Un incontro speciale

Pavia

Il 22 novembre 2017, alle ore 17.00 si è tenuta una conferenza che ha visto come protagonista Mino Milani, vincitore del Premio Andersen della Giuria 2017, presso il Salone Teresiano dell’antica biblioteca dell’università di Pavia.

Mino Milani, classe 1928, nonché onore pavese, ha portato nella sua amata città l’ennesimo premio letterario, il più ambito nel campo italiano della letteratura per l’infanzia. Il premio Andersen.

Seduti assieme a Mino, al grande tavolo in fondo al salone erano presenti Fernando Rotondo, docente di letteratura per ragazzi, Pierangela Fiorani, giornalista e blogger e Barbara Schiaffino, direttrice dell’omonima rivista da cui prende il nome il premio a lui assegnato. Hanno raccontato di un Guglielmo Milani scrittore, viaggiatore e pluripremiato, che nonostante i suoi novant’anni oMilani2rmai alle porte resta sempre pronto a prendere in mano la penna come una frusta pronta a domare e a incidere un altro dei suoi capolavori letterari.

Assieme all’autore è stato inoltre presentato il suo nuovo libro per ragazzi “Libri e leggende di Roma antica”, uscito in anteprima nel salone grazie alla collaborazione della libreria Delfino di Pavia.

Molto apprezzato è stato anche il dono consegnato allo scrittore da parte di alcuni alunni delle classi 1^ BE e 2^BE dell’Itis Cardano di Pavia: una brochure da loro realizzata e ispirata ad uno dei molteplici libri dell’autore “Storia avventurosa di Pavia” del 2014, nella quale i ragazzi hanno descritto un percorso che porta all’osservazione dei principali monumenti della città pavese, come la Minerva, la statua di Augusto, il Regisole e, per finire, i resti del ponte romano distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale. Gesto molto gradito dallo scrittore, il quale invita i ragazzi alla scrittura e alla lettura nella speranza di un futuro con più talenti giovanili nel settore, restando però dell’idea che “nella divisione tra lettori e non lettori vinceranno sempre e sicuramente questi ultimi”.foto milani

L’evento è stato realizzato nel maestoso Salone Teresiano dell’università, un luogo ideale in grado di lasciare qualsiasi persona a bocca aperta con le sue imponenti pareti completamente occupate da scaffali che si estendono per tutta la sua lunghezza e altezza, pieni di libri che sprigionano profumo di legno e di parole, tanto quanto le griglie poste a conservarle. Immensi scrigni che si affacciano su due lunghe file di sedie che conducono lo sguardo fino al busto di Joseph Frank, il benefattore della biblioteca che fu fondata nella nostra città, mondo magico nel quale Milani ha ambientato tante storie e che non sarebbe mai disposto ad abbandonare. “Uscire da Pavia – ha affermato – vorrebbe dire perdere le proprie radici e ciò si addice ai matti”.

Il 22 è stato solo il primo di una serie di eventi che finiranno con l’inizio di febbraio, organizzati tutti per festeggiare l’amato scrittore.

Giulia Faccini e Luigi Fracassi 2^DLS

FAIR PLAY E SPORT

Fair play è un’espressione inglese entrata ormai nella lingua italiana per indicare un’etica comportamentale, valida nei vari campi dell’agire umano, improntata all’accettazione delle regole e al rispetto. Sebbene nata in ambito sportivo, la sentiamo usare in politica, nel mondo del lavoro, a scuola e nei rapporti di amicizia perché è un modo di considerare noi stessi in rapporto con gli altri.

Ma qual è il vero significato di fair play nello sport?

Danilo Manstretta, docente di scienze motorie e socio Panathlon, durante la premiazione 3premiazione degli atleti avvenuta il 18 novembre 2017 presso l’Istituto Superiore Apolf di Pavia, proprio nella Giornata del Fair Play, afferma che esso non è solo un modo di comportarsi ma anche di pensare, basato sul rispetto dei compagni e degli avversari. Danilo, nella sua interessante relazione sull’Etica sportiva, ha sottolineato inoltre che lo sport è un’attività educativa e non un semplice passatempo perché contribuisce, con leggerezza e piacere, alla crescita di una personalità equilibrata e matura nei giovani. Ha poi aggiunto che lo sport è una forma di cultura capace di rispettare i tempi e i bisogni dei ragazzi.

