Università all’estero? Un’opportunità.

Il giorno giovedì 18 ottobre Luca Seresina, ex studente del Cardano Liceo delle Scienze Applicate e ora dottorando in Danimarca presso l’Aalborg University Esbjerg, ha tenuto una conferenza nel nostro istituto.

Lo scopo dell’incontro era spiegare alle classi presenti, per lo più alunni di quarta, le caratteristiche dell’università che frequenta, descriverne aspetti positivi e negativi, delineare un confronto con la sua precedente esperienza universitaria in Italia.

Dopo una breve presentazione della città, delle strutture universitarie presenti e dei servizi offerti, Seresina si è soffermato sulla differenza nel metodo utilizzato per l’apprendimento: in Danimarca raramente si assiste passivamente alla lezione del docente; generalmente viene posto dagli insegnanti un problema a cui gli studenti, in gruppo, devono trovare una soluzione: una sorta di problem solving, insomma.Questo metodo, indicato con le lettere PBL ovvero Problem Based Learning, aiuta a perfezionare la capacità di lavorare in gruppo e di gestire eventuali tensioni e discrepanze tra punti di vista.

Seresina si è poi soffermato sugli aspetti economici dello studio all’estero: l’università danese, infatti, offre agli studenti, cittadini dell’Unione Europea, la possibilità di frequentare gratuitamente la facoltà scelta, cosa che agli occhi degli italiani può sembrare irreale, in quanto nel nostro paese l’iscrizione e lo studio universitario richiedono il pagamento di tasse più o meno alte in rapporto alle fasce di reddito di appartenenza. Anche se non al primo posto in una virtuale classifica mondiale per entità, le tariffe italiane potrebbero comunque scoraggiare, a nostro parere, una fetta di potenziali studenti.

L’agenzia d’accoglienza danese, inoltre, aiuta le matricole ad ambientarsi, seguendo e consigliando i ragazzi neo-arrivati specialmente nel primo periodo: offre un sostegno per integrarsi, per trovare casa ed anche per cercare un impiego che possa essere svolto parallelamente agli studi.

A chi ha intenzione di fare un’esperienza di studio all’estero potrebbero sorgere numerosi dubbi: “Mi ambienterò? Sarò accettato? Mi farò degli amici? Riuscirò a sostenere gli esami con profitto?”

Come ha spiegato Luca, non è difficile ambientarsi tra i danesi perché sono tolleranti e molto aperti alle differenti culture; anzi lui ha trovato semplice abituarsi al loro stile di vita in poco tempo.

Un altro dubbio comune riguarda la lingua: in Danimarca la lingua nazionale è il danese, ma nell’ambiente universitario si parla anche l’inglese, che riduce la distanza fra studenti di nazionalità diverse. La lingua inglese è comunque compresa e usata dalla maggior parte della popolazione: in parte per il fatto che film e programmi vengono trasmessi in lingua originale, in parte per la maggior vicinanza del danese all’inglese o forse anche per la diversa didattica dell’insegnamento delle lingue.

“L’Italia non è sicuramente un paese nel quale è sconsigliato studiare e laurearsi. Anche qui esistono numerose università, alcune delle quali molto prestigiose. Ma svolgere gli studi all’estero è un’opportunità da non sottovalutare!” suggerisce Seresina.

“Oltre alla formazione didattica si possono trarre benefici spendibili anche al di fuori dall’ambito scolastico: l’incontro con una nuova cultura arricchisce lo studente, migliora lo spirito di adattamento e la capacità di mediazione, competenze utili in futuro nell’ambito lavorativo”.

Rachele La Russa, Cristian Perronace, Beatrice Pestoni 4^ DLS

Un detective chiamato genetista

La genetica è la branca della biologia che studia i geni, l’ereditarietà e la variabilità genetica negli organismi viventi. Ne fu precursore il monaco ceco Gregor Mendel (1822-1884) che fece le sue prime scoperte attraverso esperimenti con le piante di pisello odoroso. Da allora molti studiosi si sono interessati e dedicati a questa scienza che è in continua evoluzione e ha portato a importantissime scoperte quali il sequenziamento del genoma umano nel 2003.Oggigiorno i genetisti sempre più spesso vengono consultati per diversi campi oltre alla medicina come l’agraria e la medicina forense.

Ne discutiamo con la dottoressa Silvia Camanini del laboratorio di genetica medica dell’Università di Pavia. La dottoressa, originaria della provincia di Bergamo, è arrivata a Pavia da studentessa e dopo la laurea in biologia si è specializzata in genetica medica.

  1. Di cosa si occupa principalmente?

Mi occupo della diagnostica relativa alla citogenetica convenzionale applicata alla diagnosi prenatale. In pratica, nel mio laboratorio, giungono campioni biologici quali liquido amniotico e villi coriali da cui ricostruisco, per ogni singolo feto, il cariotipo o mappa cromosomica che è data appunto dal numero e dalla morfologia dei cromosomi.

  1. In cosa consiste il suo lavoro?

Come dicevo, dai campioni biologici che pervengono quotidianamente, non solo dall’ospedale di Pavia ma anche da centri di altre province, alcuni colleghi procedono ad allestire delle colture cellulari con tecniche e terreni specifici. Dopo tempi tecnici prestabiliti, preparano dei vetrini che io processo colorandoli con un genetistacolorante fluorescente che si chiama quinacrina. Successivamente li analizzo per mezzo di un microscopio ottico collegato ad un computer. La colorazione mi permette di identificare e appaiare i cromosomi omologhi che riconosco dalla dimensione, dalla posizione del centromero e dai bandeggi.

  1. Quali sono le malattie/mutazioni genetiche più frequenti?

Ce ne sono diverse ma le più note sono:

  • La trisomia 21 meglio conosciuta come sindrome di Down. E’ una malattia genetica dovuta ad un’alterazione nel numero dei cromosomi; chi ne è affetto presenta tre cromosomi 21 invece che due.
  • La fibrosi cistica, un’altra malattia genetica dovuta invece ad una mutazione sul gene FC del cromosoma numero 7.
  • La distrofia muscolare di Duchenne e di Becker, che sono tra le malattie genetiche neuromuscolari degenerative più diffuse.
  • La corea di Huntington è la più frequente malattia a causa genetica nei quadri clinici neurologici.
  • L’anemia falciforme che è una malattia genetica del sangue causata da una mutazione del gene che codifica la sintesi di emoglobina che fa assumere ai globuli rossi la particolare forma a falce.
  • La talassemia, una malattia ereditaria del sangue che comporta anemia. Ne esistono due tipi principali, alfa talassemia e beta talassemia (nota ai più come anemia mediterranea). La gravità della alfa e della beta talassemia dipende da quanti dei quattro geni per il gruppo alfa o dei due geni per il gruppo beta mancano.

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