Come superare il bullismo

 

Certe volte per i ragazzi le sfide più grandi da affrontare giornalmente non sono i compiti o le interrogazioni, ma l’inserimento nel gruppo dei coetanei e le relazioni interpersonali. Solitamente gli studenti introversi, che vanno bene a scuola, con difetti fisici, i ragazzi emotivamente fragili e quelli esclusi, sono presi di mira dai bulli.

Oggigiorno si sente parlare sempre più spesso di bullismo, ma come sconfiggerlo? Soprattutto, come prevenirlo?

Secondo la docente di psicologia dell’università di Roma Anna Maria Giannini e l’ideatore del Centro Nazionale Antibullismo Luca Bernardo è possibile sconfiggere il bullismo.

Qui riportiamo alcuni consigli per aiutarvi a prevenire e superare questo fenomeno.

  1. Cercare di avere una larga cerchia di amici per evitare di rimanere da soli, infatti gli amici possono essere un elemento di protezione come suggerisce la docente-psicologa sopracitata.

  2. Confidarsi con un coetaneo di cui si ha la piena fiducia, ad esempio migliore amico/a, o anche fidanzato/a.

  3. Avvisare il prima possibile una persona adulta e autorevole che intervenga, ad esempio genitori, insegnanti o in casi estremi direttamente le forze dell’ordine.

  4. In caso di cyberbullismo contattare al più presto la polizia postale.

Continua a leggere Come superare il bullismo

15enne vittima di una baby gang

Vigevano. Solo dopo tre mesi di torture, i genitori sono venuti a conoscenza degli orrori dei quali il figlio era vittima. Un gruppo di adolescenti, una baby gang, seminava la paura tra i coetanei e in particolare aveva preso di mira il ragazzo, che era diventato il bersaglio dei loro “giochi” sempre più pesanti. Calci e pugni, minacce, sequestri per trascinare il quindicenne in luoghi isolati, obbligarlo a bere da 3 a 5 lattine di birra, fino a farlo ubriacare e abusare di lui. Una volta gli avevano messo una catena al collo e lo avevano portato in giro per il quartiere come un cane. All’inizio aveva accettato quegli scherzi pesanti perché non voleva essere respinto dal gruppo, però dopo le prime ragazzate avvenne quello più cruento: il “branco” lo aveva condotto in aperta campagna nei pressi di un ponticello su un piccolo corso d’acqua, lo avevano fatto spogliare e poi, dopo averlo appeso a testa in giù, lo avevano brutalizzato utilizzando una pigna.

Un amico, coetaneo del quindicenne, ha affrontato i bulli; poi ha avvisato la madre della vittima, permettendo l’avvio delle indagini. Qualche giorno dopo, quando la madre del ragazzo è venuta a conoscenza delle foto dell’episodio, si è recata dai carabinieri e ha dichiarato di essere l’unica colpevole: ”Mi sono accorta troppo tardi”.

Non è la prima volta che avvengono episodi di bullismo, ma non si era mai sentito di una tale brutalità da parte di minorenni. Secondo noi non è possibile che i genitori della vittima non si siano mai accorti delle violenze subite dal figlio e che le famiglie degli aguzzini non si rendessero conto dell’atteggiamento aggressivo e violento dei figli. Pensiamo che non sia ammissibile un comportamento del genere da parte di nessuno, soprattutto di ragazzi nei confronti di un loro coetaneo, del quale si fingono amici. Ad aggravare questa situazione sono stati soprattutto i social attraverso cui i video e le immagini delle violenze sono stati divulgati a molte persone che conoscevano la vittima. Continua a leggere 15enne vittima di una baby gang

