Author Archives: Matteo Ragni

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SU18 XVI : “Lo sguardo che indaga”

“Scienziati e artisti osservano la natura”

INAUGURAZIONE

Anche quest’anno la XVI edizione di ScienzaU18 al Castello Visconteo di Pavia si apre con un discorso inaugurale della dr.ssa Ivana Dello Iacono, dirigente del Settore Cultura e Istruzione Politica Giovanili del comune di Pavia. Durante il suo discorso espone lo scopo PHOTO-2019-05-08-11-35-07(2)dell’iniziativa che è quello di sollecitare un’attitudine che nella nostra vita dovrebbe guidarci sempre: la ricerca, l’osservazione, la riflessione e il libero pensiero, di cui abbiamo bisogno per essere cittadini consapevoli e responsabili. Prende poi la parola il professor Mauro Casella, preside del Liceo Scientifico Statale Nicolò Copernico di Pavia, scuola capofila, che ringrazia studenti e docenti partecipanti. L’inaugurazione della manifestazione si conclude con un intermezzo offerto dagli studenti dell’indirizzo musicale dell’istituto Adelaide Cairoli – Leonardo Scabini al violoncello, il soprano Giulia Ion, Filippo Cadringher, Marta Fraticola, Leonardo Bertolino e Simone Ficicchia al sax – che interpretano  brani di Boccherini, Bach, Puccini, Singelée e Mulligan, applauditi dai presenti.

Intervistiamo la dottoressa Dello Iacono che ogni anno si fa promotrice di ScienzePHOTO-2019-05-08-11-35-07(1) U18. Le chiediamo con quale spirito ogni anno rinnova l’iniziativa.

Nell’ambito della scienza c’è sempre qualcosa da fare o da approfondire perché la ricerca non si ferma mai. I giovani hanno il diritto e il dovere di apprendere e condividere da protagonisti ogni innovazione scientifica, sostenuti da scuole, università e istituzioni. Ma le iniziative devono partire soprattutto dai ragazzi, non solo ed esclusivamente dall’alto!”

L’evento ha coinvolto quasi la totalità delle scuole del pavese con i loro insegnanti e gli studenti, tutti impegnati a mettere in mostra il frutto delle attività di studio e sperimentazione svolte nel corso dell’anno scolastico. È stato così possibile organizzare un’importante manifestazione della durata di tre giorni, sul tema  Arte e Scienza anticipato da un logo che accosta i ritratti di Frida Kahlo e Albert Einstein, simboli di innovazione e anticonformismo.

 

Articolo a cura di:
Gaia Mongillo, Federico Lecce e Beatrice Pestoni
3 CLS, 4 DLS ITIS “G. Cardano”  – Pavia

Matteo Ragni

L’occhio di Leonardo: l’invenzione della camera oscura

Uno sguardo tra arte e scienza

Lo stand degli studenti della classe 2^E della scuola media “Severino Boezio” salta subito all’occhio per la presenza dei curiosi tubi esposti. I misteriosi oggetti sono riproduzioni di una della molte creazioni del grande Leonardo da Vinci: la camera ottica.

Questa camera, come spiegano i ragazzi, è un dispositivo ottico composto da una scatola oscurata su un lato e con un foro sul retro da cui penetra la luce che riflette su un piano le immagini capovolte.

Il bizzarro tubo realizzato dai ragazzi funziona come l’occhio umano: attraverso la pupilla le immagini vengono convogliate sottosopra sulla retina e grazie al nervo ottico vengono rielaborate e quindi recepite come sono realmente; ma a differenza dell’occhio umano nella camera ottica le immagini sono capovolte per l’assenza del nervo ottico.

Per la realizzazione di questo oggetto hanno usato dei barattoli vuoti di “pringles”, che sostituiscono l’occhio umano, e della carta da forno, che corrisponde alla retina.

La camera è il precursore dell’odierna fotocamera, da cui ne deriva anche il nome.

Gli studenti della 2^ E si sono dimostrati entusiasti nel presentare il loro progetto, ci hanno rivelato di aver trovato particolarmente interessante il fatto che un’invenzione così antica stia alla base della fotografia moderna, ma ciò che hanno trovato più coinvolgente è stato creare le riproduzioni della camera ottica.

 

Articolo a cura di:
Virginia Perna e Huilin Zhu 3^ CL
 
IIS “A. Cairoli” _ Pavia

Matteo Ragni
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Aria e acqua tra arte e scienza

Exhibit della classe 2 della primaria di MIRABELLO

I bambini hanno iniziato il loro percorso mostrando grandi bolle di sapone (preparato con 100 ml di acqua, 100 ml di detersivo e 50 ml di glicerina). Poi mostrano come creare un “serpente di bolle” tagliando il fondo ad una bottiglia e mettendo un calzino imbevuto di sapone al suo posto. I bambini soffiano attraverso la bottiglia e l’aria passa attraverso i piccoli fori della stoffa, creando piccole bolle che formano la bizzarra creazione.

In un’altra bacinella piena d’acqua pongono una piccola ninfea di carta. Si può osservare che i petali di quest’ultima lentamente si aprono grazie all’acqua che penetra nelle fibre della carta e “tira” i petali aprendoli.

Alla fine del percorso i bambini mostrano come realizzare delle girandole:

suggeriscono di utilizzare della carta plastificata, un disco di tappo di sughero, un bastoncino, dello scotch molto resistente ed un ferretto per fissare la girandola sul bastone.

I bambini spiegano che gli scienziati hanno inventato delle “grandi girandole di ferro”: le pale eoliche che, grazie al vento, girano producendo energia elettrica.