Ma come conciliare lo sport con la scuola?” chiediamo a Manstretta

Di recente – risponde l’ex atleta – è stato emanato dal governo il D.M. 935/2016 al fine di costruire percorsi scolastici adeguati per gli studenti che praticano sport agonistico; ma non sarebbe dovuta servire una legge, in quanto gli insegnanti dovrebbero cercare di andare incontro agli studenti. Molto spesso si sente dire “A causa dello studio ho dovuto rinunciare allo sport”, ma questo accade se la scuola e i docenti non si rendono conto quanto per l’atleta sia complicato conciliare lo sport con la scuola.

Ecco perché l’Associazione Panathlon nel corso della giornata del Fair play ha deciso di premiare alcuni ragazzi che sono riusciti ad attuare l’ideale armonia tra pratica sportiva e studio. La commissione del Panathlon Club Pavia, composta dai professori Carmine Illuminati, Danilo Manstretta, Lorenzo Castorina, Elio Bigi, Claudio Gazzaniga e dalla coordinatrice territoriale Aliria Callegari, nell’assegnare i premi hanno tenuto conto non solo dei risultati sportivi e federali, ma anche dell’ottima media scolastica ottenuta dagli atleti.premiazione 4

La scelta della giuria giudicatrice è stata unanime e ha visto premiati per la scuola secondaria di primo grado Pietro Angelo Itraloni, atleta della società sportiva F.C. International di Milano e studente dell’Istituto Comprensivo di Villanterio; per la scuola secondaria di secondo grado Camilla Cavalleri che, oltre ad essere amazzone sportiva della Colombana di Milano, fa parte della squadra femminile di atletica dell’Istituto A.Volta di Pavia e Camilla Luscri, nuotatrice paraolimpica dell’ Itis G. Cardano di Pavia.

Di certo non è facile utilizzare al meglio il proprio tempo e dare ugualmente spazio agli impegni scolastici, agli allenamenti, alle gare, alla famiglia, agli amici e ad altro ancora… occorre avere una forte motivazione personale, una discreta dose di “buon senso” ed equilibrio altrimenti salta tutto.

E allora la nostra conclusione è che sia possibile rendere compatibili sport e scuola, ma ci vuole tanta buona volontà. Complimenti, allora, ai nostri super atleti e in particolare a Camilla Luscri che sono riusciti a coniugare doveri e passioni!

Francesca Manara, Beatrice Pestoni 3^ DLS

Ius soli

Nuovi italiani: perché no?

Da alcuni mesi è salita alla ribalta, nella scena politica italiana, la discussione sullo ius soli, una legge che, se fosse approvata dal Senato, potrebbe portare circa 800mila minori nati in Italia da immigrati a cittadini.

L‘ultima legge riguardante questo delicato argomento risale al 1992 e prevede un’unica modalità di acquisizione della cittadinanza chiamata ius sanguinis (diritto di sangue): un bambino è italiano se almeno uno dei genitori è italiano; mentre un bambino nato da genitori stranieri in territorio italiano può chiedere la cittadinanza solo dopo aver compiuto 18 anni e, se fino a quel momento, ha risieduto in Italia legalmente e ininterrottamente. Questa legge esclude dalla cittadinanza decine di migliaia di bambini che, in alcuni casi, non hanno mai visto il paese da cui provengono i genitori e di cui sono cittadini.

Nel 2015 è stata approvata dalla Camera dei deputati una nuova legge: essa comprende lo ius soli temperato e lo ius culturae.

Il primo prevede che un bambino, originario di uno stato dell’UE e nato in Italia, diventi automaticamente italiano se almeno uno dei due genitori si trova legalmente nel nostro paese da almeno cinque anni. Se, invece, il genitore è in possesso di permesso di soggiorno, ma non proviene dall’Unione Europea, deve soddisfare altri tre parametri:

deve avere un reddito non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale,

deve disporre di un alloggio che risponda ai requisiti di idoneità previsti dalla legge,

deve superare un test di conoscenza della lingua italiana.

