Category Archive: Exhibit 2018

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Magico Vuoto e Pendolo di Newton

Nell’ambito della 15° edizione di “Scienza Under 18” che coinvolge studenti di varie scuole di Pavia e Provincia,  ci siamo occupati dello stand 23 organizzato dalla 4GL, Istituto A.Cairoli. Guidati dall’insegnate di fisica, gli alunni hanno proposto due esperimenti: “Magico Vuoto” e “Pendolo di Newton”

  Il primo esperimento, spiegano gli alunni, “si basa sulla legge di Boyle la quale in sintesi afferma che a temperatura costante pressione e volume di un gas sono inversamente proporzionali”. Utilizzando una campana di vetro, una pompa a vuoto, un palloncino semi gonfio si può verificare che una volta azionata la pompa ed estratta l’aria diminuisce  la pressione e il palloncino posto all’interno della campana si gonfia completamente poiché agisce soltanto la pressione dell’aria contenuta al suo interno. Risulta anche impossibile sollevare la campana poiché la pressione dell’aria presente all’esterno non è più compensata dalla pressione interna. Rimettendo l’aria all’interno, la pressione atmosferica si ristabilisce  e diminuisce il volume del palloncino che ritorna al suo stato iniziale. L’ esperimento trova la sua applicazione pratica in ambito aerospaziale e nella scienza medica

 

La seconda esperienza:,”Il Pendolo di Newton” (normalmente attribuita al fisico Inglese secondo quanto sostiene l’eponimia di Stiegler ma in origine pensata da Hooke), chiariscono gli alunni esecutori del progetto,  “tende a dimostrare la conservazione dell’energia cinetica e della quantità di moto”. Il pendolo è una struttura metallica che sostiene 6 palline aventi la stessa massa e poste in orizzontale alla stessa altezza. Spostando e rilasciando una delle due palline esterne, l’impatto con le altre provoca il movimento della pallina all’estremo opposto mentre la prima pallina si blocca..Questo effetto si ottiene in quanto l’energia cinetica  posseduta dalla prima pallina, attraverso le palline intermedie, si trasmette in egual misura all’ultima provocandone lo spostamento.

  L’esperimento dimostra una legge che trova riscontro nella vita quotidiana ogni volta che avvengono urti tra corpi.

In concomitanza con la manifestazione di “Scienza Under 18” si tiene presso la pinacoteca dei musei civici del Castello Visconteo di Pavia la mostra permanente dei reperti archeologici di età altomedievale e longobarda. A guidare la visita sono impegnati studenti delle scuole superiori. Il percorso si snoda attraverso varie sale che presentano reperti di vario tipo e funzione. A partire da oggetti di uso quotidiano come vasi e collane fino a reperti più consistenti come statue,capitelli e oggetti di arredamento, il visitatore può rendersi conto della ricchezza della capacità artistica di un popolo erronemente considerato “barbaro”. L’esposizione è molto complessa e articolata e interessa un arco di tempo che va dall’epoca romana fino a quella longobarda. Il nostro percorso si è incentrato in particolare su alcuni manufatti di origine longobarda.

CENNI STORICI

Di origine germanica, i longobardi inizialmente si spostarono alla ricerca di nuove terre da conquistare e nuovi luoghi ove stabilirsi. Nella seconda metà del secolo VI, scesero verso l’Italia penetrando nel nostro paese attraverso il Friuli nel 568.

Nel 572, dopo tre anni di assedi re Alboino riuscì a conquistare la città di Pavia. Nei decenni successivi i Longobardi organizzarono il loro regno in tanti ducati, ponendo la capitale a Pavia, sede della corte reale. A poco a poco smisero di essere un popolo nomade e mutarono anche i loro usi e costumi. Nel corso del VII secolo si convertirono al cattolicesimo costruendo edifici di culto, chiese e monasteri ancora oggi esistenti e si diedero leggi scritte grazie al re Rotari. Il loro regno terminò nel 774 quando re Desiderio fu sconfitto dai Franchi di Carlo Magno.

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ALCUNE TESTIMONIANZE

La difficoltà oggettiva di trattare i numerosi reperti esposti impone di segnalarne in modo particolare alcuni di evidente rilievo.

Accolte in una specifica sala, riallestita del 2003, sono le testimonianze dell’architettura sacra e della sfera funeraria dell’eta altomedievale, in particolare della cultura gotica e longobarda.

La sezione più importante riguarda l’arte tra il VI e l’ VIII secolo, il cui reperto più significativo e raffinato è una lastra funeraria che porta inciso il monogramma “Senator ” e l’abbreviazione “BM” ovvero “benemerenti”. L’ipotesi più recente sostiene che possa essere appartenuta al filosofo Severino Boezio, consigliere di Teodorico, ucciso a Pavia, le cui ossa sono conservate nella Basilica di San Pietro in Cieldoro.