Articolo a cura di:
Alessandro Di Francesco e Irene Tronconi
classe 3C della Secondaria C.A. DALLA CHIESA

Matteo Ragni

Scopri i “diversi”

Scuola secondaria di primo grado SEVERINO BOEZIO CLASSI 2^A, 2^C

I ragazzi propongono un gioco che consiste nel trovare le differenze utilizzando 60 schede di cartoncino colorato raggruppate in gruppi di due.

In queste schede sono disegnate diverse figure che rappresentano pianeti e stelle, vertebrati e invertebrati, formule chimiche, diversi tipi di atomi….

Spiegano, quindi, in cosa consiste la differenza degli elementi diversi nelle schede.

Il gioco si conclude con la spiegazione da parte espositori di come sono state create le diverse figure.

Articolo a cura di:
DAVIDE RINALDI e LEONARDO BLORA
scuola secondaria C. A. Dalla Chiesa

Matteo Ragni
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Quale arriva prima?

Exhibit realizzato da:
3^ A – 3^ B – 3^ C Liceo Linguistico Cairoli
Le classi terze del Liceo linguistico A. Cairoli, in occasione della manifestazione Scienze U18, mostrano
una particolare curva, chiamata cicloide, su cui si effettuano tre dimostrazioni con delle biglie. La cicloide
ha una forma semicircolare, nei cui binari vengono fatte rotolare due biglie di uguali dimensioni.
Nel primo caso le due biglie partono dalle estremità del cicloide. Come si può intuire, il punto di incontro
è esattamente a metà del percorso.
Nel secondo caso, invece, una biglia parte da un’estremità e l’altra da un punto scelto in modo casuale.
Ancora una volta il punto di incontro coincide con la metà della curva.
Perché?
Perché la cicloide ha una proprietà, chiamata tautocrona, parola greca che significa stesso tempo, che
permette alle biglie, poste in qualunque punto della curva, di toccarsi a metà del percorso.
Nella terza dimostrazione, viene chiesto allo spettatore se la biglia che parte da un’estremità della cicloide
acquisisca più velocità di una biglia posta su un piano inclinato. La risposta corretta è che la biglia su un
piano inclinato è più lenta della biglia sulla cicloide. La spiegazione dipende da una delle proprietà della
cicloide chiamata brachistocrona, termine che significa il più breve tempo.
Concludendo si può affermare che la biglia posta sulla curva sarà più veloce della biglia posta sul piano
inclinato.

Articolo a cura di:
Andrea Cirmi
4 DLS ITIS “G. Cardano”

Matteo Ragni
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Lo sguardo che indaga: la corrosione del male

Nel piano terra dei Musei Civici, presso il Castello Visconteo, nella sezione delle “Testimonianze scutoree dell’antica Ticinum” è presente una statua che ha colpito la nostra attenzione.

Abito maschile, labbra corrose e matassa al collo… questo è il Muto dall’accia al collo. Ma chi è questo personaggio misterioso?

Nella Pavia del I secolo d.C. un giovane pescatore aveva ricevuto in regalo dal padre una rete rivelatasi magica perchè era in grado di pietrificare tutti i pesci che ne venissero a contatto. Se appena buttata in mare sembrava pescare solo pietre, una volta tirata a riva e liberati i sassi dalle sue maglie, questi si trasformavano in pesci. Ogni notte il ragazzo si recava a Ticino con la sua barca e, dopo lunghe ore di lavoro, tornava a casa con un ricco bottino di pesci.

Tra i tanti pavesi incuriositi, che ogni giorno guardavano il pescatore, vi era la bella figlia di un Centurione romano. I due si innamorarono e vissero per sempre felici e contenti…

No aspettate… non fu così che andò. Come in ogni fiaba che si rispetti, entra in scena la matrigna cattiva della situazione, una donna perfida e superba che, venuta a sapere della relazione tra la fanciulla e il pescatore, le proibì di vedere l’innamorato. Ma il loro amore era troppo forte e non badarono agli ostacoli della matrigna; i due iniziarono così a incontrarsi di nascosto. La matrigna, in preda al dubbio, decise di indagare, così, indossata la toga del marito, uscì di casa per scoprire se i suoi sospetti fossero fondati e allontanare definitivamente i due giovani. La donna, nascostasi vicino al luogo dell’appuntamento, scorse i due innamorati in un loro momento di tenerezza e… boom! Balzò fuori dal nascondiglio.c

La fanciulla riconobbe subito la toga del padre e gettò un urlo, al quale il giovane rispose prontamente gettando sulla matrigna la sua rete da pesca. La donna, tramutasi immediatamente in pietra, cadde a terra e rotolò nelle acque del fiume mentre la rete le si avvolgeva attorno al collo a mo’ di matassa… un vero colpo di scena!

Ma la storia non finisce qua.

Il padre del pescatore, secondo la leggenda, nascose la statua e il tempo e le acque iniziarono a corroderne le sembianze (da cui deriva il termine “muto”), così la perfida donna rimase sconosciuta e muta per sempre. Dopo migliaia di anni, in cui il Ticino aveva accolto il suo corpo, la statua fu ritrovata e oggiggiorno essa è conservata nei Musei Civici del Castello di Pavia.

La testa che troviamo oggi sulla statua del Muto dall’accia al collo non è pertinente perchè, secondo alcune teorie, essa fu aggiunta in seguito.

A Pavia è presente una via dedicata a questa leggenda, denominata VIA DEL MUTO DALL’ACCIA AL COLLO.

E voi conoscevate questa leggenda nascosta all’interno delle mura pavesi???

Articolo a cura di:
Rebecca Cigognini e Valentina Preti classe 3^CL
IIS Cairoli, Pavia

Matteo Ragni