ITIS CARDANO, UNA SCUOLA DI TALENTI

Una sala gremita di studenti. È il 6 giugno e per i ragazzi del Cardano significa che tra soli due giorni inizieranno le vacanze estive, quindi si può ben immaginare l’atmosfera spensierata che si respira. La preside prende in mano il microfono e il brusio si acquieta mentre lei ringrazia i presenti e annuncia con orgoglio che questa giornata è dedicata interamente agli alunni. Due ore rivolte agli studenti più meritevoli, a chi si è messo in gioco dando il tutto per tutto. Insomma, a chi ha tenuto alto il nome del Cardano, anche solo partecipando a competizioni e gare.foto premiazione 2

I premiati, durante queste due ore, sono circa 150, un numero impressionante, anche se va considerato che su una totalità di 1800 studenti essi sono veramente una piccola parte.
Ci scusiamo, comunque, se non tutti i nomi verranno citati.foto premiazione 4
L’iniziativa, quindi, si apre con i fiori all’occhiello della nostra scuola: a Beatrice Affini della 4°AI, infatti, è offerta una borsa di studio per partecipare a dei corsi di alternanza scuola-lavoro in Inghilterra, mentre a Michela Ferrari della 5°BLS e a Davide Murer della 5°DI è data la possibilità di frequentare dei laboratori di microelettronica presso l’università di Boston. Inutile dire che i tre ragazzi sono davvero entusiasti e, giusto per restare in tema con gli Stati Uniti, vengono applauditi come dei giocatori di football al ritorno da una vittoria.

Ma al Cardano si tengono anche numerose iniziative culturali, sia scientifiche che umanistiche, e di queste vengono  premiati i primi classificati: Edoardo Castelnuovo della 2°BLS per i giochi di Anacleto, Rebecca Mordà della classe 4°CLS, per il triennio, nelle olimpiadi di fisica; Gaia Alpegiani della 1°BLS per il biennio e Matteo Verri della 4°CLS per il triennio sono stati i vincitori delle olimpiadi di matematica; Gabor Riccardi della 5°AC, vincitore dei Giochi della chimica nella fase regionale, ha partecipato alla fase nazionale; infine, Giulia Faccini della 2°DLS è stata premiata per aver vinto le olimpiadi di italiano per il biennio nella fase di istituto.

Edoardo Castelnuovo, in particolare, riceve, nel corso delle due ore, ben cinque attestati (giochi di Anacleto, sci, Corripavia, orienteering e nuoto) ed è inutile dire che è il ‘più meritevole’ della giornata.

Ma ci sono anche alcune ‘squadre’: la 2°DLS è premiata per essere arrivata terza alle Olimpiadi di Lettura, attività organizzata per i bienni degli istituti pavesi, così come gli alunni che hanno partecipato a ”Treno della memoria”, che li ha condotti ad Auschwitz per ripercorrere gli avvenimenti accaduti durante la Seconda Guerra Mondiale, e quattro ragazzi della 4°FI secondi alle fasi finali del Management Game.

Anche i giornalisti in erba che hanno pubblicato articoli sulla Provincia Pavese vengono gratificati, insieme ai giovani scrittori partecipanti al concorso indetto per festeggiare i novant’anni di Mino Milani. È bello vedere che anche nella nostra scuola l’amore per la lettura e la scrittura è vivo e non sottovalutato, anche se, come è naturale che sia, le discipline tecnico-scientifiche vengono viste con un occhio di riguardo. È il caso dei tre vincitori di TecnicaMente 2018, organizzato da Adecco, che mira a incentivare la collaborazione tra il mondo del lavoro e una scuola sempre più innovativa.

Rimanendo in tema avveniristico, anche i partecipanti a ‘Presenti al futuro’ hanno avuto il loro meritatissimo momento di gloria: dopo un lungo periodo passato ad imbiancare, pulire e riordinare aule, bagni e giardino dell’istituto rovinati dal tempo e dall’incuria degli studenti, i nostri eroi hanno potuto illustrarci il loro lavoro tramite una presentazione in Power Point e ci hanno fatto capire quanta passione e impegno hanno riversato nel loro progetto. Incontri e riunioni fissati come in una vera e propria impresa, sono stati seguiti con una dedizione che è andata ben oltre il progetto di alternanza scuola-lavoro.

