IL RITORNO DEI MAGNIFICI 4

Tornano i magnifici 4 con un’altra sorprendente affermazione alla fase finale dei Management Games, svolte a Flero (BS).

Mattia Lombardi, Kateryna Khomynets, Andrea Scevola e Marco Carlin della 4^FI  dell’Istituto Tecnico ITIS G. Cardano ci hanno stupiti ancora una  volta con le loro incredibili abilità in ambito aziendale.

Medaglie d’argento, secondi solo alla squadra di Mantova, sono riusciti in un’impresa che pochi credevano possibile. Gli stessi ragazzi erano dubbiosi, non trovandosi a giocare nel loro campo come invece era stato per le fasi provinciali: una gara di sviluppo di applicazioni mobili.

La fase finale consisteva infatti in uno scontro a più round sul tema del mercato nazionale e internazionale, e la vendita di prodotti alimentari. I partecipanti dovevano elaborare una strategia che permettesse loro di far crescere il valore della start up, tenendo conto di vari parametri, quali il numero di dipendenti, la liquidità, i valori tangibili e intellettuali, senza la possibilità di licenziare il personale.

Partendo con un budget iniziale di 600.000 euro, durante il primo round si sono dimostrati eccellenti, posizionandosi al secondo posto.

Nel secondo match, però, hanno iniziato ad accusare i primi colpi, scendendo di liquidità. Hanno quindi optato per concedere 10 giorni di tempo ai clienti per pagare, ma questa idea si è rivelata poco proficua e, nel terzo round, i nostri ragazzi si sono ritrovati a dover chiedere un finanziamento, ultimi in classifica con 700.000 euro di start up.  Erano stanchi e demoralizzati, ma hanno infilato ancora una volta i guantoni e, saliti sul ring, non si sono lasciati mettere KO, ma hanno sferrato un ultimo colpo che ha permesso di ribaltare la situazione.

Togliendo la dilazione e puntando sulla vendita indiretta dei prodotti, per renderli più facilmente raggiungibili dai clienti, sono riusciti a raddrizzare il bilancio e a portarsi a casa il secondo posto.

Non resta che complimentarci con questi ragazzi simpatici e sorridenti che formano un gruppo unito e armonioso, i cui membri si completano a vicenda.

-Abbiamo lavorato insieme anche per altri progetti, aiutandoci e confrontando le nostre idee- affermano i ragazzi- Durante la gara abbiamo cercato di risolvere i problemi in gruppo e ognuno di noi ha fatto la propria parte impegnandosi al meglio-

Insomma, una vera e propria super squadra che, chissà, potrebbe sorprenderci anche in futuro.

Bravi ragazzi, tantissimi complimenti da tutta la grande famiglia dell’ ITIS G. Cardano.

Giulia Faccini e Marco Di Silvio 2^ DLS

 

Piccole armi contro un grande nemico

Quando a qualcuno viene diagnosticato un tumore, di qualsiasi tipologia, inizialmente è preso dalla disperazione e gli sembra che il mondo gli crolli addosso. Poi, pian piano, riflettendo ripone le speranze nella medicina e nelle nuove tecnologie.

Il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (CNAO) essendo una struttura innovativa e tecnologicamente avanzata rappresenta appunto un’ancora di salvezza per molti malati oncologici. Il CNAO è infatti l’unico centro di adroterapia in Italia per il trattamento di tumori radio resistenti o non operabili mediante l’uso di protoni (cioè gli unici adroni stabili) e ioni carbonio.

La storia del CNAO è iniziata nel 1991, quando l’allora Presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) propose un finanziamento per iniziare lo studio di un acceleratore che fosse in grado di accelerare sia protoni che ioni leggeri da utilizzare nella nuova terapia dei tumori profondi.

Nel 1995, per sviluppare l’adroterapia in Italia e in Europa, si convinse la Direzione del CERN dell’opportunità di progettare un sincrotrone per ioni carbonio e protoni ottimizzato per le terapie tumorali. Questo studio fu completato nel 2000 e si è poi evoluto nella versione CNAO definitivamente realizzata a Pavia e inaugurato il 15 Febbraio 2010.