Lo ius culturae prevede di ottenere la cittadinanza attraverso il sistema scolastico italiano. Infatti potrebbero chiedere la cittadinanza italiana i minori stranieri nati in Italia che hanno frequentato le scuole italiane per almeno 5 anni e superato almeno un ciclo scolastico (cioè le scuole elementari e medie). I ragazzi, nati all’estero ma che arrivano in Italia fra i 12 e i 18 anni, potrebbero ottenere la cittadinanza dopo aver abitato in Italia per almeno 6 anni e aver superato un ciclo scolastico.

Con il trascorrere delle settimane il dibattito è diventato sempre più acceso tra chi sostiene che approvare lo ius soli sia un atto di civiltà e di integrazione (PD, Movimento Democratico Progressista e Sinistra Italiana) e chi cerca di ostacolarlo adducendo a pericoli sulla sicurezza (AP, Lega Nord, Forza Italia e Movimento 5 Stelle).

Noi pensiamo che l’introduzione della legge sia un passo verso un paese più civile e integrato. Lo ius soli può dare una possibilità a coloro che provengono da regioni povere o in guerra e che si impegnano per il nostro paese, lavorano, parlano italiano correttamente e hanno legami deboli con il loro stato d’origine. Inoltre non dobbiamo dimenticare che in passato molti italiani emigrarono all’estero venendo accolti da molti altri paesi e non senza difficoltà! Ora, sarebbe un atto di riconoscenza concedere la cittadinanza a persone che si trovano nella stessa condizione, visto che ci vantiamo di essere un paese aperto.

Concludendo, riteniamo che la riforma sia giusta e doverosa, ma saremmo contrari se gli unici a trarne vantaggio fossero gli immigrati che non si impegnano per il nostro paese e non si sentono veramente italiani. L‘inclusione è importante, ma secondo noi bisogna puntare sulla trasmissione e sul rispetto dei valori fondanti della tradizione italiana.

P. Milasi, F. Cafforio, L. Riccio, F. Trespidi 2^ DLS

Io, straniero due volte

Perché dovrei aspettare di raggiungere la maggiore età per diventare cittadini italiano? Sono nato in Albania, ho 15 anni e, da quando avevo un anno,  vivo in Italia. Come credete che possa sentirmi quando in TV parlano di IUS SOLI? Attraverso internet e giornali ho raccolto molte informazioni e mi sono fatto un’idea. Non sono nato in Italia e non ho un genitore italiano come richiederebbe lo IUS SANGUINIS.

La nuova legge parla di IUS SOLI e IUS CULTURAE.  La prima opzione non fa per me perché non sono nato in Italia. Lo IUS CULTURAE mi riguarda e mi permetterebbe di diventare cittadino italiano subito, visto che ho concluso da tempo il ciclo scolastico Immagine 22richiesto e anche di più.

Penso che concedere la cittadinanza sia una responsabilità per lo Stato; è come se si dovesse accogliere qualcuno in famiglia: bisogna essere sicuri di chi si porta in casa! Allo stesso modo è importante considerare la situazione economica e di vita di chi chiede la cittadinanza. Tuttavia non si deve neppure esagerare, essere troppo rigidi e fare troppe differenze tra chi è cittadino europeo e chi no. L’importante è essere persone oneste e perbene. Mi sentirei offeso se ad esempio un cittadino greco, quindi appartenente all’Unione Europea, ma non serio e disonesto, ottenesse la cittadinanza e io no solo perché l’Albania non fa parte della U. E. Per pochi chilometri sarei escluso visto che la Grecia confina con l’Albania!

So che non è questione di confini, ma di economia, di governi e di tante altre cose che mi è troppo difficile capire. Spero solo che tutta questa discussione porti a qualcosa di buono per tanti ragazzi che, come me, sono “italiani” da quando avevano pochi mesi: non è quasi dalla nascita?

                                                                                                         Trevis Paluca  2^ DLS

Stranamente straniero

Mi chiamo Efrem, sono nato in Etiopia e all’età di cinque anni sono stato adottato da una famiglia italiana; quindi sono italiano a tutti gli effetti.

Il mio compagno di classe Trevis è nato in Albania, ma è nel nostro paese da quando era piccolissimo, eppure lui non ha la cittadinanza e dovrà aspettare fino a diciotto anni per ottenerla: se lo ius soli fosse approvato, sarebbe più semplice per lui, che è qui da molto più tempo di me, diventare italiano.