LA SCELTA DI DJ FABO

Il 27 febbraio 2017 Dj Fabo ha realizzato l’ultimo desiderio: spegnere la sua vita dopo mesi di agonia e sofferenza. Lo ha potuto fare ma in territorio svizzero, non nella terra che lo ha visto crescere ed affermarsi: no, in Italia non sarebbe stato possibile! Invece a solo 5 ore di viaggio da Milano, a Pfäffikon, c’è un luogo nel quale un uomo ha la libertà di decidere fino in fondo, anche nella scelta estrema. Non a caso la clinica in questione si chiama “Dignitas”, parola che deriva dal latino dignus che significa degno, meritevole. E cos’è la dignità se non l’intima, indimostrabile nobiltà dell’uomo, pilastro su cui si fonda l’intera costruzione del formidabile castello dei diritti civili, della vita civile, della civiltà?IMG-20170331-WA0002

La dolce morte ha un costo di circa 10 mila euro e una durata complessiva di 20 minuti. Per accedere all’operazione sono necessarie due condizioni: la prima è la volontà del paziente di procedere; la seconda è la sua volontà di intendere e volere. Dj Fabo si trovava nella condizione per la quale non era in grado di muovere le parti del corpo dal collo in giù, aveva perso la vista e trascorreva ogni giornata nella sofferenza. Lui stesso si considerava un cervello attaccato ad un corpo che non gli ubbidiva e non vedeva più. Continua a leggere LA SCELTA DI DJ FABO

CROLLO SULLA A14

Giovedì 9 marzo 2017, ore 13:30. Il ponte sulla A14 in prossimità di Ancona crolla rovinosamente, come se fosse tagliato in due da un coltello. Vi sono due vittime, Antonella Viviani e Emilio Diomede, rispettivamente di 54 e 60 anni, entrambi imprenditori che hanno perso la vita all’interno della loro Nissan Qashqai bianca.crollo3

I periti, inviati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, sostengono che il crollo sia stato causato dal cedimento delle pile provvisorie poste per l’innalzamento del cavalcavia, necessarie per ripristinare l’altezza dell’opera rispetto al nuovo livello del piano autostradale.

I due imprenditori, che precorrevano l’autostrada nel momento del crollo, a breve sarebbero diventati nonni.

La Procura di Ancona ha aperto un’inchiesta che vaglia l’ipotesi di reato messa per iscritto dal Pm Irene Bilotta, titolare del fascicolo che al momento parla di omicidio colposo plurimo. Intanto l’area è stata posta sotto sequestro . Continua a leggere CROLLO SULLA A14

Indifesi fragili vulnerabili

Sono veramente così i giovani di oggi?

da “La Stampa”
da “La Stampa”

Sono sempre più frequenti i suicidi tra i giovani italiani, circa 500 all’ anno, il 25% dei gesti estremi compiuti nel nostro paese. Da questi dati possiamo capire la fragilità, la vulnerabilità dei giovani che per vergogna, o forse per orgoglio, non confessano i propri problemi ai genitori che potrebbero dare un grosso aiuto. Invece scelgono la strada più difficile, estrema, senza pensare a ciò che lasciano dietro, al dolore che faranno patire ai propri cari.

Uno dei casi più recenti riguarda un ragazzo di Lavagna, un paese in provincia di Genova. Si trovava fuori da scuola, quando ad una perquisizione gli è stato trovato addosso un pezzetto di hashish; il ragazzo stesso, poi, ha confessato che a casa ne teneva nascosti altri dieci grammi ed è stato perciò accompagnato nell’abitazione dai finanzieri. Mentre essi parlavano con la madre, sconvolta e incredula, hanno visto il giovane lanciarsi dal balcone e farla finita: forse perché si era reso conto di aver tradito gli ideali della famiglia o forse perché la madre aveva scoperto la maschera che portava, quando stava con gli amici, fuori casa. Il sedicenne ha deciso così di mettere fine alla propria vita.