Il rapido progresso tecnologico degli ultimi anni ha portato ad un’evoluzione di tutti i settori della medicina, ma una grande opportunità di guarigione è rappresentata dall’adroterapia che utilizza nuclei atomici (cioè ioni) e protoni che sono soggetti, oltre che alla forza debole, anche alla forza detta ‘nucleare forte’ e per questo motivo sono chiamati adroni (dal greco adrós, forte), da cui il termine adroterapia.

I vantaggi dell’adroterapia rispetto alla radioterapia tradizionale sono molti.

Il rilascio di energia (e quindi la distruzione delle cellule) è selettivo ed efficace e colpisce maggiormente le cellule tumorali con il vantaggio di minimizzare la distruzione dei tessuti sani.

Il fascio di particelle adroniche resta collimato man mano che esso penetra nel materiale biologico; l’elevata collimazione dei fasci di adroni permette una ulteriore minimizzazione del danno ai tessuti sani.

Se in alcuni tumori “radio-resistenti” con la radioterapia tradizionale non si hanno vantaggi significativi perché il danno al DNA è modesto, usando invece la terapia con ioni carbonio il gran numero di rotture permette di agire con più efficacia.

L’insieme di questi tre vantaggi comporta un’ efficacia distruttiva notevole sui tessuti biologici, ragion per cui il bersaglio (tumore) deve essere posizionato con una precisione millimetrica, assai più elevata rispetto alla radioterapia tradizionale. È bene specificare che, essendo l’adroterapia una terapia relativamente giovane, le indicazioni consolidate sono ancora limitate a tumori solidi, non infiltranti e fissi e a tumori rari scarsamente responsivi alle tecniche di radioterapia convenzionale: i melanomi dell’uvea, i tumori della base del cranio e della colonna, dei seni paranasali, delle ghiandole salivari e alcuni tumori solidi pediatrici.

Attualmente il numero dei pazienti trattati è ancora limitato ma l’intenzione è di arrivare a trattare circa 3000 pazienti all’anno e quindi accrescere notevolmente le possibilità dei malati di accedere a questa nuova cura. Inoltre, presso il centro di Pavia, nella sala sperimentale, nelle aree dedicate e nei laboratori, si effettuano anche attività di ricerca per migliorare le conoscenze a livello medico e anche di altri campi scientifici.

Questa nuova terapia rappresenta l’arma con cui molti pazienti oncologici sperano di poter sconfiggere il temibile nemico che li sta attaccando.

Elena Emmanueli 3^DLS

Sull’orlo del dirupo

Abstractrettagolo con testo

Un nuovo problema: la sostenibilità

«Lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri». [1] Questo concetto è stato sviluppato nel 1987 su commissione dell’ONU dalla World Commission on Environment and Development, nata nel 1983 per affrontare un problema completamente nuovo per la nostra specie. Partendo dalla sostenibilità ambientale, che è fondamentale per garantire la funzionalità e la stabilità dell’ecosistema terrestre che supporta la sopravvivenza biologica della nostra specie e di tutte le altre, il concetto di sostenibilità deve essere esteso anche agli ambiti economici e sociali.

Lo sfruttamento delle fonti fossili

Il Sistema Naturale funziona sfruttando l’energia solare, che è rinnovabile. Fino all’inizio della Rivoluzione Industriale gli esemplari di Homo Sapiens hanno fatto altrettanto, ma da quel momento in poi è avvenuto qualcosa di completamente nuovo: abbiamo cominciato ad attingere a risorse fossili (carbone, petrolio, gas naturale) prelevandole dal sottosuolo nel quale si erano formate ed accumulate con processi naturali durati centinaia di milioni di anni. Queste fonti molto concentrate ci hanno fornito e ci forniscono ancora una grande quantità di energia a basso costo e sono facilmente trasportabili, ma hanno il problema di 1-non essere rinnovabili, 2-di provocare vari tipi di inquinamento a causa del rilascio nell’ambiente di elementi tossico-nocivi, e infine 3-di produrre dei gas ad effetto serra che alterano la stabilità del clima. Dal canto suo, lo sfruttamento dell’energia proveniente dalla fissione dell’atomo genera delle scorie radioattive i cui effetti dannosi si prolungano per tempi lunghissimi. Il gas serra prodotto nella combustione degli idrocarburi è la CO2  (anidride carbonica) che ha tempi di decadimento dell’ordine delle migliaia di anni: dopo 1000 anni ad esempio il 20% della CO2 che emettiamo con le nostre azioni quotidiane è ancora presente in atmosfera a modificare il clima [2].