La sezione che evidenzia opere di orificeria e di metallurgia presenta materiali spesso recuperati dal fiume Ticino e appartenenti  principalmente a corredi funerari.

Per l’architetturea religiosa spiccano i plutei detti “di Teodote”, recinzioni presbiteriali di marmo con motivi naturalistici e in particolare quello detto “dei grifoni” e quello detto “dei pavoni”.

Il primo risale alla metà del VII secolo, presenta al centro due grifoni, figure mitologiche che si abbeverano nell’albero della vita e una splendida cornice con motivi vegetali.

Il secondo ha una raffinata cornice dai rilievi bidimensionali e simmetrici che raffigurano piante e uccelli intenti a mangiare acini d’uva. Risaltano i due pavoni, simbolo cristiano di perfezione divina, che si abbeverano da un calice sul quale svetta la croce longobarda dai quattro bracci uguali.

L’elemento decorativo  accanto alla coda del pavone è rappresentato da una serie di spirali.

Quanto scritto non può essere ritenuto esauriente vista la complessità e la varietà delle testimonianze di un arte che permette di scoprire aspetti, anche insospettabili, di una cultura antica che è alla base della nostra civiltà moderna.

 

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L’AlchiMia, tua e di tutti noi

Exhibit realizzato da: Taramelli-Foscolo – PaviaDF8AC463-4787-485A-8FF9-E1BBC36E68A2

Camice bianco, occhiali di protezione e mascherina. Non sono chimici ma maghi. Così si presentano i ragazzi del Taramelli-Foscolo, quest’anno in veste di prestigiatori per trasformare una semplice quanto affascinante ossidoriduzione in una magia. La parola chiave è coinvolgimento del pubblico, reso partecipe come protagonista attivo. Tutto ha inizio con la messa in sicurezza dell’uditore “prescelto”, a cui viene chiesto gentilmente di indossare occhiali di protezione e mascherina; successivamente deve affrontare la scelta di una candela tra tre proposte, gialla, verde o bianca, nel nostro caso la seconda, da tenere nella mano sinistra e puntare verso il cielo. Il passo successivo è la consegna di un liquido giallo all’interno di un barattolo da tenere nella mano destra. A questo punto, viene chiesto di rimanere in equilibrio su una gamba, di chiudere gli occhi, di pronunciare una parola magica dal significato ignoto e di agitare il barattolo contenete il liquido incantato. In pochi secondi il colore virerà gradualmente assumendo il colore della candela tenuta nell’altra mano, in particolare per noi da giallo paglierino a verde palude.
Non finisce qua però: la seconda parte dell’esperimento ha ancora una volta come protagonista la candela, che viene immersa in parte in una sostanza acquosa di un blu intenso, viene accesa e successivamente posta sotto una beuta. In pochi istanti l’acqua incomincia a gorgogliare e, allo spegnimento della candela, viene aspirata all’interno della beuta.
Terminato il tutto le conclusioni possono essere due: si capisce il trucco o si rimane meravigliati.

Articolo a cura di: Andrea Cirmi, Andrea Villani
3DLS ITIS “G. Cardano” – Pavia

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Curve di crescita

Exhibit realizzato da:

1ALS, 1BLS, 2BLS ITIS “G.Cardano” – Pavia

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Avendo a disposizione un’area verde tra il Ticino e la scuola, alcune classi dell’ITIS Cardano sperimentano la coltivazione di cipolle, in particolare cipolline, scalogno e cipolle di Breme oltre che di grani antichi e grandi moderni per studiare l’andamento della crescita al variare del concime. I ragazzi hanno iniziato a seminare tra ottobre e novembre, dopo aver preparato il terreno ripulendolo dalle erbacce e ammorbidendolo. Nel mese di febbraio è incominciata la raccolta dati, con misura dell’altezza delle piante circa ogni  dieci giorni. L’ultima fase del lavoro è stata la realizzazione di grafici relativi all’altezza delle piante nel tempo, messa in relazione con le variabili del tempo meteorologico, temperatura e stagione, tipo di terreno e concimazione. Sono stati registrati inoltre i danni e le conseguenti alterazioni nella crescita causate dalla anomala grandinata del 12 Aprile scorso.

