Dal “Cardano” all’Inghilterra: imparare “lavorando”

Dall’anno 2015, con l’entrata in vigore della legge 107, è stata istituita l’Alternanza scuola lavoro, attività che ha lo scopo di far entrare gli studenti nel mondo del lavoro attraverso un’esperienza di diversa durata svolta in prima persona all’interno di contesti lavorativi. Nel caso di studenti di un istituto tecnico, di solito, la preferenza ricade su aziende che trattano ciò che gli studenti stanno imparando tra i banchi di scuola. La scelta del luogo di lavoro viene effettuata da un tutor scolastico, molto spesso un professore, che invia richieste a diverse aziende, le quali accettano o rifiutano di accogliere gli studenti per dare loro dei compiti da svolgere all’interno delle loro attività.

La nostra esperienza personale, grazie allo stage Work Shadow / PYL , per quanto riguarda l’alternanza scuola lavoro, è alquanto diversa da quelle svolte dai nostri compagni: infatti abbiamo trascorso una settimana, dal 13 al 20 settembre, in Inghilterra più precisamente a Petersfield nello Hampshire. L’attività svolta era strutturata nel seguente modo.

La mattina (dalle ore 9:00 alle 12:30) frequentavamo lezioni sotto il controllo di professori inglesi, con i quali abbiamo approfondito ampiamente argomenti riguardanti il mondo del lavoro e le nostre future scelte professionali, ma abbiamo anche discusso sui tratti di personalità che devono caratterizzare un ottimo lavoratore. L’attività si è conclusa con la compilazione del nostro curriculum vitae. Inoltre, terminate le lezioni, dopo una piccola pausa, ogni studente doveva recarsi sul luogo di lavoro a cui era stato assegnato.

La testimonianza di Andrea

Nel mio caso ho lavorato in un ristorante chiamato “Annie Jones”, situato in Petersfield, che potevo raggiungere tranquillamente a piedi. L’orario di lavoro era dalle ore 13:30 alle ore 15:30.

Enlight5Avendo già avuto un’esperienza simile l’anno scorso in un ristorante a Winchester, non ero particolarmente preoccupato. Ovviamente i compiti che mi venivano assegnati erano elementari, come ad esempio pulire le posate oppure apparecchiare i tavoli. Nonostante questo, però, l’attività risultava comunque interessante, perché mi trovavo sempre a contatto con i clienti e ciò mi ha permesso di migliorare la conoscenza dell’inglese.

Inoltre ho imparato molte parole utilizzate nel linguaggio tecnico del mondo della ristorazione. Purtroppo non posso negare che questa attività non mi risulterà particolarmente utile per quanto riguarda la mia futura professione: infatti non era inerente al mondo informatico. Tuttavia sono certo che mi ha aiutato a migliorare molto il modo di comportarmi sul lavoro e le mie capacità espressive in lingua inglese.

Dopo le due ore di lavoro, la giornata terminava in compagnia della famiglia ospitante. Inoltre, durante la settimana di permanenza, abbiamo visitato le città di Chichester, Brighton e Oxford.

Personalmente valuto questa esperienza estremamente positiva, non solo perché migliora notevolmente il livello di conoscenza della lingua, ma soprattutto perché aiuta a diventare responsabili e dà un’idea di un tipo di esperienza che non mi sento di escludere dal mio futuro, cioè il lavoro all’estero. Tale esperienza simula, a parer mio, perfettamente lo stile di vita di un ragazzo che decide di continuare gli studi e poi di trasferirsi all’estero per lavorare. Ovviamente tutto ciò richiede una buona conoscenza della lingua e comunque un certo tipo di carattere: bisogna essere amanti dei viaggi e capaci di adattarsi. Dopo questi due anni di esperienza all’estero sono totalmente convinto che si tratti di un’ottimo banco di prova.

La testimonianza di Gabriele

Il mio tutor si chiamava Mahmood ed era una persona molto a modo: infatti il suo obiettivo principale era quello di far stare a proprio agio ogni cliente che si rivolgeva a lui.

Il mio “turno lavorativo” iniziava alle 14:00, dopo la scuola; il mio compito era quello di IMG_68622tenere il negozio pulito mentre Mahmood tagliava i capelli; inoltre, dovevo preparare e offrire un thé o un caffé ai clienti in attesa.