Con il trascorrere degli anni, i processi di estrazione del petrolio sono diventati sempre più difficili e costosi: se negli anni passati si doveva scavare poco profondamente per trovarlo (20 metri nel caso del primo pozzo sul territorio americano entrato in attività nel 1859), oggi dobbiamo scendere nel sottosuolo per diversi chilometri. La conseguenza è che questa risorsa fossile, che è ancora fondamentale per il funzionamento del nostro modello di società, sta diventando sempre meno conveniente sia in termini energetici (l’energia netta che ricaviamo dai processi di estrazione è sempre minore) sia in termini economici (aumentano i costi di ricerca, di estrazione e raffinazione). I giacimenti definiti come “convenzionali” sono quelli che consentono al greggio di fluire spontaneamente verso i pozzi di estrazione: purtroppo questa categoria di risorse privilegiate non riesce più a soddisfare la domanda globale di energia, e oggi siamo costretti a ricorrere a fonti “non convenzionali”, come il fracking (fratturazione idraulica delle rocce) o la lavorazione delle sabbie bituminose. Queste ultime sono delle rocce sedimentarie formate da argilla e sabbia, le cui porosità sono piene di bitume, che una volta lavorato con grandi dispendi di energia e grandi inquinamenti ambientali, porta all’ottenimento del petrolio grezzo. L’estrazione con il metodo del fracking consente invece di estrarre il petrolio o il gas naturale dalle rocce di scisto: consiste nella perforazione del terreno fino a raggiungere le rocce che contengono i giacimenti di gas o petrolio, iniettando successivamente un getto ad alta pressione di acqua mista a sabbia ed altri prodotti chimici per provocare la fessurazione e fratturazione della roccia. L’emersione del gas o del petrolio in superficie avviene attraverso l’acqua, che successivamente viene ripompata in profondità.

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Il cambiamento climatico e la transizione energetica

Oggi sappiamo che superando una soglia critica di 1,5-2ºC di aumento di temperatura media globale rispetto ai livelli preindustriali si innescherebbero degli anelli di reazione positiva che porterebbero il cambiamento climatico a sfuggire completamente al nostro controllo: i meccanismi termodinamici inizierebbero ad auto-alimentarsi e le alterazioni diventerebbero talmente profonde da negare le possibilità di adattamento biologico alla nostra specie e a tutte le altre che abitano il Pianeta. A tal proposito l’Accordo di Parigi (COP21, ovvero 21ma Conferenza Mondiale sul Clima) sottoscritto nel dicembre 2015 da tutti i Governi del Pianeta prevede che ogni Paese metta in atto delle strategie di mitigazione (riduzione delle emissioni climalteranti che consentano di restare globalmente entro la soglia di sicurezza prefissata) e delle contemporanee strategie di adattamento (investimenti finanziari e preparazione della società ad affrontare i cambiamenti che ormai sono impossibili da evitare). Per poter raggiungere gli obiettivi stabiliti, sappiamo che il bilancio netto delle emissioni di COdeve essere azzerato nell’arco di 30 anni. Questo comporta la completa dismissione dei combustibili fossili: il che a sua volta sottintende una totale riprogettazione della nostra società, che deve prepararsi a funzionare con il nuovo mix di fonti energetiche rinnovabili che andranno a sostenerla. Continua a leggere Sull’orlo del dirupo

Entomophagy or…Entomophoby?