Va invece all’intero istituto il titolo di ‘Scuola sportiva dell’anno’ a livello cittadino, grazie alle innumerevoli competizioni vinte tramite la collaborazione tra studenti e professori. Atletica leggera (Efrem Vietti della 2°DLS e Allen Jonathan della 1°ALS), sci (Beatrice Oliva della 3°ALS), snowboard (Filippo Penso 2°ALS e Rebecca Quagliato della 3°ALS), corsa campestre, orienteering (sia la squadra maschile che quella femminile), nuoto (Riccardo Tomasi della 4°BE), pallamano, Corripavia (di nuovo Allen Jonathan di 1°ALS) e persino scacchi (Ahmetaj Orgen della 4°BE, vincitrice della fase provinciale e capitano della squadra d’istituto) sono le specialità in cui i nostri atleti si sono distinti. Ma in particolare ricordiamo Angelica Prestia della 2°BLS, possibile candidata alle Olimpiadi Giovanili di Rio de  Janeiro, che ha vinto la fase regionale di corsa campestre.

Ovviamente sono stati ringraziati, in qualsiasi attività, anche i numerosissimi partecipanti che hanno mostrato la tenacia e lo spirito competitivo della nostra scuola.

foto premiazione 1E così, accompagnata dalle note di alcuni talentuosi studenti musicisti si chiude la nostra giornata di gloria. Anche se, ne siamo sicuri, non sarà certo l’ultima.

                       Sonia Bazzicalupo, Roberta Basile,
Matteo Sangermano e Davide Invernizzi della 2 ^ DLS

IL RITORNO DEI MAGNIFICI 4

Tornano i magnifici 4 con un’altra sorprendente affermazione alla fase finale dei Management Games, svolte a Flero (BS).

Mattia Lombardi, Kateryna Khomynets, Andrea Scevola e Marco Carlin della 4^FI  dell’Istituto Tecnico ITIS G. Cardano ci hanno stupiti ancora una  volta con le loro incredibili abilità in ambito aziendale.

Medaglie d’argento, secondi solo alla squadra di Mantova, sono riusciti in un’impresa che pochi credevano possibile. Gli stessi ragazzi erano dubbiosi, non trovandosi a giocare nel loro campo come invece era stato per le fasi provinciali: una gara di sviluppo di applicazioni mobili.

La fase finale consisteva infatti in uno scontro a più round sul tema del mercato nazionale e internazionale, e la vendita di prodotti alimentari. I partecipanti dovevano elaborare una strategia che permettesse loro di far crescere il valore della start up, tenendo conto di vari parametri, quali il numero di dipendenti, la liquidità, i valori tangibili e intellettuali, senza la possibilità di licenziare il personale.

Partendo con un budget iniziale di 600.000 euro, durante il primo round si sono dimostrati eccellenti, posizionandosi al secondo posto.

Nel secondo match, però, hanno iniziato ad accusare i primi colpi, scendendo di liquidità. Hanno quindi optato per concedere 10 giorni di tempo ai clienti per pagare, ma questa idea si è rivelata poco proficua e, nel terzo round, i nostri ragazzi si sono ritrovati a dover chiedere un finanziamento, ultimi in classifica con 700.000 euro di start up.  Erano stanchi e demoralizzati, ma hanno infilato ancora una volta i guantoni e, saliti sul ring, non si sono lasciati mettere KO, ma hanno sferrato un ultimo colpo che ha permesso di ribaltare la situazione.

Togliendo la dilazione e puntando sulla vendita indiretta dei prodotti, per renderli più facilmente raggiungibili dai clienti, sono riusciti a raddrizzare il bilancio e a portarsi a casa il secondo posto.

Non resta che complimentarci con questi ragazzi simpatici e sorridenti che formano un gruppo unito e armonioso, i cui membri si completano a vicenda.