Lo scopo di questa attivitá era quello di migliorare il mio inglese soprattutto nella conversazione diretta con persone madrelingua e di confrontare il modo di lavorare in Inghilterra e in Italia.

Il negozio in cui mi sono trovato a lavorare era nel centro di Petersfield, una cittadina dello Hampshire, in una zona abbastanza trafficata. Il negozio era piuttosto grande ed aveva tre diverse postazioni in cui venivano tagliati I capelli; secondo il mio parere l’ambiente era adeguato e corrispondeva alle esigenze dei clienti. Era sempre molto frequentato e quindi non si poteva perdere tempo. Tuttavia Mahmood svolgeva il suo lavoro con efficienza; nel giro di mezz’ora riusciva a soddisfare tre clienti e, pur non avendo un’agenda di appuntamenti, riduceva al minimo i tempi di attesa.

Mi ha colpito in modo molto positivo l’educazione e la cortesia con cui trattava tutti e la disponibilitá con cui cercava di accontentare le varie esigenze delle persone. Un appunto che, invece, potrei fare riguarda proprio lo stato di disordine del locale che trovavo puntualmente sporco ogni pomeriggio, quando arrivavo. Probabilmente Mahmood attendeva proprio il mio arrivo per essere aiutato.

Appena giunto in negozio, mi munivo degli strumenti necessari per la pulizia del pavimento e raccoglievo I capelli che si erano accumulati durante Il giorno, spolveravo e tenevo in ordine le mensole in cui il titolare appoggiava gli oggetti. A metá pomeriggio preparavo un caffé che Mahmood apprezzava molto e ci teneva che lo offrissi anche ai suoi clienti.

Durante i momenti di pausa, Mahmood assumeva il ruolo di insegnante, interrogandomi sui nomi in inglese di tutti gli oggetti che si trovavano in negozio. Devo ammettere di essermi trovato in difficoltá in quanto erano nomi talmente specifici che facevo fatica a ricordarli anche se me li chiedeva un giorno con l’altro. Una ulteriore difficoltá che ho dovuto superare consisteva nell’interpretare le sue richieste; visto che non era inglese di nascita, il suo modo di esprimersi non era sempre di facile comprensione. Mi risultava piú semplice dialogare con i clienti.

Valuto questa esperienza molto positiva per vari aspetti: innanzituto ho avuto modo di migliorare e di arricchire la mia capacitá di esprimermi in inglese, cosa che in Italia non avrei avuto la possibilitá di fare. Frequentare quotidianamente lo stesso ambiente lavorativo mi ha costretto a impegnarmi non solo a imparare la lingua, ma anche a portare a termine il lavoro che mi era richiesto. Sono molto soddisatto del rapporto instaurato con Moahmood che si é sempre dimostrato una persona gentile, affabile e disponibile, mettendomi a mio agio e aiutandomi nei momenti di difficoltá.

L’ultimo giorno Mahmood mi ha salutato affettuosamente e mi ha anche rilasciato un attestato in cui dichiara che ho lavorato presso di lui: nonostante ció non credo che il barbiere sia il lavoro che fa per me. Preferisco l’informatica!IMG_6831-22

La testimonianza della Prof.sa Pezzali

Sottolineo con vero piacere che tutti gli studenti che hanno partecipato allo stage Work Shadow / PYL, sia a Winchester che a Petersfield, si sono comportati in maniera adeguata durante tutta la settimana, dimostrando spirito di adattamento nonché rispetto delle regole a scuola, al lavoro, in famiglia e durante le varie attività proposte. Addirittura, alcune famiglie ospitanti hanno espresso parole di elogio nei confronti degli studenti ospitati, pregandoci di complimentarci con le loro famiglie italiane. Pertanto, io e gli altri docenti coinvolti, riteniamo che sia stata un’esperienza utile, costruttiva e formativa. Un ringraziamento particolare va alla Dirigenza del Cardano che ha creduto nel progetto e l’ha sostenuto; un ulteriore doveroso ringraziamento va all’Agenzia I Viaggi di TELS per l’attenta e competente assistenza sia in loco che dall’Italia.

Gabriele Volpini e Andrea Zanacco 5^AI

NOI, I RAGAZZI DEL CARDANO

 

A tutti è noto quello che è successo giovedì 8 Giugno 2017 in via Verdi e all’interno dell’edificio del Liceo Copernico. I Social, così come i giornali e i telegiornali stanno impazzando di notizie, i video sono diventati virali e la quasi totalità delle persone è convinta che l’attacco subito dal Liceo sia interamente imputabile ai ragazzi dell’ITIS.