Non vedo perché egli non possa definirsi parte di una nazione nella quale vive da quindici anni, una nazione che offre a lui e alla sua famiglia alloggio, lavoro e sostentamento, ma che non lo vede come suo membro. Lo trovo assurdo, perché Immagine3neanche io sono nato in Italia, eppure ne sono cittadino!

Ormai in  un singolo stato convivono decine di etnie diverse e tutte contribuiscono al suo sviluppo: una  nazione accogliente e inclusiva può offrire opportunità a tutti i suoi cittadini,  convogliando e finalizzando le energie di tutti al benessere comune.

                                                                               Efrem Vietti   2^ DLS

Una questione tanto evidente

Siamo nati entrambi in Italia, figli di famiglie da sempre italiane, ma anche secondo noi lo ius soli è un diritto basilare. Cresciuti in un paese dove i partiti pensano più ai voti che alle persone, ci sentiamo in dovere di difendere i nostri compagni di classe e amici che non hanno la cittadinanza perché originari di altri stati, lontanissimi dalla loro vera casa , che è qui.

Quando siamo venuti a sapere della loro situazione, siamo rimasti sbigottiti, perché li consideriamo nostri pari sotto ogni aspetto: non avremmo mai pensato di doverli definire come ‘stranieri’.

C’è chi pensa che, attuando lo ius soli, si creerebbe “un’ondata” di forestieri rivolta verso l’Italia e che, quindi, come prima conseguenza, le opportunità di lavoro, già limitate, diminuirebbe drasticamente.immagine 4

Ma, dopo tutto, perché dovrebbero venire proprio qui, più di quanto lo facciano ora? Sono molti gli stati europei ad offrire condizioni economiche più floride e vivaci delle nostre…  Potendo scegliere, non pensiamo che una persona porrebbe l’Italia tra le sue prime mete solo perché “attirata” dalla facile concessione della cittadinanza.

Il governo non può non affrontare una questione tanto evidente, non può deludere i suoi cittadini e tanto meno permettersi di perderne dei potenziali.

                                                           Roberta Basile e Pietro Reali  2^  DLS

#ioleggoperché

INIZIATIVA DELL’AIE PER ARRICCHIRE LE BIBLIOTECHE SCOLASTICHE
NOI L’ABBIAMO PORTATA DENTRO L’ISTITUTO

Si è conclusa domenica 29 ottobre la campagna promossa da MIUR, AIE (Associazione editori), AIB (Associazione biblioteche) per la donazione di libri alle biblioteche scolastiche che aderivano gemellandosi con librerie della propria città. Il Cardano ha partecipato all’iniziativa con alcuni studenti, i quali hanno utilizzato le ore così spese anche come esperienza di alternanza scuola-lavoro.

Ecco la testimonianza di Greta, impegnata il 21 ottobre all’ingresso del nostro istituto con i volumi della Libreria Paoline, proprio nella giornata in cui sarebbero giunti a scuola molti genitori in occasioni delle elezioni degli organi collegiali.

Le donazioni sono iniziate nel nostro atrio e da dietro al banchetto abbiamo accolto molti visi sorridenti di genitori, felici di essere d’aiuto per le nuove generazioni.

Essere messaggere di #ioleggoperché ci rende orgogliosi: ci sentiamo più responsabili del futuro della nostra scuola.

L’innovazione? L’utilizzo del Web per la sua pubblicizzazione, aspetto che la rende più accessibile a noi ragazzi e popolare sui social.

I ragazzi di oggi, nostri coetanei, stanno perdendo la gioia di sfogliare pagine di carta, ecco perchè #ioleggoperché è un’iniziativa straordinaria.

Il regalo più grande per la nostra immaginazione è il libro. Un labirinto di sentimenti ed emozioni, tra diverse culture, viaggi interplanetari e intricate storie d’amore. La missione di reindirizzamento dei ragazzi verso le biblioteche e le librerie si presenta ardua, ma è importante “fare il primo passo”: l’aggiornamento delle biblioteche scolastiche, ad esempio, costituisce il principale obiettivo del progetto. Le nuove proposte, spesso, invogliano la lettura e portano alla riscoperta di un piacere che ci spetta di diritto.