-Abbiamo lavorato insieme anche per altri progetti, aiutandoci e confrontando le nostre idee- affermano i ragazzi- Durante la gara abbiamo cercato di risolvere i problemi in gruppo e ognuno di noi ha fatto la propria parte impegnandosi al meglio-

Insomma, una vera e propria super squadra che, chissà, potrebbe sorprenderci anche in futuro.

Bravi ragazzi, tantissimi complimenti da tutta la grande famiglia dell’ ITIS G. Cardano.

Giulia Faccini e Marco Di Silvio 2^ DLS

 

TecnicaMente è domani? Praticamente è oggi

Secondo Platone, l’inizio è la parte più importante del lavoro; ma, si può aggiungere, anche la più complicata: il 32,7% dei giovani tra i 15 e i 24 anni, infatti, è ancora disoccupato.

Questo stando ai dati dell’Istat.

Ma il Cardano da anni si distingue per l’alta percentuale di diplomati inseriti con successo nel mondo del lavoro. In particolare, la nostra scuola partecipa al progetto TecnicaMente, attivato nel 2014 da Adecco, agenzia per la consulenza lavorativa, nato con l’obiettivo di mettere a contatto i giovani provenienti da istituti superiori di estrazione tecnica con il mondo delle aziende.

Il 30 maggio, in aula magna, si è tenuta la presentazione dei sei lavori realizzati da alcuni ragazzi delle classi quinte degli indirizzi tecnici, divisi in gruppi: alcune ditte del territorio hanno commissionato loro il compito di sviluppare dei progetti impiegabili nel proprio ambito aziendale. Una giuria composta da rappresentanti di alcune imprese locali ha analizzato le proprietà espositive dei ragazzi, unendole alle competenze tecniche e al livello di innovazione dei singoli elaborati, decretando un team vincitore. Il ‘premio’ consisteva nella partecipazione ad attività post diploma gestite da Adecco e volte a favorire l’inserimento nel mercato del lavoro.

È stata soprattutto incentivata la collaborazione tra i ragazzi, o, per meglio dire, tra i ‘colleghi’, che hanno dovuto cimentarsi in una nuova esperienza affiancati da coetanei di un diverso indirizzo: infatti, oltre a progetti totalmente dedicati a giovani dell’indirizzo chimico e informatico, due di essi sono stati realizzati attraverso la collaborazione di studenti dell’indirizzo meccanico ed elettrotecnico.

Il progetto vincitore è stato realizzato da Alessandro Di Lieto, Luca Sacchi e Davide Toscanini della 5 FI, che, guidati dal prof Di Palma, hanno lavorato per un mese alla SEA Vision, azienda specializzata nella creazione di sistemi di visione di qualità per aziende farmaceutiche.

-Il nostro lavoro- ci spiega Daniele -non si è basato sull’implementazione fisica del software ma solo sui casi d’uso, ovvero su tutto ciò che viene prima. Immaginate un videogioco: c’è chi lo programma e chi decide dove deve stare sullo schermo un determinato pulsante per un dato comando. Noi ci siamo occupati di questo, ovvero di realizzare il log-in, il log-out, la profilazione di un contatore e la pulizia di linea.

La giuria ha comunque definito difficile il compito assegnatole perché tutti i progetti si sono rivelati innovativi e ugualmente interessanti: da nuove strutture per l’assemblaggio di ventilatori a macchine all’avanguardia per la chiusura di capsule del caffè. I nostri ragazzi hanno dato prova, ancora una volta, di come il Cardano cerchi di creare, nel miglior modo possibile, un ponte solido e interattivo tra la scuola e il lavoro, il quale deve rispecchiare le formazioni degli studenti ma anche valorizzarli, come intende fare anche Adecco.

I tre vincitori, intervistati su quali siano i loro piani per il futuro, hanno risposto all’unisono: -Cercare lavoro.

Salvo poi specificare il desiderio di voler intraprendere anche una carriera universitaria.

-Vi è piaciuta l’iniziativa TecnicaMente?

-Sì, ci siamo divertiti molto. È stato davvero utile, ma anche divertente, per nulla pesante.

-La consiglieresti ai ragazzi che l’anno prossimo frequenteranno la quinta?

-Sicuramente.

