essere commentate e permettere di scoprire nuovi generi e autori. Continua a leggere LA CHIMICA DELL’INCHIOSTRO

Per non dimenticare la Battaglia di Pavia

24 febbraio 2018. In occasione del 493esimo anniversario della battaglia di Pavia, combattuta tra Francesco I re di Francia e Carlo V re di Spagna e imperatore dell’Impero Germanico, è stata inaugurata una mostra permanente nella torre sud ovest del Castello Visconteo, nella sala che un tempo ospitava la Quadreria dell’Ottocento. All’evento erano presenti il sindaco Massimo Depaoli, l’assessore alla cultura Giacomo Galazzo, il celebre scrittore Mino Milani e l’esperto di storia militare Luigi Casali.

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Torre sud ovest del Castello Visconteo, da sinistra: Luigi Casali esperto di storia militare, Mino Milani, l’assessore alla cultura e la direttrice .

Proprio il giorno di chiusura della precedente mostra allestita nel 2015 sulla battaglia, Mino Milani scrisse una lettera al Comune di Pavia per sollecitarlo ad investire nuovamente su questo evento storico di vitale importanza perché cambiò la geografia dell’Europa e consegnò la Lombardia al dominio spagnolo.

Per questo nuovo allestimento sono stati riutilizzati alcuni elementi della vecchia esposizione, come le ricostruzioni virtuali in 3D che rappresentano scene della battaglia e che danno l’impressione di trovarsi tra i soldati in mezzo a suoni e rumori dello scontro, uno schermo tattile grazie al quale si possono conoscere fatti riguardanti le personalità coinvolte nella battaglia e stampe antiche tratte dai Musei Civici raffiguranti le fasi della battaglia stessa. La novità consiste nell’aggiunta di due quadri: il primo rappresenta uno scorcio di battaglia dipinto da Gherardo Poli nel Seicento, il secondo è un ritratto del re Francesco I attribuito alla bottega di Jean Clouet. Oltre a questo è stato anche inserito un video esclusivo di Mino Milani che racconta la storia della battaglia e ne dà un’interpretazione personale.

Gli organizzatori si sono mostrati entusiasti di aver aggiunto un “nuovo mattoncino” ai musei del castello e avere finalmente una testimonianza permanente di questa importantissima battaglia. Inoltre, per celebrare l’evento storico, sono stati stanziati dei fondi per restaurare il castello di Mirabello e aprirlo al pubblico in occasione del 500esimo anniversario dello scontro tra francesi e spagnoli che verrà celebrato tra sette anni. Continua a leggere Per non dimenticare la Battaglia di Pavia

Fabrizio De Andrè – Principe Libero

A quasi vent’anni dalla sua scomparsa De Andrè continua a conquistare il pubblico: sono 6 milioni e 200 mila gli spettatori davanti alla tv per la seconda puntata della fiction “Principe Libero”.

La miniserie televisiva durata due puntate, diretta da Luca Facchini, con Luca Marinelli nei panni del cantautore genovese, mette in scena il racconto di una personalità unica che ha segnato la storia della canzone e della cultura italiana.

“Io sono un principe libero e ho altrettanta autorità di fare guerra al mondo intero quanto colui che ha cento navi in mare” è una citazione del pirata britannico Samuel Bellamy, scritta nelle note di copertina di un disco di Fabrizio De André, “Le nuvole”.

“Principe” e “libero” sono due parole che, accostate, raccontano in modo efficace De Andrè: il magnetismo e il naturale distacco di un principe, sempre pronto a raccogliere e ad appassionarsi alle storie dei diversi, degli ultimi, e a farne parabola e canzone; la ricerca della libertà e il racconto di un viaggio fatto “in direzione ostinata e contraria”, per usare i versi della sua canzone “Smisurata Preghiera”, che lo hanno reso il testimone dell’uomo e della sua imperfezione, promuovendone valori come la tolleranza, il perdono, la comprensione, il rispetto e, soprattutto, l’amore. Continua a leggere Fabrizio De Andrè – Principe Libero

A COSA SERVE LA SCUOLA?

Papà Nayak, l’uomo che ha fatto pensare il mondo.

Casa nostra dista circa mezz’ora di pullman o poco di più dalla scuola: pensare che siamo probabilmente tra quelli che abitano più lontano, nelle nostre classi, ci fa sorridere. Quando diciamo ai nostri compagni a che ora ci svegliamo, le loro facce sono impagabili.

Ma ci sono luoghi in cui in mezz’ora non si è neanche a metà della strada che collega la propria casa alla scuola. Ci sono posti in cui gli autobus sono inesistenti, così come treni, auto e, a volte, persino biciclette.

In un villaggio sperduto dell’India Orientale, Papà Nayak sta ultimando il sentiero che percorreranno i suoi figli, mattino e pomeriggio. È da due anni che ci lavora: sette chilometri scavati a mani nude, con arnesi rudimentali e INDIA_-_scuola_e_bambinitotalmente da solo. Ma perché? Perché i suoi ragazzi devono attraversare una zona impervia piena di rocce acuminate se vogliono andare a scuola, impiegando tre ore all’andata e tre al ritorno, a piedi. Lo Stato si è accorto di lui solo negli ultimi tempi e ha promesso che lo pagherà per la strada che ha costruito e completerà la parte mancante.

E così, Nayak Jalandhar, fruttivendolo analfabeta, è diventato un eroe, un uomo che vuole assicurare un futuro ai suoi figli in modo che, un giorno, essi siano in grado di contribuire allo sviluppo del Paese, finendo di costruire, magari, proprio quelle strade che tanto faticosamente ha iniziato a tracciare il loro padre. Continua a leggere A COSA SERVE LA SCUOLA?

