Category Archive: .2019

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SU18 XVI : “Lo sguardo che indaga”

“Scienziati e artisti osservano la natura”

INAUGURAZIONE

Anche quest’anno la XVI edizione di ScienzaU18 al Castello Visconteo di Pavia si apre con un discorso inaugurale della dr.ssa Ivana Dello Iacono, dirigente del Settore Cultura e Istruzione Politica Giovanili del comune di Pavia. Durante il suo discorso espone lo scopo PHOTO-2019-05-08-11-35-07(2)dell’iniziativa che è quello di sollecitare un’attitudine che nella nostra vita dovrebbe guidarci sempre: la ricerca, l’osservazione, la riflessione e il libero pensiero, di cui abbiamo bisogno per essere cittadini consapevoli e responsabili. Prende poi la parola il professor Mauro Casella, preside del Liceo Scientifico Statale Nicolò Copernico di Pavia, scuola capofila, che ringrazia studenti e docenti partecipanti. L’inaugurazione della manifestazione si conclude con un intermezzo offerto dagli studenti dell’indirizzo musicale dell’istituto Adelaide Cairoli – Leonardo Scabini al violoncello, il soprano Giulia Ion, Filippo Cadringher, Marta Fraticola, Leonardo Bertolino e Simone Ficicchia al sax – che interpretano  brani di Boccherini, Bach, Puccini, Singelée e Mulligan, applauditi dai presenti.

Intervistiamo la dottoressa Dello Iacono che ogni anno si fa promotrice di ScienzePHOTO-2019-05-08-11-35-07(1) U18. Le chiediamo con quale spirito ogni anno rinnova l’iniziativa.

Nell’ambito della scienza c’è sempre qualcosa da fare o da approfondire perché la ricerca non si ferma mai. I giovani hanno il diritto e il dovere di apprendere e condividere da protagonisti ogni innovazione scientifica, sostenuti da scuole, università e istituzioni. Ma le iniziative devono partire soprattutto dai ragazzi, non solo ed esclusivamente dall’alto!”

L’evento ha coinvolto quasi la totalità delle scuole del pavese con i loro insegnanti e gli studenti, tutti impegnati a mettere in mostra il frutto delle attività di studio e sperimentazione svolte nel corso dell’anno scolastico. È stato così possibile organizzare un’importante manifestazione della durata di tre giorni, sul tema  Arte e Scienza anticipato da un logo che accosta i ritratti di Frida Kahlo e Albert Einstein, simboli di innovazione e anticonformismo.

 

Articolo a cura di:
Gaia Mongillo, Federico Lecce e Beatrice Pestoni
3 CLS, 4 DLS ITIS “G. Cardano”  – Pavia

Ciclofficina SU18

Ciclofficina

Exhibit realizzato da:
Associazione Le Torri

Giunti dinanzi alle scale che portano ai vari exhibit di SU18, notiamo uno stand in cui vengono riparate le bici di coloro che vengono al Castello. Esso è supportato dall’Associazione Le Torri che ha anche collaborato alla riparazione delle trenta bici di proprietà del Cardano.  Alcuni studenti dello stesso istituto, soprattutto di prima e di seconda, hanno aiutato alla riparazione, permettendo così all’Itis di poter rivaleggiare anche in campo ciclistico. I ragazzi hanno così sperimentato il Peer tutoring, una strategia educativa che serve per imparare ad aiutarsi l’un l’altro in qualsiasi ambito, scolastico o lavorativo. In più questa dimostrazione al castello ha l’obiettivo di incentivare l’utilizzo delle biciclette, in modo da favCardano Bicicletteorire un uso consapevole dei mezzi e della mobilità sostenibile.

L’exhibit, come abbiamo potuto notare, ha come fine uno scopo nobile, la salvaguardia del pianeta per il prossimo futuro a partire da oggi. Gli espositori di Ciclofficina con il loro lavoro mostrano come sia possibile, per qualsiasi nostro spostamento, prendere in considerazione l’uso della vecchia bicicletta che, oltre ad essere un mezzo non inquinante come la macchina, serve pure a mantenersi in forma.

Articolo a cura di:
Clerici Claudio, Di Silvio Marco
3 DLS ITIS “G. Cardano”

L’occhio di Leonardo: l’invenzione della camera oscura

Uno sguardo tra arte e scienza

Lo stand degli studenti della classe 2^E della scuola media “Severino Boezio” salta subito all’occhio per la presenza dei curiosi tubi esposti. I misteriosi oggetti sono riproduzioni di una della molte creazioni del grande Leonardo da Vinci: la camera ottica.

Questa camera, come spiegano i ragazzi, è un dispositivo ottico composto da una scatola oscurata su un lato e con un foro sul retro da cui penetra la luce che riflette su un piano le immagini capovolte.

Il bizzarro tubo realizzato dai ragazzi funziona come l’occhio umano: attraverso la pupilla le immagini vengono convogliate sottosopra sulla retina e grazie al nervo ottico vengono rielaborate e quindi recepite come sono realmente; ma a differenza dell’occhio umano nella camera ottica le immagini sono capovolte per l’assenza del nervo ottico.

Per la realizzazione di questo oggetto hanno usato dei barattoli vuoti di “pringles”, che sostituiscono l’occhio umano, e della carta da forno, che corrisponde alla retina.