Le aziende hanno quindi ringraziato tutti gli studenti che hanno aderito al progetto, che si sono dimostrati maturi e disponibili, portando alla realizzazione di lavori in cui erano state riposte numerose speranze.

E noi, personalmente, ci teniamo a ringraziare Elisa Battini e Beatrice Bollini, rispettivamente consulente e componente del Brand Management Team di Adecco, per la loro disponibilità e gentilezza.

                                                                     Roberta Basile e Sonia Bazzicalupo, 2^ DLS

FARE UNO SCAMBIO CULTURALE

Ecco la mia esperienza

Mi chiamo Micaela, ho diciassette anni e vengo dall’Argentina. Questa è la presentazione della mia esperienza e delle motivazioni che mi hanno portato in Italia, simili senz’altro a quelle di tanti altri giovani che partecipano a scambi interculturali.

Nel mio caso, mi sono trasferita in Italia per sei mesi e già sono qui da circa tre. Sto frequentando il Liceo delle Scienze Applicate all’Istituto Cardano, ma in Argentina mi sono già diplomata al liceo e, al mio ritorno, mi iscriverò alla Facoltà di Giurisprudenza.

La scuola: uno dei dubbi più grandi che emergono nel momento in cui si pensa di aderire ad un progetto di scambio… Saranno disponibili i nuovi compagni? Mi farò qualche amico? Risulterò simpatica? Queste e tante altre sono le domande che ci si pone e che non trovano risposta fino a quando l’esperienza non è vissuta.

Gli stessi dubbi riguardano anche la famiglia ospitante. Ma a differenza dei

La mia famiglia ospitante
La mia famiglia ospitante

compagni di scuola, le famiglie scelgono volontariamente di accogliere uno studente; questo è il bello degli scambi interculturali: loro si offrono consapevolmente. Per fortuna con la mia famiglia ospitante mi sono sentita benissimo fin dal primo giorno; è molto carina e mi ha fatto sentire veramente a casa. Secondo me, stare bene con la famiglia ospitante è importantissimo, perché la maggior parte del tempo lo si trascorre lì.

Una delle prime domande, che mi sono sentita rivolgere da tutti coloro con cui ho fatto amicizia, è perché ho scelto di imparare la lingua italiana. La mia risposta è semplice: sinceramente non sono venuta proprio per questo, ma perché  desideravo fare un’esperienza formativa all’estero. Certo questo comporta imparare l’Italiano, ma il mio obiettivo principale è crescere come persona, aprirmi al mondo vivendo a contatto con un’altra cultura, un’altra nazione. Continua a leggere FARE UNO SCAMBIO CULTURALE

Managment Game

I ragazzi della 4^F I hanno portato in alto il nome del “Cardano”  a livello provinciale con la loro vittoria nel Managment Game ed ora li aspetta una sfida impegnativa a livello regionale.

Il Managment Game è un gioco di simulazione aziendale promosso dal Comitato Regionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria Lombardia e riservato agli studenti delle classi quarte degli istituti secondari di secondo grado.

Il gioco è diviso in 4 fasi che rappresentano ciascuna 6 mesi di attività aziendale. Durante questo periodo i ragazzi devono fare delle scelte operative di management della loro “impresa” di cui vedranno i risultati alla fine dell’attività.

Preparati dal professor Nicola Muto, i ragazzi di due classi del Cardano hanno partecipato, divisi in gruppi, ad una fase di istituto, in cui hanno studiato il manuale del simulatore d’azienda e hanno ipotizzato le probabili conseguenze di un investimento. 

Con la vittoria in questa fase, i nostri campioni della 4^FI Marco Carlin, Mattia Lombardi, Andrea Scevola, Katerina Khomynets hanno ottenuto la qualificazione alla fase provinciale.

Durante la gara i ragazzi, un po’ agitati, hanno confuso il primo round  con una simulazione ed hanno sbagliato i loro investimenti. La loro azienda doveva vendere prodotti tecnologici: essendosi fatta un nome come azienda low cost, è riuscita nei round successivi a ritoccare al rialzo i prezzi per aumentare gli incassi. Continua a leggere Managment Game

PRONTI, PARTENZA, CHIMICA!