In Italy, starting in January, first supermarkets are going to sell insects as food. While most Italians do not like the idea, in most countries of the world insects are already a part of the daily diet.

In order to find out more about Entomophagy, we did some researches:tabella

In the graph we can see that the amount of nutrients varies according to the different  species.

We confronted these with the nutritional values in meat and we found out that both have a similar amount of proteins. For example, pork meat has 16.9 g/ 100g, which is more or less the same amount found in insects.

Insects contain as much fat as the lowest fat containig meat, chicken, which has 5,6 g /100g fats. They also contain vitamins such as A, D, E and K.

We established that insect are a valuable alternative to meat as far as nutrients are concerned, but let’s say they aren’t exactly appetizing!

Why should we eat them then?

Well, it turns out that they are ecologically more substainable than meat. Continua a leggere Entomophagy or…Entomophoby?

Particulate Matter: tanto piccolo ma quanto invasivo?

Recentemente sono stati stabiliti, in alcune città italiane del nord, blocchi del traffico in determinate fasce orarie per veicoli Euro 3 e Euro 4, oltre a divieti di utilizzo di sistemi di riscaldamento a legna e stufe di classe energetica inferiore alle 3 stelle. Tutto ciò a causa del superamento del limite di 50 microgrammi per metro cubo di polveri sottili PM10, ma cos’è il PM10?

Il PM10(Particulate Matter 10µm) è un materiale particolato con dimensione inferiore o uguale a 10 micrometri. Esso è composto da materiale carbonioso, composti organici e metalli in tracce, oltre che da gas assorbiti sulle particelle.

Oltre al PM10, è considerato un potente inquinante anche il PM2,5. La differenza consiste nella minor dimensione del particolato che raggiunge una dimensione massima di 2,5 micrometri.articolopm10

Ma qual è la causa della sua produzione?

L’origine del particolato può essere naturale attraverso incendi, eruzioni vulcaniche e diffusione del polline o artificiale attraverso l’impiego dei combustibili fossili in vari ambiti.

Esso viene misurato con l’impiego di una sonda che, tramite un filtro, determina la grandezza delle particelle. Continua a leggere Particulate Matter: tanto piccolo ma quanto invasivo?

I NEMICI CHE UCCIDONO LENTAMENTE

CHE COSA SONO?

Le diossine sono dei composti organici ovvero composti formati prevalentemente da atomi di carbonio legati ad atomi di idrogeno.

Esistono in totale 75 congeneri di diossine che si distinguono per il numero e la posizione degli atomi di cloro che formano le loro molecole.

Alcune delle principali proprietà di queste molecole sono:

  • semivolatilità;
  • termostabilità;
  • insolubilità in acqua;
  • resistenza alla degradazione chimica e biologica.

Sono sostanze che rimangono a lungo sparse nell’ambiente, pertanto nel tempo tendono ad agglomerarsi nei tessuti degli organi dell’uomo e degli animali.

COME SI PRODUCONO?

Le principali fonti di produzione in Italia sono gli inceneritori delle industrie siderurgiche, metallurgiche, del vetro e della ceramica. In modo meno invasivo abbiamo un rilascio di diossine anche nel fumo delle sigarette. L’uomo, inoltre, può assumere queste sostanze tramite l’inalazione di polvere e attraverso il suo contatto; recenti studi, tuttavia, hanno evidenziato che circa il 95% dell’esposizione alle diossine avviene attraverso cibi contaminati.

GLI EFFETTI DELLE DIOSSINE

Le diossine sono cancerogene e come tali, a concentrazione elevata, possono provocare diversi tumori, in particolare cancro al fegato, alla mammella, linfomi, malattie della tiroide, diabete e danni al sistema immunitario, emopoietico e riproduttivo. Un’altra manifestazione tipica dell’intossicazione da diossina è la cloracne che è molto simile all’acne giovanile.

L’effetto più drammatico delle alterazioni del sistema riproduttivo è stata la nascita di numerosi bambini malformati.