E’ stato quindi possibile concludere che il grano antico cresce con maggior rapidità rispetto alle cipolle, la temperatura ha influenzato la crescita sia del grano che delle cipolle, le varietà di grano diverse hanno manifestato velocità di crescita differenti e la diversa concimazione ha contribuito alla variazione nel processo di crescita. Il lavoro di monitoraggio della crescita delle piante è appena cominciato, di conseguenza i risultati sono ancora poco indicativi.
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Articolo a cura di:

Elena Emmanueli, Andrea Villani

3DLS ITIS “G.Cardano” – Pavia

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STAND 26

Chissà quanti tra i banchi di scuola hanno sentito pronunciare dal professore di biologia parole come anemia falciforme, daltonismo e gruppi sanguigni, in merito alla genetica mendeliana, senza mai immaginare concretamente di cosa si trattasse. Lo stand 26 dell’IIS Caramuel ripropone le leggi di Mendel in modo semplice e chiaro, attraverso modelli tridimensionali e tabelle di genetica, meglio conosciute come quadri di Punnet. Quasi indispensabile per visitare lo stand è conoscere il gruppo sanguigno dei propri genitori per potersi sottoporre ad un semplice test condotto dagli studenti della 2FC, che attraverso l’incrocio dei due gruppi sanguigni, vi mostrerà la probabilità che avete di essere uno tra i quattro, A, B, AB o 0.

Inoltre, vengono proposti esempi di combinazioni genetiche tra individui sani ed individui malati rispettivamente per l’anemia falciforme e il daltonismo. In particolare, attraverso modelli tridimensionali vengono spiegate le alterazioni che subiscono i globuli rossi in un soggetto affetto dalla prima malattia.

Quindi consigliamo di visitare questo stand a tutti coloro che vogliono capire in pochi minuti una tematica così importante o a tutti quelli che devono recuperare un’insufficienza in biologia.
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La moda dà i numeri

2B45B3ED-B59F-480B-9C4D-B2F543A30927 exhibit realizzato da: 3 indirizzo moda IPSIA “Cremona” – Pavia

 

“E qui arriviamo ai modelli più normali”, con questa frase e indicando gli ultimi due modelli della collezione “Scienza Under 18” 2018, le ragazze della III indirizzo moda dell’IPSIA “Cremona” ci congedano dopo averci guidato attraverso il percorso, iniziato mostrandoci le bozze dei lori lavori, dallo schizzo sul manichino fino alla completa realizzazione. Il processo di esecuzione è abbastanza soggettivo, c’è chi impiega poche ore e chi lavora serenamente per quasi un mese.

FC62C27A-DA91-4DD6-8D78-23EFA4BD7E19A prescindere dell a tempistica, i passaggi sono comuni a tutti: si inizia con il disegno del manichino su carta e si completa successivamente con lo schizzo del vestito, tenendo conto della taglia proposta, dei materiali richiesti e della collezione di appartenenza. I dieci lavori proposti quest’anno hanno per tema la matematica e sono realizzati con materiali particolari ed insoliti rispetto a quelli che normalmente immagineremmo di trovare su un vestito, come carta e plastica. Possiamo trovare gonne con formule matematiche, eleganti corsetti con solidi notevoli e di rotazione e anche bizzarre spalline appuntite e con le frange.F3831916-311F-4026-BA30-06EE984740A0

Ispirandosi a quanto afferma ogni stilista: “L’accessorio completa l’abito”, i giovani designer pavesi non si soffermano solo sulla realizzazione di abiti ma li completano con borse e cappelli.

 

Articolo a cura di:

Elena Emmanueli, Andrea Villani

3DLS ITIS “G.Cardano” – Pavia

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I numeri nella natura

Exhibit realizzato da:

Stand 42, 2DL e 1FL dell’istituto “A. Volta” – Pavia

I ragazzi dell’istituto Volta di Pavia, si sono cimentati nella ricostruzione del quadro “Una domenica pomeriggio sull’isola della Grande-Jatte” di Georges Seurat, dipinto appartenente al Post Impressionismo francese.

Gli studenti hanno riprodotto la celebre opera in scala 1:1, suddividendola in 50 tele di dimensioni 30×40 cm. Il dipinto in sé ha una dimensione di circa 2x3m, come quello originale.

Sono stati impiegati ben 2 mesi di tempo per realizzarlo; inizialmente i ragazzi hanno lavorato individualmente e, solo successivamente, hanno unito i pezzi, al fine di ottenere il lavoro completo.

Il quadro originale fu realizzato con la tecnica del puntinismo, mentre quello riprodotto è stato scomposto utilizzando la tecnica dei pixel, in modo da renderlo più vicino alla nostra realtà quotidiana, dal momento che ormai siamo costantemente circondati da strumenti tecnologici.

Il dipinto esposto è caratterizzato da una forte luminosità dovuta all’utilizzo di colori complementari e può fungere da finestra luminosa in un ambiente relativamente scuro com’è l’aula in cui solitamente è collocato.

Articolo a cura di:

Giulia Barattieri, Chiara Cantù

3DLS ITIS “G. Cardano” – Pavia