Greta Zucchi 4^ALS

“Una sciarpa per due scuole”

La sciarpa annodata a metà strada, l’abbraccio amichevole dei due presidi e il calore dei ragazzi in cerchio, stretti da una lunga sciarpa multicolore, rinsalda l’amicizia tra le due scuole più chiacchierate di Pavia, il Liceo Copernico e l’Itis Cardano, che si pensava, dopo i fatti spiacevoli del giugno scorso, non potessero più condividere nemmeno la stessa via.

In occasione della Giornata Nazionale della Lettura, il 25 Ottobre, un team di WhatsApp Image 2017-10-26 at 22.48.28 (1)insegnati delle due scuole ha deciso di cogliere la palla al balzo, unendo l’utile al dilettevole: un nutrito gruppo di ragazzi, accompagnato dai propri professori e dai presidi, ha trascorso un’ora insieme a metà strada tra i due istituti, alternandosi nella lettura di brani aventi come denominatore comune l’amore per i libri e per la lettura.

La frase di Daniel Pennac “La lettura non ha niente a che fare con l’organizzazione sociale. La lettura è, come l’amore, un modo di essere…”, una delle tante lette, riassume il concetto dell’essere uniti, dello stare insieme in armonia, leggendo. Questo è il clima che si è andato a creare in quei minuti della quarta ora di lezione sotto il sole, trascorsa insieme, in cui studenti e professori ascoltavano indisturbati la lettura dei brani, nella convinzione di vivere sempre così.

Andrea Villani 3^DLS

I NOSTRI PUNTI DI VISTA

•Chiara Cantù’ 3^DLS: 

Quando si tratta di leggere, le opinioni dei ragazzi sono sempre molto contrastanti. C’è chi storce il naso appena si parla di aprire un libro e chi invece non vede l’ora di immergersi in una nuova “avventura”. Chi poi sceglie di condividere il proprio pensiero in merito ai libri che più ama, non dà solamente una considerazione soggettiva del volume in questione, ma comunica le emozioni che esso provoca.

Mi spiego meglio. Non vi è mai capitato di trovarvi in una situazione in cui vengono lette in pubblico pagine tratte da libri? Probabilmente non tutte vi avranno colpito, ma alcune vi avranno sicuramente fatto ripensare ad avvenimenti passati della vostra vita, ad emozioni provate, o semplicemente a quanto quelle parole siano giuste e WhatsApp Image 2017-10-26 at 22.48.26significative. Se sarete in grado di esporre ad un’ altra persona queste sensazioni, si sarà creato inevitabilmente un legame profondo tra voi, perché in quel momento avrete comunicato qualcosa di totalmente personale.

Tra i giovani penso che sia una cosa importante, dato che si tratta di un modo alternativo per conoscersi e confrontare differenti modalità di pensiero. Come dice Carlos Ruiz Zafon “Ciascun libro possiede un’anima, l’anima di chi lo ha scritto e di coloro che lo hanno letto”. Perciò, come possiamo pensare che esso non abbia alcun valore, che non possa aiutarci a maturare come persone e a creare legami con gli altri? Di sicuro può essere utile anche per eliminare definitivamente vecchi rancori, contrasti e divergenze.

I libri hanno il potere di far scaturire tutto ciò che si cela nelle profondità della nostra anima. E ora che lo sapete, pensate di poter mantenere il segreto? Continua a leggere “Una sciarpa per due scuole”

Dal “Cardano” all’Inghilterra: imparare “lavorando”

Dall’anno 2015, con l’entrata in vigore della legge 107, è stata istituita l’Alternanza scuola lavoro, attività che ha lo scopo di far entrare gli studenti nel mondo del lavoro attraverso un’esperienza di diversa durata svolta in prima persona all’interno di contesti lavorativi. Nel caso di studenti di un istituto tecnico, di solito, la preferenza ricade su aziende che trattano ciò che gli studenti stanno imparando tra i banchi di scuola. La scelta del luogo di lavoro viene effettuata da un tutor scolastico, molto spesso un professore, che invia richieste a diverse aziende, le quali accettano o rifiutano di accogliere gli studenti per dare loro dei compiti da svolgere all’interno delle loro attività.