Sabato 21 Aprile, a Milano, alle ore 10:00, si è svolta la fase regionale dei Giochi della Chimica, organizzati ogni anno dalla Società Chimica Italiana (SCI) nata nel lontano 1909 con l’obiettivo di riunire menti giovani e appassionate, legate, come gli atomi di una molecola, dall’interesse comune per una scienza dalle mille sorprese.

Gli iscritti erano divisi in tre categorie: classe A (studenti che frequentano il biennio della scuola secondaria superiore), classe B (studenti che frequentano il triennio della scuola secondaria di secondo grado) e classe C (studenti che frequentano il triennio di istituti tecnici a indirizzo chimico, tecnologico e biotecnologico).

Cercando di sfruttare al meglio le conoscenze acquisite nel corso degli anni, i partecipanti hanno risposto a 60 quesiti a scelta multipla, al fine di totalizzare un punteggio massimo di 180 punti.

Una volta dato il via alla gara, i ragazzi hanno affrontato una domanda dopo l’altra, addentrandosi nei meandri della chimica organica, sfidando la chimica analitica e navigando tra i moti della chimica fisica.

Tra di essi due studenti promettenti della 5^A dell’ indirizzo chimico dell’istituto ITIS G. Cardano, Alessandro Graneroli, piazzatosi onorevolmente al dodicesimo posto e Gabor Riccardi che, totalizzando la bellezza di 128 punti, ha vinto la gara regionale e si è meritato la qualificazione alla fase nazionale come rappresentante della regione Lombardia, classificandosi primo su ben 175 partecipanti.

PHOTO-2018-05-12-13-48-59La passione per questa scienza, nata dalle lezioni di pozioni del letterario professor Piton, aveva già portato Gabor a raggiungere altri importanti traguardi: nell’anno scolastico 2016/2017 si è aggiudicato l’ ottavo posto alla fase nazionale delle gare di chimica svolte a Chieti e, già in seconda superiore, aveva dimostrato una particolare destrezza nella chimica, classificandosi primo in tutta Lombardia nelle fasi regionali dei Giochi della Chimica svolti in quell’anno. Continua a leggere PRONTI, PARTENZA, CHIMICA!

Datemi una parola e vi creerò una storia

In occasione dei novant’anni dello scrittore pavese Mino Milani l’ITIS Cardano di Pavia ha organizzato un concorso in suo onore. Gli studenti partecipanti hanno scritto racconti, poesie e articoli di giornale dedicati al grande romanziere. La premiazione si è svolta in data 16 maggio nell’Aula Magna dell’istituto.

Mino Milani ha compiuto i 90 anni, ma dentro di sé è rimasto quel ragazzo che giocava a rugby e che, dodicenne, il 10 giugno 1940, il giorno dell’entrata in guerra dell’Italia, si trovava in Piazza della Vittoria, vestito da balilla, calzoncini grigi e fez nero. “Quel giorno ho iniziato a vivere”, racconta.

Il rimedio? SCRIVERE…

foto milani 2Scrivere… un modo per lasciarci andare, per capire davvero chi siamo e che cosa vogliamo, perché quando scriviamo possiamo essere sinceri con noi stessi, mettere a nudo i nostri sogni. SOGNI… parola che pronunciata da un novantenne può suonare strana, ma non deve esserlo. Nella vita non bisogna mai smettere di sognare, di darsi degli obiettivi. Solo chi punta sempre in alto e non si dà mai per vinto può ottenere ciò che desidera. “La nostra vita è da cercare dentro noi stessi, sognando e non preoccupandosi dei giorni tristi, perché l’allegria se non arriva oggi, arriverà domani.”

Milani ci esorta, dunque a scrivere. Lo scopo del concorso era questo : avere il coraggio di mettersi in gioco e di esprimere la propria personalità attraverso la forma espressiva della scrittura. Chiunque può scrivere, perché anche da una parola semplice come “casa”, può nascere una storia.

