NOI, I RAGAZZI DEL CARDANO

 

A tutti è noto quello che è successo giovedì 8 Giugno 2017 in via Verdi e all’interno dell’edificio del Liceo Copernico. I Social, così come i giornali e i telegiornali stanno impazzando di notizie, i video sono diventati virali e la quasi totalità delle persone è convinta che l’attacco subito dal Liceo sia interamente imputabile ai ragazzi dell’ITIS.

Purtroppo la nostra scuola è spesso soggetta a pregiudizi e dicerie legate al fatto che si tratta di un istituto molto grande e frequentato prevalentemente da maschi. Ma ciò non può e non deve bastare! Non è giusto colpevolizzare un intero istituto con i suoi 1800 iscritti per il fatto che un piccolo gruppo di facinorosi, davvero esiguo se si confronta con il totale degli iscritti, ha agito in modo violento e inaccettabile.

Noi, studenti del Cardano, ci dissociamo da quei giovani scapestrati e incoscienti che hanno trasformato un giorno di festa e allegria in un giorno triste che rimarrà a lungo nella memoria nostra e della città di Pavia. E di questo siamo enormemente dispiaciuti perché il Cardano è una grande scuola, impegnata su tanti fronti: nell’integrazione degli studenti stranieri o disabili, nelle attività sportive e nelle gare culturali, nei progetti di alternanza scuola-lavoro con importanti aziende a livello locale e regionale, nella collaborazione con associazioni di volontariato, nello sviluppo di progetti di cittadinanza attiva! Tutto questo è il Cardano: una grande scuola che accompagna i suoi studenti, attraverso un percorso di studi impegnativo, ad uno sbocco lavorativo o alle soglie dell’iscrizione alle facoltà universitarie.

Proprio pensando a tutto questo, i ragazzi del Cardano dicono “NO, non dovevano succedere quei fatti incresciosi!” Ma ancora più forte sottolineano che ciò che è stato commesso da pochi non debba ricadere su tutti.

Non bisogna fare di tutta l’erba un fascio poiché gli studenti cardanici sono indignati quanto quelli del Copernico per ciò che è successo. Ora tutti aspettiamo che le indagini si concludano e vengano identificati i responsabili che effettivamente hanno compiuto le violenze affinché rispondano davanti a tutti e si assumano le proprie responsabilità.

Gli studenti della 2 DLS e della 2 BI dell’ITIS Cardano

SCIENZA UNDER 18-2017

Nei giorni 17-18-19 Maggio 2017 al Castello Visconteo di Pavia si è tenuta la XIV edizione di Scienza Under 18, l’esposizione di scienza e arte che unisce i ragazzi pavesi tra i 6 e i 18 anni di età. Quest’anno il tema che ha fatto da filo conduttore è stato “Tutte le dimensioni dello spazio”.

“Le esposizioni sono state numerose, con ben 110 classi partecipanti e 65 progetti; molti gli Istituti pavesi di diverso ordine e grado che hanno voluto prendervi parte allo scopo di valorizzare la comunicazione e il protagonismo dei ragazzi nell’apprendimento delle scienze”. Così si è espresso soddisfatto il professor Marco Barbisotti, dirigente dell’I.C. di via Acerbi, scuola capofila di SU18, il quale ha inaugurato la manifestazione con un breve discorso rivolto a dirigenti scolastici, docenti e studenti presenti. La parola è stata poi presa dall’Assessore all’Istruzione del comune di Pavia, Ilaria Cristiani, che ha messo in risalto la necessità di integrare e completare lo studio scientifico teorico, con l’attività laboratoriale, l’osservazione diretta dei fenomeni e la sperimentazione.

L’inaugurazione si è infine conclusa con un concerto tenuto da alcuni studenti dell’indirizzo musicale dell’Istituto Cairoli diretti dal loro insegnate, professor Stefano Baviero.