Oppure possiamo prendere in esame il caso di un ventiduenne di Rovigo che il giorno di San Valentino si sarebbe dovuto laureare, ma ha deciso di lasciare i propri cari perché non gli sarebbe stato più possibile fingere. Infatti stava vivendo nella menzogna: gli esami superati, i voti ottenuti, la data dell’esame di laurea. Tutto falso, tutta una finzione. Allora ha acceso la macchina e si è recato alla stazione ferroviaria; ha aspettato e, quando è arrivato un treno ad alta velocità che viaggiava a più di 100 Km/h, si è lanciato sui binari. Il macchinista non ha potuto fare niente. Continua a leggere Indifesi fragili vulnerabili

L’IMPORTANZA DELLA VITA

I giovani di oggi non finiscono mai di stupirci e due ragazzi di Londra ce lo hanno confermato salutandoci dalla cima della torre più alta di Canary Wharf.sulpalazzo2

Due pazzi. Due pazzi che però hanno scatenato i social network con le reazioni e i commenti delle persone: alcune impaurite e con la pelle d’oca, altre sotto l’effetto di una scarica di adrenalina e con la voglia di provare. Certo, le forze dell’ordine e coloro che hanno anche solo un pizzico di buon senso non sono favorevoli alla seconda ipotesi!

Durante l’impresa “eroica” dei due giovani, nessuno ha avuto la possibilità di fare qualcosa per fermarli. Potevano anche accomodarsi e prepararsi dei popcorn per godersi lo spettacolo, lassù in alto, seduti sul cornicione e con le gambe penzolanti nel vuoto. Ma quello più preoccupato è il sindaco di Londra, Sadiq Khan, che non può chiudere un occhio su due folli a passeggio per i tetti dei grattacieli della città. Senza dimenticare che inizialmente si era temuto si trattasse di un atto terroristico. Continua a leggere L’IMPORTANZA DELLA VITA

Delitto a Ferrara

Il giorno 10 gennaio alle ore 13:00 vengono scoperti i cadaveri di Salvatore Vincelli e della moglie Nunzia De Gianni, una coppia di ristoratori di Pontelangorino, un piccolo centro in provincia di Ferrara.
È il figlio sedicenne Riccardo a dare l’allarme dopo essere rientrato a casa.
Il racconto del ragazzo, tuttavia, non convince gli inquirenti; perciò la sera stessa lui e un suo amico, con cui afferma di aver passato la notte, vengono portati in caserma dai carabinieri. Riccardo e l’amico Manuel vengono interrogati per ore, finché la mattina del giorno seguente i due confessano di essere gli autori del duplice omicidio.
Il giovane aveva coinvolto l’amico per compiere il delitto promettendogli la somma di mille euro.
Secondo la ricostruzione del procuratore di Ferrara, Bruno Cherchi, i due sarebbero entrati in azione alle cinque del mattino del 10 gennaio. Il complice avrebbe ucciso i coniugi a colpi d’ascia, mentre Riccardo, il figlio della coppia, aspettava in un’altra stanza. Poi i due hanno preso delle buste di plastica, le hanno messe sulla testa delle vittime e hanno spostato i corpi per inscenare una rapina.
Ma quali sono i moventi del delitto? Continua a leggere Delitto a Ferrara

L’anno che è stato…l’anno che verrà

Un lungo venerdì 13, così si può definire il 2016 tra terremoti, attentati, colpi di stato ed elezioni politiche…non abbiamo avuto un attimo di respiro.

La sera del 16 Luglio in Turchia, la capitale Ankara e Istanbul hanno vissuto momenti di guerra. L’esercito turco ha tentato di prendere il potere, ma fortunatamente non c’è riuscito. La vittoria dei cittadini, però, è costata numerose vittime e centinaia di arresti.

Anche l’Ungheria, durante il 2016, ha vissuto momenti di crisi politica quando il governo ha preso una serie di decisioni contro i diritti umani: Vicktor Orban, infatti, ha deciso la costruzione di un muro per separare Ungheria e Serbia. Fortunatamente il 2 Ottobre 2016 il referendum contro i migranti non ha raggiunto il quorum, fermandosi al 43%, anche se il 98% dei votanti ha dichiarato la propria contrarietà alle quote di ripartizione decise dalla UE.