Francesco Trespidi, 2^DLS

LA VITA secondo MINO MILANI

Mercoledì 16 maggio, nell’Aula Magna dell’Istituto G. Cardano, è venuto a parlare un “giovane” di 90 anni: lo scrittore pavese Guglielmo Milani, più noto come Mino Milani. Lo ha presentato il professor Marchi, docente di Lettere, ricordando che in tutta la nostra vita faremo ben 2600 giorni di scuola, più o meno noiosi, ma questo sarebbe stato diverso da tutti gli altri, perché avremmo avuto la possibilità di conoscere una persona e affrontare argomenti così interessanti che non ci sarebbero forse mai più ricapitati.Lui stesso ha confessato di essere un vero fanatico di Mino Milani e che ancora non riusciva a capire come mai i suoi scritti, che vanno dai romanzi ai fumetti, non siano compresi nei programmi scolastici. Quanto alla sua biografia, ha concluso, potevamo facilmente cercarla su Wikipedia, ma quello che ci avrebbe raccontato oggi non avremmo potuto trovarlo da nessuna parte, quindi ci conveniva stare attenti. Continua a leggere Datemi una parola e vi creerò una storia

In treno per la memoria

Alla fine di gennaio, la Preside ha selezionato una delegazione composta da due professoresse e ventitré studenti che avrebbe partecipato al progetto “In treno per la memoria”, progetto di CGIL, CISL e UIL che porta ogni anno studenti, lavoratori e pensionati in un viaggio attraverso Auschwitz, Birkenau e i luoghi più significativi dell’antisemitismo nazista in Polonia.

Quest’esperienza, oltre al viaggio, prevede che le varie scuole partecipanti portino un loro lavoro su un tema, a loro scelta, collegato all’argomento del viaggio: il nostro era un progetto sull’autocrazia, realizzato a partire dal film del regista Dennis Gansel del 2008 intitolato “L’onda”.

Il 22 marzo, quindi, ci siamo ritrovati alla stazione ferroviaria di Pavia attorno alle 10:00, dovendo arrivare a Milano Centrale alle 12:30 per poi partire alle 13:00 dal binario 21.

Una volta a Milano, abbiamo trovato tutti gli altri partecipanti, divisi per “delegazioni” in base alla loro provincia di provenienza (noi eravamo quindi la delegazione di Pavia).

Poco dopo, però, ci è stato comunicato che c’era stato un guasto al locomotore del nostro treno, che ha causato un ritardo, inizialmente di due ore, poi salito addirittura a cinque.

Pensate che questa notizia ha fatto talmente tanto rumore che, se cercate “Treno della memoria guasto” su Google, trovate anche delle nostre fotografie.

Per impegnare questa lunga attesa, gli organizzatori si sono accordati con il vicino museo del binario 21 e ci hanno invitati a visitarlo.

Qui abbiamo trovato un treno merci, uno di quelli usati per trasportare i prigionieri: il treno aveva alcuni vagoni, molto piccoli e bui, nei quali si faticava a stare in poco meno di dieci insieme. Oltre al treno, un’altra installazione prevedeva delle targhe nel terreno con scritte che indicavano le date e i tragitti dei treni partiti da quel binario, di fronte uno schermo riportava i nomi dei primi deportati.

Quando siamo ritornati dal museo, il treno è arrivato e quindi siamo finalmente potuti salire.

Ci è stato consegnato un cestino a testa contenente la cena, la colazione e anche un tesserino di riconoscimento, che ci sarebbe servito a Cracovia.

Abbiamo quindi affrontato le nostre 22 ore di viaggio, di cui la metà senza energia elettrica e la notte addirittura con l’aria condizionata accesa.

Il pomeriggio del secondo giorno, finalmente, siamo arrivati a Cracovia e siamo immediatamente saliti sul bus che ci ha portato a visitare il quartiere ebraico di Kazimierz e il ghetto ebraico di Podgorze.

Nel primo abbiamo visto le sinagoghe, i bagni rituali e tutti i simboli che indicano la presenza della comunità ebraica (Kazimierz è infatti il primo insediamento ebraico a Cracovia); nel secondo, invece, siamo stati accolti da un tappeto di sedie, una per ogni migliaia di ebrei rastrellati dai nazisti.