Babygang, il fenomeno che dall’America è volato anche in Italia

Baby gang.

Non so voi ma questi due termini insieme mi è difficile collegarli in qualche modo all’Italia, alla nostra penisola. Danno molto di più l’idea di uno di quei violenti gruppi di giovani ribelli che si trovano nel Bronx, a New York, o nelle banlieue parigine di cui tutti abbiamo sentito parlare. Ma la verità, purtroppo, è che questo fenomeno sta causando vittime in numerose città italiane, come Napoli, Torino e Genova. Prima di questi avvenimenti, non sapevo nemmeno che esistesse una differenza tra il bullismo e le babygang. Mentre il primo è strettamente legato all’ambiente scolastico, la babygang è un vero e proprio gruppo rigidamente strutturato nei ruoli, che commette azioni criminali, prevede dei “rituali di passaggio” e delle “prove di coraggio” per potervi entrare. L’unica differenza con l’America è che qui le “compagnie” non presentano un’organizzazione così duramente gerarchizzata. Tuttavia lo scopo, o per meglio dire il risultato ottenuto, è sempre lo stesso. Si tratta di violenza ingiustificata, effettuata sia verso un mezzo di trasporto pubblico, come un treno della metropolitana, oppure contro delle persone, dei coetanei, perché magari la semplice tentazione di avere un nuovo cellulare gratuitamente è troppo forte.

Semplice da capire, non è cosi? Continua a leggere Babygang, il fenomeno che dall’America è volato anche in Italia

ITALIANI TROPPO TIRCHI?

Gli uomini nel corso della storia sono cambiati molto; oltre a migliorarsi e ad innovarsi, hanno cambiato il loro modo di vivere, creando e migliorando strumenti e utensili per rendere più agevole e comoda la vita quotidiana. Dall’uomo del Paleolitico che sapeva a malapena accendere un fuoco, siamo arrivati ad utilizzare un mezzo di trasporto in grado di volare per migliaia di chilometri da un estremo all’altro della terra.

Insomma l’uomo è cambiato molto nel tempo e con sé ha portato numerose invenzioni tra cui automobili, telefoni cellulari, computer… ma la cosa che più è cambiata negli anni è stato il lavoro e lo stipendio. Oggi giorno sono poche le persone che lavorano come contadini, sono di più gli operai e sempre più in crescita gli impiegati che riescono a guadagnarsi una paga soddisfacente che permette loro di sopravvivere e mantenere una famiglia di tre, quattro persone. Molti si concedono qualche spesa folle, qualche lusso… ad esempio acquistare un telefono da mille euro, un’automobile da decine di migliaia di euro, oppure una vacanza esotica. Stando alle recenti cronache anche noi italiani ci concediamo queste spese extra, però siamo “taccagni” se si tratta di spendere qualche centesimo per dei banali sacchetti per la spesa. Continua a leggere ITALIANI TROPPO TIRCHI?

La dama veneziana e il mostro marino

La fiaba moderna dei grattacieli di Venezia

Una cristalleria. Una vetrina trasparente, sottile, fragile. Un mondo incantato e bellissimo. Davanti alla porta d’entrata c’è una riproduzione di piazza San Marco a Venezia, completamente in vetro. Nella strada di fronte alla cristalleria passa un camion, ma sbanda e sfonda la vetrina: San Marco finisce a terra in mille pezzi.

Venezia è un’antica principessa, bellissima ma cagionevole, un modellino in vetro di Murano. Ma la gente vede solo il suo splendore, ai problemi ci si penserà dopo: navi gigantesche le passano accanto, a poche centinaia di metri, rischiando di mandare in frantumi il già precario equilibrio di una città presa sotto assedio da milioni di turisti.venezia1basile

La vecchia signora ha il diritto di essere rispettata, vuole ricevere i suoi “ospiti” in maniera dignitosa e mantenere alta l’immagine di un luogo incantato, dove la brezza marina porta pace e magia e non certo chiassosi mostri marini.

Alcuni studi dimostrano che piazza San Marco è inquinata quanto Pechino e qui la colpa non la si può certo dare alle auto, eppure le navi continuano imperterrite la loro rotta.

Bisogna dire che sono stati presi dei provvedimenti e fra tre-quattro anni i mostri marini dovrebbero deviare verso Marghera. Ma, nel frattempo, quante imbarcazioni rischieranno di sfondare le fondamenta medievali di una città che è stata edificata per miracolo! E in ogni caso, un provvedimento contro le grandi navi, rivelatosi poi inutile, lo si era già preso nel 2012; quindi chissà cosa succederà da qui a quattro anni.

Una rotta che incentiva ulteriormente un turismo “mordi e fuggi”, che mostra ai passeggeri la città come se fosse in una palla di vetro: la fonte primaria di entrate della città rischia di diventare la sua rovina; un’orda di barbari alla conquista di Venezia che saccheggiano, distruggono e scappano in pochissimo tempo, attaccando via terra e via mare.

Per non parlare del danno d’immagine: il vero viaggiatore che, innamorato dell’arte e della cultura, cerca di fotografare la città in tutta la sua bellezza e poesia, che ama perdersi tra le sue calli, ritroverà tra i suoi scatti “enormi grattacieli” che solcano la laguna sfiorando i pizzi antichi delle facciate della Giudecca.

C’è quindi da chiedersi se la dubbia perdita di denaro causata da un approdo periferico delle navi causerebbe un reale danno a Venezia, una città che andrebbe vissuta ma anche lasciata vivere.

                                                                                                        Roberta Basile  2^DLS