Tra gli applausi entusiasti del pubblico hanno quindi preso il via i tre giorni dedicati ai ragazzi e alla scienza. Continua a leggere SCIENZA UNDER 18-2017

UN RAP PER GIOVANNI FALCONE

2017-04-03_22.07.35 (2)E’ un dovere per tutti noi ricordare le vittime della mafia. Persone che hanno lottato per un mondo migliore, per sconfiggere il “male”, l’omertà, i soprusi. Persone che, pur essendo consapevoli di rischiare la propria vita, non si sono fermate davanti a niente. Il nostro ricordo va anche alle famiglie spezzate, alle vedove, agli orfani.

Il corteo del 21 marzo, GIORNATA IN MEMORIA DELLE VITTIME DELLA MAFIA, è stato molto bello ed emozionante: un corteo di giovani che vogliono avere fiducia nel futuro, che non vogliono avere paura perché  “chi ha paura muore ogni giorno ma chi non ha paura muore una sola volta”.

Ricordo un libro sulla mafia  che ho letto qualche anno fa, intitolato “Per questo mi chiamo Giovanni”: la storia di un ragazzo che porta il nome di un grande magistrato, Giovanni Falcone, che con tutta la sua forza ha combattuto la mafia. Anche noi giovani dobbiamo lottare con tutte le forze per difendere la nostra libertà, i nostri ideali.  Nel libro la mafia veniva paragonata ad un carciofo; le foglie esterne sono le persone che contano poco ed al centro invece c’è il cuore, il capobanda.  Come nel libro, la mafia è fatta da persone potenti e da persone sottomesse, che pagano il pizzo. Queste persone hanno paura dei potenti e non denunciano i fatti avvenuti: è proprio in questo che la mafia trova la forza di continuare. Continua a leggere UN RAP PER GIOVANNI FALCONE

LA GIORNATA DELL’IMPEGNO

2017-04-03_22.11.11Il 21 marzo insieme ad altre scuole abbiamo partecipato alla “Giornata internazionale della poesia e giornata della memoria e dell’impegno”.

Manifestazioni analoghe si sono tenute in molte piazze d’Italia e hanno coinvolto molti giovani di diverse scuole.  A Pavia si sono ritrovate in Corso Cavour molte classi di scuole medie e superiori che, sotto la guida di “LIBERA” , hanno intonato cori, cantato e letto poesie. Il corteo si è diretto in Piazza Vittoria e durante lo spostamento sono stati distribuiti ai passanti dei “volantini”, contenenti testi di canzoni o poesie riguardanti la lotta contro la mafia: alcuni chiedevano incuriositi di cosa si trattasse, altri continuavano per la loro strada incuranti. Spostatosi davanti al Duomo, il corteo si è fermato per rendere omaggio ai personaggi della lotta contro la mafia e alla vittime della mafia, leggendo i nomi di tutti loro, intonando poi altri cori e recitando poesie  per terminare la manifestazione . Le scuole non si sono limitate a cantare o leggere poesie, ma hanno anche portato molti cartelloni con slogan Anti-Mafia, sventolati per mostrarli a tutti i passanti. Continua a leggere LA GIORNATA DELL’IMPEGNO

15enne vittima di una baby gang

Vigevano. Solo dopo tre mesi di torture, i genitori sono venuti a conoscenza degli orrori dei quali il figlio era vittima. Un gruppo di adolescenti, una baby gang, seminava la paura tra i coetanei e in particolare aveva preso di mira il ragazzo, che era diventato il bersaglio dei loro “giochi” sempre più pesanti. Calci e pugni, minacce, sequestri per trascinare il quindicenne in luoghi isolati, obbligarlo a bere da 3 a 5 lattine di birra, fino a farlo ubriacare e abusare di lui. Una volta gli avevano messo una catena al collo e lo avevano portato in giro per il quartiere come un cane. All’inizio aveva accettato quegli scherzi pesanti perché non voleva essere respinto dal gruppo, però dopo le prime ragazzate avvenne quello più cruento: il “branco” lo aveva condotto in aperta campagna nei pressi di un ponticello su un piccolo corso d’acqua, lo avevano fatto spogliare e poi, dopo averlo appeso a testa in giù, lo avevano brutalizzato utilizzando una pigna.