La guida ci ha raccontato la storia della farmacia “Sotto l’aquila”, gestita in epoca nazista dall’unico non ebreo del ghetto, che aiutava gli ebrei a sopravvivere fornendo loro medicinali e tranquillanti.

I tranquillanti servivano anche ad addormentare i bambini per poterli portare nel vicino campo di lavoro forzato, senza che i Tedeschi se ne accorgessero.memoria2

La mattina del terzo giorno abbiamo visitato Auschwitz, dove siamo stati accolti dai resti di un vecchio binario, oggi utilizzato come marciapiede.

Una guida del campo ci ha portati attraverso i vari blocchi di Auschwitz, al cui interno c’erano delle immagini agghiaccianti: oltre al tristemente famoso cancello sopra il quale si trova la scritta “Arbeit macht frei” (il lavoro rende liberi), abbiamo visto fotografie di alcuni prigionieri trovati il 27 gennaio 1945, ridotti pelle ed ossa a causa della denutrizione, oggetti requisiti ai prigionieri, tra cui valigie, pettini, stoviglie, scarpe, vestiti, protesi, capelli. Sì, capelli, che poi furono usati per realizzare le uniformi per i generali tedeschi. Continua a leggere In treno per la memoria

Viaggio di istruzione a Napoli

INFOGRAFICA

Dal caffè sospeso al teatro inglobato: un viaggio tra i vicoli di Napoli

Un detto italiano recita “vedi Napoli e poi muori”, ma dopo cinque giorni trascorsi in questa città, credo che chiunque sarebbe d’accordo sul fatto che in questa città molto è dal caffèdegno di essere vissuto.

Il centro di Napoli è un’avventura che non ha nulla a che fare con una passeggiata a Milano; si comincia dallo slalom tra i motorini che sfrecciano tra le persone e ci si perde nelle tante vie affollate di negozi, bar e pizzerie.

Proprio in queste vie, in questi bar, è comune un’iniziativa sconosciuta nel resto del mondo: regalare un caffè al prossimo.

Il caffè sospeso è in realtà un’usanza nata a Napoli durante la Seconda Guerra Mondiale: per solidarietà in un momento critico della storia italiana, chi poteva, pagava alla cassa il proprio caffè e ne aggiungeva un altro da lasciare in sospeso, destinato a chiunque lo chiedesse. Negli attuali anni di crisi economica l’iniziativa è stata ripresa, e si è diffusa in altre città della penisola, offrendo agli italiani un motivo concreto per essere orgogliosi del proprio paese. Negli ultimi tempi hanno aderito anche tre bar all’estero, uno in Spagna, uno in Svezia e uno in Brasile. L’idea ha addirittura valicato i confini dei bar: si fa anche in una pizzeria napoletana, e nei negozi di una catena di librerie, la Feltrinelli, che offre così aiuto gratuito anche alla mente di chi è in difficoltà.Napoli sott3

Continuando la passeggiata in questo pittoresco contesto, a pochi passi da Via dei Tribunali, non lontano da San Gregorio Armeno e dall’entrata di Napoli Sotterranea, c’è Napoli sott2un piccolo appartamento a livello stradale, all’interno del quale, è possibile visitare un sito affascinante, considerando che è stato inglobato dai palazzi circostanti: i resti dell’antico Teatro Romano, anche conosciuto come Teatro di Nerone. Una volta entrati nell’appartamento, ci si ritrova in una normale camera da letto; ma, spostando il letto, una botola permette l’accesso alla parte di teatro visitabile: questa consiste in ciò che resta della Summa Cavea, ovvero l’anello superiore del teatro, dove è possibile ammirare la parte anteriore del palcoscenico rivestito di opus reticulatum. Con un po’ di fantasia si può immaginare anche il resto del teatro, ormai inglobato dai caseggiati moderni.

Napoli è una realtà a sé, ed è molto più di come la dipingono, è molto più di paranzini e spazzatura: Napoli è mistero ed avventure tutte da scoprire.

Beatrice Pestoni, 3^DLS

Napoli tra miti e superstizioni

Napoli, fin dai tempi antichi, vanta una straordinaria raccolta popolare di miti e superstizioni.

La più famosa è la leggenda della sirena Parthenope che approdò a Castel dell’Ovo, diventando la dea protettrice della città.