Purtroppo la nostra scuola è spesso soggetta a pregiudizi e dicerie legate al fatto che si tratta di un istituto molto grande e frequentato prevalentemente da maschi. Ma ciò non può e non deve bastare! Non è giusto colpevolizzare un intero istituto con i suoi 1800 iscritti per il fatto che un piccolo gruppo di facinorosi, davvero esiguo se si confronta con il totale degli iscritti, ha agito in modo violento e inaccettabile.

Noi, studenti del Cardano, ci dissociamo da quei giovani scapestrati e incoscienti che hanno trasformato un giorno di festa e allegria in un giorno triste che rimarrà a lungo nella memoria nostra e della città di Pavia. E di questo siamo enormemente dispiaciuti perché il Cardano è una grande scuola, impegnata su tanti fronti: nell’integrazione degli studenti stranieri o disabili, nelle attività sportive e nelle gare culturali, nei progetti di alternanza scuola-lavoro con importanti aziende a livello locale e regionale, nella collaborazione con associazioni di volontariato, nello sviluppo di progetti di cittadinanza attiva! Tutto questo è il Cardano: una grande scuola che accompagna i suoi studenti, attraverso un percorso di studi impegnativo, ad uno sbocco lavorativo o alle soglie dell’iscrizione alle facoltà universitarie. Continua a leggere NOI, I RAGAZZI DEL CARDANO

UN RAP PER GIOVANNI FALCONE

2017-04-03_22.07.35 (2)E’ un dovere per tutti noi ricordare le vittime della mafia. Persone che hanno lottato per un mondo migliore, per sconfiggere il “male”, l’omertà, i soprusi. Persone che, pur essendo consapevoli di rischiare la propria vita, non si sono fermate davanti a niente. Il nostro ricordo va anche alle famiglie spezzate, alle vedove, agli orfani.

Il corteo del 21 marzo, GIORNATA IN MEMORIA DELLE VITTIME DELLA MAFIA, è stato molto bello ed emozionante: un corteo di giovani che vogliono avere fiducia nel futuro, che non vogliono avere paura perché  “chi ha paura muore ogni giorno ma chi non ha paura muore una sola volta”.

Ricordo un libro sulla mafia  che ho letto qualche anno fa, intitolato “Per questo mi chiamo Giovanni”: la storia di un ragazzo che porta il nome di un grande magistrato, Giovanni Falcone, che con tutta la sua forza ha combattuto la mafia. Anche noi giovani dobbiamo lottare con tutte le forze per difendere la nostra libertà, i nostri ideali.  Nel libro la mafia veniva paragonata ad un carciofo; le foglie esterne sono le persone che contano poco ed al centro invece c’è il cuore, il capobanda.  Come nel libro, la mafia è fatta da persone potenti e da persone sottomesse, che pagano il pizzo. Queste persone hanno paura dei potenti e non denunciano i fatti avvenuti: è proprio in questo che la mafia trova la forza di continuare. Continua a leggere UN RAP PER GIOVANNI FALCONE

LA GIORNATA DELL’IMPEGNO

2017-04-03_22.11.11Il 21 marzo insieme ad altre scuole abbiamo partecipato alla “Giornata internazionale della poesia e giornata della memoria e dell’impegno”.

Manifestazioni analoghe si sono tenute in molte piazze d’Italia e hanno coinvolto molti giovani di diverse scuole.  A Pavia si sono ritrovate in Corso Cavour molte classi di scuole medie e superiori che, sotto la guida di “LIBERA” , hanno intonato cori, cantato e letto poesie. Il corteo si è diretto in Piazza Vittoria e durante lo spostamento sono stati distribuiti ai passanti dei “volantini”, contenenti testi di canzoni o poesie riguardanti la lotta contro la mafia: alcuni chiedevano incuriositi di cosa si trattasse, altri continuavano per la loro strada incuranti. Spostatosi davanti al Duomo, il corteo si è fermato per rendere omaggio ai personaggi della lotta contro la mafia e alla vittime della mafia, leggendo i nomi di tutti loro, intonando poi altri cori e recitando poesie  per terminare la manifestazione . Le scuole non si sono limitate a cantare o leggere poesie, ma hanno anche portato molti cartelloni con slogan Anti-Mafia, sventolati per mostrarli a tutti i passanti. Continua a leggere LA GIORNATA DELL’IMPEGNO