Un amico, coetaneo del quindicenne, ha affrontato i bulli; poi ha avvisato la madre della vittima, permettendo l’avvio delle indagini. Qualche giorno dopo, quando la madre del ragazzo è venuta a conoscenza delle foto dell’episodio, si è recata dai carabinieri e ha dichiarato di essere l’unica colpevole: ”Mi sono accorta troppo tardi”.

Non è la prima volta che avvengono episodi di bullismo, ma non si era mai sentito di una tale brutalità da parte di minorenni. Secondo noi non è possibile che i genitori della vittima non si siano mai accorti delle violenze subite dal figlio e che le famiglie degli aguzzini non si rendessero conto dell’atteggiamento aggressivo e violento dei figli. Pensiamo che non sia ammissibile un comportamento del genere da parte di nessuno, soprattutto di ragazzi nei confronti di un loro coetaneo, del quale si fingono amici. Ad aggravare questa situazione sono stati soprattutto i social attraverso cui i video e le immagini delle violenze sono stati divulgati a molte persone che conoscevano la vittima. Continua a leggere 15enne vittima di una baby gang

LA SCELTA DI DJ FABO

Il 27 febbraio 2017 Dj Fabo ha realizzato l’ultimo desiderio: spegnere la sua vita dopo mesi di agonia e sofferenza. Lo ha potuto fare ma in territorio svizzero, non nella terra che lo ha visto crescere ed affermarsi: no, in Italia non sarebbe stato possibile! Invece a solo 5 ore di viaggio da Milano, a Pfäffikon, c’è un luogo nel quale un uomo ha la libertà di decidere fino in fondo, anche nella scelta estrema. Non a caso la clinica in questione si chiama “Dignitas”, parola che deriva dal latino dignus che significa degno, meritevole. E cos’è la dignità se non l’intima, indimostrabile nobiltà dell’uomo, pilastro su cui si fonda l’intera costruzione del formidabile castello dei diritti civili, della vita civile, della civiltà?IMG-20170331-WA0002

La dolce morte ha un costo di circa 10 mila euro e una durata complessiva di 20 minuti. Per accedere all’operazione sono necessarie due condizioni: la prima è la volontà del paziente di procedere; la seconda è la sua volontà di intendere e volere. Dj Fabo si trovava nella condizione per la quale non era in grado di muovere le parti del corpo dal collo in giù, aveva perso la vista e trascorreva ogni giornata nella sofferenza. Lui stesso si considerava un cervello attaccato ad un corpo che non gli ubbidiva e non vedeva più. Continua a leggere LA SCELTA DI DJ FABO

CROLLO SULLA A14

Giovedì 9 marzo 2017, ore 13:30. Il ponte sulla A14 in prossimità di Ancona crolla rovinosamente, come se fosse tagliato in due da un coltello. Vi sono due vittime, Antonella Viviani e Emilio Diomede, rispettivamente di 54 e 60 anni, entrambi imprenditori che hanno perso la vita all’interno della loro Nissan Qashqai bianca.crollo3

I periti, inviati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, sostengono che il crollo sia stato causato dal cedimento delle pile provvisorie poste per l’innalzamento del cavalcavia, necessarie per ripristinare l’altezza dell’opera rispetto al nuovo livello del piano autostradale.

I due imprenditori, che precorrevano l’autostrada nel momento del crollo, a breve sarebbero diventati nonni.