Un un altro evento ha contraddistinto il 2016, ovvero il devastante sciame sismico che dal 24 agosto scuote violentemente la terra del Centro Italia. Le scosse iniziate quella notte di agosto, con epicentro ad Accumoli (RI), non hanno dato tregua al nostro paese nemmeno per un momento e, a distanza di pochi mesi, esattamente il 26 e poi il 30 ottobre, due fortissime scosse di magnitudo 5.9 e 6.5 hanno ulteriormente aggravato la situazione, già disperata. Il sisma non ha solo causato centinaia di vittime, ma ha anche danneggiato gravemente monumenti storici, edifici e luoghi ritenuti patrimonio dell’umanità. In seguito a questi eventi sono sorte numerose domande, ma una in particolare è prevalsa e cioè se tutto ciò si potesse prevedere. La risposta è molto complicata da dare; ma sicuramente, come hanno spiegato molteplici volte gli esperti, la zona colpita è una delle più attive sismicamente, con la possibilità di episodi di portata devastante e non particolarmente prevedibili. Il dubbio allora è un altro: le amministrazioni comunali, provinciali, regionali hanno controllato che ristrutturazioni e nuove costruzioni fossero realizzate secondo le norme antisismiche di messa in sicurezza degli edifici? Continua a leggere L’anno che è stato…l’anno che verrà

Ormai si crede a tutto

Come dice Roberto Saviano, ormai in Italia, quando c’è un problema, si parla di “emergenza” per fare leva sull’emotività delle persone; ogni forma di cambiamento viene eliminata prima ancora che possa essere presa in considerazione e quindi, anche tutte queste “emergenze”, non hanno futuro.

L’attuale emergenza di cui Saviano parla nel settimanale L’Espresso sono le numerosissime bufale che si trovano ormai ovunque sul web e che sono anche più cliccate delle notizie reali e importanti.

Il problema posto da Saviano è come difendersi dalle bufale che paradossalmente sono protette dall’ art. 21 della Costituzione, il quale garantisce il diritto di stampa che è una sfumatura del diritto di parola che a sua volta è una sfumatura di quello di pensiero. Continua a leggere Ormai si crede a tutto

L’OCCIDENTE SOTTO ATTACCO

L’ISIS attacca Nizza, Berlino e infine Gerusalemme: tre attacchi simili, ma sono legati?

Nizza 14 luglio: un killer terrorizza la folla investendola con un tir. Un evento imprevedibile, che si ripete il 19 dicembre al mercatino di Natale di Berlino e di nuovo l’8 gennaio a Gerusalemme. Gli attacchi sono apparentemente simili per metodo utilizzato: approfittando di eventi che coinvolgono molte persone, gli attentatori, alla guida di tir rubati, travolgono la folla provocando numerosi morti e feriti.

Con il trascorrere dei giorni, nonostante il caos, le dicerie e le versioni che non rispecchiano a pieno la realtà, le autorità e l’opinione pubblica tendono a collegare gli avvenimenti all’ISIS. Ma per poterlo affermare con certezza, bisognerebbe andare a sviscerare i tre avvenimenti. A Nizza, dove si stava svolgendo la festa nazionale con fuochi d’artificio e musica, sulla Promenade des Anglais si consuma la prima tragedia: il veicolo pesante pone fine alla vita di 85 innocenti e ne mette in gravi condizioni un altro centinaio. L’assassino, identificato come Mohamed Lahouaiej Bouhlel, è riconosciuto come soldato martire jihadista e questo conferma il coinvolgimento dell’ISIS nell’attentato. Cinque mesi dopo, lo stato islamico rivendica la propria responsabilità anche per l’attentato di Berlino al mercatino di Natale. Esso si svolge con lo stesso modus operandi di Nizza provocando però meno morti: “solo” 12. Anis Amri, in fuga dal luogo dell’attentato, viene ritrovato a Sesto San Giovanni (MI) la notte del 23 dicembre intorno alle 3 del mattino e ucciso da due poliziotti italiani di pattuglia nella zona. Continua a leggere L’OCCIDENTE SOTTO ATTACCO