La pericolosità della diossina è accresciuta dalla lunga persistenza negli ecosistemi.

DA SEVESO… Continua a leggere I NEMICI CHE UCCIDONO LENTAMENTE

Diossine: pericolo reale o infondato?

Le diossine sono un gruppo di composti organici ad anello chiuso la cui struttura è costituita da sei atomi (due di ossigeno e quattro di carbonio).

Esistono alcune diossine naturali come il repellente prodotto dalla spugna di mare. Ma la maggior parte delle diossine sono artificiali, prodotte dalla combustione di rifiuti industriali o farmaceutici e anche da incendi e traffico urbano.rilascio tossine

Queste sostanze inquinanti persistenti sono sottoposte alla convenzione di Stoccarda, secondo la quale tutti gli Stati aderenti devono eliminare o minimizzare tutte le fonti di diossine. Tali composti sono pericolosi in quanto cancerogeni per gli esseri viventi; inoltre possono portare alla formazione di acne persistente, a diabete, all’alterazione del sistema endocrino, a disturbi della funzione riproduttiva e a effetti neurologici. Spesso queste sostanze entrano nel corpo umano con l’alimentazione. Infatti le diossine nell’atmosfera vengono trasportate dal vento e si depositano sull’erba e nell’acqua, risalgono poi la catena alimentare accumulandosi nei tessuti adiposi degli animali.food

L’analisi della quantità di diossine nell’aria è quindi fondamentale. A causa della loro alta tossicità, la sensibilità massima nell’atmosfera è di 0,3 pg/m3.

Nel corso degli anni queste sostanze hanno provocato numerosi danni ambientali con conseguenze anche sui prodotti alimentari coltivati nella zona colpita. Si possono ricordare I seguenti casi:

  • nel 1976 da un camino dell’azienda milanese ICMESA fuoriuscì una nube di gas contenente diossina che in poco tempo si depositò su molti paesi circostanti. Il più colpito tra questi fu Seveso. Tra le varie conseguenze vi fu una moria di pollame e molte persone furono colpite dalla cloracne.

  • durante la guerra del Vietnam l’aviazione americana usò un disboscante a base di diossine. Negli anni successivi in queste zone nacquero bambini con malformazioni e le indagini confermarono che ciò era stato provocato proprio dall’esposizione a diossine.

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L’AMIANTO, UN KILLER SILENZIOSO

COS’È? PERCHÉ È DANNOSO PER LA SALUTE?

Ormai quotidianamente sentiamo parlare, nei telegiornali e su tutte le testate giornalistiche, di amianto e dei suoi possibili danni alla nostra salute.

Ma cos’è veramente l’amianto?

L’amianto, detto anche asbesto, è un minerale naturale a struttura microcristallina e di aspetto fibroso appartenente alla classe chimica dei silicati. Si ottiene a seguito di un’attività estrattiva e il suo nome deriva dalla parola Asbesto che, tradotto dal latino, significa “Che non si spegne mai”; infatti, l’amianto ha la caratteristica particolare di avere un’elevata resistenza termica all’azione di agenti chimici, alla trazione e all’usura. Inoltre è facilmente lavorabile e miscelabile con altre sostanze (di solito cemento).

Queste ed altre proprietà, legate ad un basso costo di produzione, hanno permesso all’amianto di essere utilizzato in svariate modalità e situazioni.

È molto utilizzato nel campo dell’edilizia, dell’industria e dei trasporti, in forme che possono variare da tubazioni a coperture di edifici industriali.

In Italia è stato usato tra il 1960 e il 1990, in corrispondenza del boom economico registrato nel nostro paese.

Nel 1992 (Legge n. 257/1992) venne vietata la produzione e il commercio di manufatti contenente amianto, perché considerato dannoso per la salute umana.

Infatti l’inalazione prolungata di asbesto può causare l’asbestosi (reazione infiammatoria da corpo estraneo) o addirittura il tumore ai polmoni.