FASCINO TRA LE RIGHE

Sfogliare i libri non è il tipo di impiego a cui i ragazzi aspirano maggiormente, ma la visita alla Biblioteca Universitaria di Pavia potrà forse portare ad una rivalutazione di questa “professione”. Appena entrata in biblioteca, il mio viso si è illuminato e la mia ammirazione per quel luogo ha oltrepassato di molto le mie aspettative: non mi sarei mai immaginata di trovare una collezione così ampia di volumi.foto biblioteca 2 I libri ricoprivano interamente le pareti della stanza, le quali parevano due grandi braccia aperte in segno materno, intente a cullarmi e a proteggermi. Subito dopo ho capito che quell’inconsapevole sicurezza mi poteva essere donata solamente dal sapere e dalla cultura.

Non so se gli altri miei compagni di classe, che hanno avuto l’opportunità di accedere a questo luogo, oserei dire, incantato, abbiano provato la stessa sensazione di calda accoglienza, ma per me è stato davvero magico. E’ così che poco dopo ho ammirato la bibliotecaria maneggiare alcuni di quei preziosissimi libri, ed ella stessa ci ha spiegato le differenze tra gli uni e gli altri, l’utilizzo antico della pergamena, la rilegatura, gli inchiostri. Ho compreso che, fino all’invenzione della stampa di Gutenberg, scrivere libri era una vera e propria arte. Ogni pagina era decorata da disegni curati minuziosamente, colorati con altrettanta precisione ed infine resi scintillanti grazie all’oro delle decorazioni. Continua a leggere FASCINO TRA LE RIGHE

Una giornata all’Osservatorio Astronomico di Ca’ del Monte

 

foto casaIl 15 marzo la nostra classe, la 1B-LS, ha partecipato a un’esperienza fuori porta per integrare il programma di studi all’Osservatorio Astronomico di Ca’ del Monte, a Cecima, accompagnati dalle professoresse Minoli e Trevaini.

In Osservatorio abbiamo svolto diverse attività, dall’osservazione di corpi celesti
a quella dei fossili della zona, rafforzando le nostre conoscenze nei campi dell’astronomia e della paleontologia.

L’Osservatorio si trova sul cucuzzolo di una montagna dalla quale si gode di un panorama eccezionale.

Ad accoglierci la mattina, Matteo Soldi, astronomo dedito allo studio delle costellazioni ed ex alunno del nostro istituto.panoramica

Matteo ci ha illustrato la struttura e il funzionamento dei diversi telescopi e successivamente ci ha guidati nell’osservazione della nostra stella come non l’avevamo mai vista. Continua a leggere Una giornata all’Osservatorio Astronomico di Ca’ del Monte

VISITA ALLA MOSTRA DI ANDY WARHOL

 GENOVA 7 FEBBRAIO 2017

gente

“Non pensare di fare arte, falla e basta. Lascia che siano gli altri a decidere se è buona o cattiva, se gli piace o gli faccia schifo. Intanto mentre gli altri sono lì a decidere tu fai ancora più arte.” Andy Warhol

Marilyn Monroe – 1962

marylin

La classe 5CLS ha visitato la mostra di Andy Warhol, celebre pittore statunitense del ‘900, tenutasi a Palazzo Ducale di Genova e organizzata per commemorare il trentesimo anniversario della morte avvenuta nel 1987, in seguito ad un intervento chirurgico. “Il provocatore” Andy Warhol, padre della Pop Art, muta il modo d’intendere l’arte proponendo una serialità di immagini che si ripete in modo ossessivo per accusare un mondo ormai soggiogato dal consumismo. La Pop Art, letteralmente traducibile come “arte del popolo” o “arte per il popolo” trasforma l’arte in un oggetto commerciale, in disegni in serie, in cose usa e getta, come accade per molti articoli utilizzati quotidianamente. Il vivere quotidiano diventa così il protagonista della Pop Art, che riproduce in serie prodotti o personaggi di spicco messi in risalto dai mass media. Continua a leggere VISITA ALLA MOSTRA DI ANDY WARHOL