La camera è il precursore dell’odierna fotocamera, da cui ne deriva anche il nome.

Gli studenti della 2^ E si sono dimostrati entusiasti nel presentare il loro progetto, ci hanno rivelato di aver trovato particolarmente interessante il fatto che un’invenzione così antica stia alla base della fotografia moderna, ma ciò che hanno trovato più coinvolgente è stato creare le riproduzioni della camera ottica.

 

Articolo a cura di:
Virginia Perna e Huilin Zhu 3^ CL
 
IIS “A. Cairoli” _ Pavia

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Giochi da tavola periodica

Exhibit realizzato da:
2^E liceo N.Copernico

Lo stand 40, del Liceo scientifico N. Copernico di Pavia, ha come tema principale la tavola periodica; gli studenti presentano diversi giochi didattici, tutti a tema scientifico.

Il bersaglio è il più gettonato: il visitatore viene invitato a lanciare una freccetta e a indovinare il nome dell’elemento colpito.

Oppure, ci si può divertire giocando a scarabeo e componendo parole con gli elementi della tavola periodica, ma anche girando una ruota e, a seconda del settore in cui la freccia si ferma, rispondendo a indovinelli, sottoponendosi a una prova fisica o capendo l’elemento che viene mimato.

-Ci piace molto partecipare a questo evento- ha detto una delle studentesse. -E’ sempre bello venire a SU18.

-Come avete avuto l’ispirazione per ideare questi giochi?

-Volevamo fare qualcosa che insegnasse, ma che fosse anche divertente.

Così i ragazzi del Liceo Copernico sono riusciti a coinvolgere tutti, grandi e piccini, con un’attività semplice ma vincente.

Articolo a cura di:
Roberta Basile
3^DLS  ITIS G.Cardano

sdr

Ma come? Sale?

Exhibit realizzato da :
3^ A – 3^B – 3^ C Liceo linguistico Cairoli

Le classi terze del Liceo Cairoli hanno presentato un progetto che prevede l’utilizzo di due binari sollevati dal piano di appoggio e leggermente inclinati su cui si fanno rotolare un cilindro e un doppio cono, ottenuto unendo le basi di due coni.

Per la forza di gravità, i due solidi dovranno compiere un movimento dalla parte leggermente sollevata verso quella più bassa. In realtà ciò avviene con entrambi i solidi solo quando i binari sono  paralleli tra loro.

Se invece disponiamo i binari in modo che convergano in un punto, osserviamo che solo il cilindro si muove verso la parte ribassata, come accadeva in precedenza. Il cono invece, se posizionato in prossimità del punto in cui convergono i binari, rotola verso l’estremità rialzata. Perché?

La spiegazione è molto semplice: la forza di gravità attrae maggiormente i corpi, o le parti dei corpi, che pesano di più. Nel doppio cono il punto con il peso maggiore è il baricentro, che coincide con la base del solido. Per questo motivo la forza gravitazionale fa rotolare il cono fino a quando non raggiunge gli estremi dei binari, permettendo così alla base del doppio cono di raggiungere il punto più vicino al piano di appoggio.  

Si riesce quindi a dimostrare che se si posiziona un doppio cono sorretto da due binari leggermente inclinati, il cono compirà un movimento verso l’estremità più alta.

Articolo a cura di:
Andrea Cirmi
4 DLS ITIS “G. Cardano”

…Ma si vede?

Exhibit realizzato da:
4^AL I.S.S. A. Cairoli

Nello stand 32 la prima cosa che salta all’occhio è una televisione che ogni tanto perde il segnale. Gli studenti ci accolgono calorosamente e iniziano il loro esperimento. Introducono per filo e per segno l’argomento delle onde elettromagnetiche e della luce. Essa si presenta a noi con colori diversi tra il rosso e il viola; ma oltre questi “confini” che cosa c’è? Superando il confine del primo, notiamo la luce infrarossa, una luce molto debole, visibile appena dall’occhio umano, usata tramite degli occhiali speciali per vedere al buio. La luce ultravioletta, opposta a quella ad infrarossi, è impercettibile all’occhio umano almeno che non le venga sovrapposto un foglio di carta, o di qualsiasi materiale che ne permetta il passaggio. Successivamente, gli espositori collegano un cavo coassiale tra un registratore e un televisore, trasmettendo così il programma; poi staccano il cavo e lo sostituiscono con uno tagliato, mostrando così che il segnale non arriva al monitor. Infine sostituiscono il cavo con uno, sempre diviso ma con le estremità che si sono create, a forma di antenna, e con ciò riescono ad agganciare il segnale tra un apparecchio e un altro. In seguito frappongono tra le due antenne un foglio di carta che non provoca alcun effetto, della carta stagnola che invece blocca il segnale completamente, e delle barre metalliche che disturbano il segnale.

Il lavoro è stato ideato e sviluppato dalla classe 4^AL, creando così una dimostrazione del funzionamento delle onde e coinvolgendo in modo appassionato lo spettatore. Un tema azzeccato per i nostri tempi, poiché le onde stanno sostituendo i cavi ed è tempo che impariamo a conoscerle.

Articolo a cura di:
Clerici Claudio, Di Silvio Marco
3 DLS ITIS “G. Cardano”