BONIFICA E SMALTIMENTO

La bonifica e lo smaltimento può avvenire utilizzando tre metodiche:

  • rimozione, eliminare materialmente la fonte di rischio;

  • incapsulamento, impregnare il materiale con l’uso di prodotti penetranti e ricoprenti;

  • confinamento, installare delle barriere in modo da isolare l’inquinante dall’ambiente.

Alcune ricercatrici dell’università di Torino hanno forse scoperto un metodo per decontaminare i suoli ricchi di asbesto. Hanno infatti notato che alcuni funghi del suolo riescono ad assorbire il ferro dall’asbesto stesso, rendendo le minuscole particelle molto meno pericolose. L’asbesto infatti è estremamente pericoloso perché il ferro, contenuto nelle minuscole particelle, provoca la comparsa di radicali liberi. Continua a leggere L’AMIANTO, UN KILLER SILENZIOSO

SCIENZA UNDER 18-2017

Nei giorni 17-18-19 Maggio 2017 al Castello Visconteo di Pavia si è tenuta la XIV edizione di Scienza Under 18, l’esposizione di scienza e arte che unisce i ragazzi pavesi tra i 6 e i 18 anni di età. Quest’anno il tema che ha fatto da filo conduttore è stato “Tutte le dimensioni dello spazio”.

“Le esposizioni sono state numerose, con ben 110 classi partecipanti e 65 progetti; molti gli Istituti pavesi di diverso ordine e grado che hanno voluto prendervi parte allo scopo di valorizzare la comunicazione e il protagonismo dei ragazzi nell’apprendimento delle scienze”. Così si è espresso soddisfatto il professor Marco Barbisotti, dirigente dell’I.C. di via Acerbi, scuola capofila di SU18, il quale ha inaugurato la manifestazione con un breve discorso rivolto a dirigenti scolastici, docenti e studenti presenti. La parola è stata poi presa dall’Assessore all’Istruzione del comune di Pavia, Ilaria Cristiani, che ha messo in risalto la necessità di integrare e completare lo studio scientifico teorico, con l’attività laboratoriale, l’osservazione diretta dei fenomeni e la sperimentazione.

L’inaugurazione si è infine conclusa con un concerto tenuto da alcuni studenti dell’indirizzo musicale dell’Istituto Cairoli diretti dal loro insegnate, professor Stefano Baviero.

Tra gli applausi entusiasti del pubblico hanno quindi preso il via i tre giorni dedicati ai ragazzi e alla scienza. Continua a leggere SCIENZA UNDER 18-2017

Ma che cosa è la filosofia?

Diceva Aristotele: “…la filosofia non serve a niente, ma proprio perché priva di legami di servitù è superiore a tutte le altre…”. “Non serve a niente”, in questo caso, significa libera da qualsiasi obiettivo pratico che, una volta raggiunto, fa perdere d’importanza a tutto ciò che vi è legato.

La filosofia dunque può assumere diversi significati, ma tutti confluiscono nell’unica cosa utile che servirebbe sapere nella vita, ovvero perché esistiamo, che significato ha la nostra esistenza e ciò che ci circonda. Questo senso della vita spesso si trascura o semplicemente non viene considerato: è normale, perché non si può capire il senso profondo degli avvenimenti finché non si sono vissuti e sono ormai trascorsi.

In Grecia si pensava che l’uomo non potesse esistere al di fuori della società e che la società non potesse esserci senza l’uomo, perché anche un singolo uomo in un singolo giorno in un singolo momento può cambiare le sorti del mondo. Infatti ogni evento quotidiano è frutto di una serie di conseguenze concatenate che ognuno di noi indirettamente causa.

Socrate, un filosofo molto amato dai giovani, pensava di “non sapere”, di non avere niente da insegnare, ma era l’unico, in un mondo di falsi sapienti, in grado di vedere i propri limiti. Per questo la filosofia non è una materia che incita a imparare attraverso i libri un sapere definito e limitato; bensì, attraverso la ragione e il pensiero, attiva il dialogo tra le persone, che poi è l’unica cosa che regola la libertà personale. Continua a leggere Ma che cosa è la filosofia?