La Procura di Ancona ha aperto un’inchiesta che vaglia l’ipotesi di reato messa per iscritto dal Pm Irene Bilotta, titolare del fascicolo che al momento parla di omicidio colposo plurimo. Intanto l’area è stata posta sotto sequestro . Continua a leggere CROLLO SULLA A14

L’IMPORTANZA DELLA VITA

I giovani di oggi non finiscono mai di stupirci e due ragazzi di Londra ce lo hanno confermato salutandoci dalla cima della torre più alta di Canary Wharf.sulpalazzo2

Due pazzi. Due pazzi che però hanno scatenato i social network con le reazioni e i commenti delle persone: alcune impaurite e con la pelle d’oca, altre sotto l’effetto di una scarica di adrenalina e con la voglia di provare. Certo, le forze dell’ordine e coloro che hanno anche solo un pizzico di buon senso non sono favorevoli alla seconda ipotesi!

Durante l’impresa “eroica” dei due giovani, nessuno ha avuto la possibilità di fare qualcosa per fermarli. Potevano anche accomodarsi e prepararsi dei popcorn per godersi lo spettacolo, lassù in alto, seduti sul cornicione e con le gambe penzolanti nel vuoto. Ma quello più preoccupato è il sindaco di Londra, Sadiq Khan, che non può chiudere un occhio su due folli a passeggio per i tetti dei grattacieli della città. Senza dimenticare che inizialmente si era temuto si trattasse di un atto terroristico. Continua a leggere L’IMPORTANZA DELLA VITA

Ormai si crede a tutto

Come dice Roberto Saviano, ormai in Italia, quando c’è un problema, si parla di “emergenza” per fare leva sull’emotività delle persone; ogni forma di cambiamento viene eliminata prima ancora che possa essere presa in considerazione e quindi, anche tutte queste “emergenze”, non hanno futuro.

L’attuale emergenza di cui Saviano parla nel settimanale L’Espresso sono le numerosissime bufale che si trovano ormai ovunque sul web e che sono anche più cliccate delle notizie reali e importanti.

Il problema posto da Saviano è come difendersi dalle bufale che paradossalmente sono protette dall’ art. 21 della Costituzione, il quale garantisce il diritto di stampa che è una sfumatura del diritto di parola che a sua volta è una sfumatura di quello di pensiero. Continua a leggere Ormai si crede a tutto

L’OCCIDENTE SOTTO ATTACCO

L’ISIS attacca Nizza, Berlino e infine Gerusalemme: tre attacchi simili, ma sono legati?

Nizza 14 luglio: un killer terrorizza la folla investendola con un tir. Un evento imprevedibile, che si ripete il 19 dicembre al mercatino di Natale di Berlino e di nuovo l’8 gennaio a Gerusalemme. Gli attacchi sono apparentemente simili per metodo utilizzato: approfittando di eventi che coinvolgono molte persone, gli attentatori, alla guida di tir rubati, travolgono la folla provocando numerosi morti e feriti.

Con il trascorrere dei giorni, nonostante il caos, le dicerie e le versioni che non rispecchiano a pieno la realtà, le autorità e l’opinione pubblica tendono a collegare gli avvenimenti all’ISIS. Ma per poterlo affermare con certezza, bisognerebbe andare a sviscerare i tre avvenimenti. A Nizza, dove si stava svolgendo la festa nazionale con fuochi d’artificio e musica, sulla Promenade des Anglais si consuma la prima tragedia: il veicolo pesante pone fine alla vita di 85 innocenti e ne mette in gravi condizioni un altro centinaio. L’assassino, identificato come Mohamed Lahouaiej Bouhlel, è riconosciuto come soldato martire jihadista e questo conferma il coinvolgimento dell’ISIS nell’attentato. Cinque mesi dopo, lo stato islamico rivendica la propria responsabilità anche per l’attentato di Berlino al mercatino di Natale. Esso si svolge con lo stesso modus operandi di Nizza provocando però meno morti: “solo” 12. Anis Amri, in fuga dal luogo dell’attentato, viene ritrovato a Sesto San Giovanni (MI) la notte del 23 dicembre intorno alle 3 del mattino e ucciso da due poliziotti italiani di pattuglia nella zona. Continua a leggere L’OCCIDENTE SOTTO ATTACCO