Su tale luogo vi è una credenza popolare: si pensa che il poeta Virgilio vi abbia nascosto un uovo magico in grado di proteggere tutti gli abitanti di Napoli dalle sventure. Continua a leggere Viaggio di istruzione a Napoli

Piccole armi contro un grande nemico

Quando a qualcuno viene diagnosticato un tumore, di qualsiasi tipologia, inizialmente è preso dalla disperazione e gli sembra che il mondo gli crolli addosso. Poi, pian piano, riflettendo ripone le speranze nella medicina e nelle nuove tecnologie.

Il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (CNAO) essendo una struttura innovativa e tecnologicamente avanzata rappresenta appunto un’ancora di salvezza per molti malati oncologici. Il CNAO è infatti l’unico centro di adroterapia in Italia per il trattamento di tumori radio resistenti o non operabili mediante l’uso di protoni (cioè gli unici adroni stabili) e ioni carbonio.

La storia del CNAO è iniziata nel 1991, quando l’allora Presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) propose un finanziamento per iniziare lo studio di un acceleratore che fosse in grado di accelerare sia protoni che ioni leggeri da utilizzare nella nuova terapia dei tumori profondi.

Nel 1995, per sviluppare l’adroterapia in Italia e in Europa, si convinse la Direzione del CERN dell’opportunità di progettare un sincrotrone per ioni carbonio e protoni ottimizzato per le terapie tumorali. Questo studio fu completato nel 2000 e si è poi evoluto nella versione CNAO definitivamente realizzata a Pavia e inaugurato il 15 Febbraio 2010.

Il rapido progresso tecnologico degli ultimi anni ha portato ad un’evoluzione di tutti i settori della medicina, ma una grande opportunità di guarigione è rappresentata dall’adroterapia che utilizza nuclei atomici (cioè ioni) e protoni che sono soggetti, oltre che alla forza debole, anche alla forza detta ‘nucleare forte’ e per questo motivo sono chiamati adroni (dal greco adrós, forte), da cui il termine adroterapia.

I vantaggi dell’adroterapia rispetto alla radioterapia tradizionale sono molti.

Il rilascio di energia (e quindi la distruzione delle cellule) è selettivo ed efficace e colpisce maggiormente le cellule tumorali con il vantaggio di minimizzare la distruzione dei tessuti sani.

Il fascio di particelle adroniche resta collimato man mano che esso penetra nel materiale biologico; l’elevata collimazione dei fasci di adroni permette una ulteriore minimizzazione del danno ai tessuti sani.

Se in alcuni tumori “radio-resistenti” con la radioterapia tradizionale non si hanno vantaggi significativi perché il danno al DNA è modesto, usando invece la terapia con ioni carbonio il gran numero di rotture permette di agire con più efficacia.

L’insieme di questi tre vantaggi comporta un’ efficacia distruttiva notevole sui tessuti biologici, ragion per cui il bersaglio (tumore) deve essere posizionato con una precisione millimetrica, assai più elevata rispetto alla radioterapia tradizionale. È bene specificare che, essendo l’adroterapia una terapia relativamente giovane, le indicazioni consolidate sono ancora limitate a tumori solidi, non infiltranti e fissi e a tumori rari scarsamente responsivi alle tecniche di radioterapia convenzionale: i melanomi dell’uvea, i tumori della base del cranio e della colonna, dei seni paranasali, delle ghiandole salivari e alcuni tumori solidi pediatrici.

Attualmente il numero dei pazienti trattati è ancora limitato ma l’intenzione è di arrivare a trattare circa 3000 pazienti all’anno e quindi accrescere notevolmente le possibilità dei malati di accedere a questa nuova cura. Inoltre, presso il centro di Pavia, nella sala sperimentale, nelle aree dedicate e nei laboratori, si effettuano anche attività di ricerca per migliorare le conoscenze a livello medico e anche di altri campi scientifici.

Questa nuova terapia rappresenta l’arma con cui molti pazienti oncologici sperano di poter sconfiggere il temibile nemico che li sta attaccando.

Elena Emmanueli 3^DLS