La nostra esperienza personale, grazie allo stage Work Shadow / PYL , per quanto riguarda l’alternanza scuola lavoro, è alquanto diversa da quelle svolte dai nostri compagni: infatti abbiamo trascorso una settimana, dal 13 al 20 settembre, in Inghilterra più precisamente a Petersfield nello Hampshire. L’attività svolta era strutturata nel seguente modo.

La mattina (dalle ore 9:00 alle 12:30) frequentavamo lezioni sotto il controllo di professori inglesi, con i quali abbiamo approfondito ampiamente argomenti riguardanti il mondo del lavoro e le nostre future scelte professionali, ma abbiamo anche discusso sui tratti di personalità che devono caratterizzare un ottimo lavoratore. L’attività si è conclusa con la compilazione del nostro curriculum vitae. Inoltre, terminate le lezioni, dopo una piccola pausa, ogni studente doveva recarsi sul luogo di lavoro a cui era stato assegnato.

La testimonianza di Andrea

Nel mio caso ho lavorato in un ristorante chiamato “Annie Jones”, situato in Petersfield, che potevo raggiungere tranquillamente a piedi. L’orario di lavoro era dalle ore 13:30 alle ore 15:30.

Enlight5Avendo già avuto un’esperienza simile l’anno scorso in un ristorante a Winchester, non ero particolarmente preoccupato. Ovviamente i compiti che mi venivano assegnati erano elementari, come ad esempio pulire le posate oppure apparecchiare i tavoli. Nonostante questo, però, l’attività risultava comunque interessante, perché mi trovavo sempre a contatto con i clienti e ciò mi ha permesso di migliorare la conoscenza dell’inglese.

Inoltre ho imparato molte parole utilizzate nel linguaggio tecnico del mondo della ristorazione. Purtroppo non posso negare che questa attività non mi risulterà particolarmente utile per quanto riguarda la mia futura professione: infatti non era inerente al mondo informatico. Tuttavia sono certo che mi ha aiutato a migliorare molto il modo di comportarmi sul lavoro e le mie capacità espressive in lingua inglese. Continua a leggere Dal “Cardano” all’Inghilterra: imparare “lavorando”

TecnicaMente: dall’aula all’azienda

TecnicaMente è un progetto ideato da Adecco che, in perfetta sintonia con i piani di Alternanza Scuola Lavoro, prevede per gli studenti un percorso scolastico e post scolastico di sviluppo delle competenze e di work experience. Con TecnicaMente si costituisce una sinergia reale tra studenti e aziende per arrivare più preparati al mondo del lavoro.

In modo concreto Adecco mette in contatto studenti e aziende offrendo ai ragazzi la possibilità di IMG_0925sperimentare cosa significhi lavorare e alle aziende di individuare giovani talenti. L’obiettivo è favorire l’incontro tra domanda e offerta, creando un momento di confronto tra gli studenti dell’ultimo anno e le aziende del territorio.

Le modalità sono le seguenti. Nell’arco dell’anno scolastico gli studenti sviluppano un progetto sotto la supervisione di referenti aziendali e di docenti dell’istituto scolastico. Una volta finito il lavoro, entro una data prefissata, gli studenti presentano il lavoro svolto ad una giuria composta dai rappresentanti delle aziende coinvolte che valuta i progetti proposti, individua il migliore e premia i vincitori con la partecipazione ad attività post diploma gestite da Adecco e finalizzate all’inserimento nel mercato del lavoro.

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In particolare nell’Istituto Tecnico Cardano si sono costituiti sei gruppi di lavoro: tre comprendenti studenti dell’indirizzo di Meccanica, uno includeva ragazzi dell’ indirizzo di Informatica, un altro alunni di Chimica; l’ultimo gruppo era composto da studenti di Meccanica ed Elettrotecnica. Gli studenti si sono dedicati al progetto da dicembre 2016 fino a maggio 2017 collaborando con diverse aziende:

Bitolea (Chimica)
Bright Solutions (Informatica)
Fedegari (Elettronica/Meccanica)
Goglio (Meccanica)

Inpra (Meccanica),
Ugolini (Meccanica)

Il 30 maggio nell’aula magna del Cardano tutti i gruppi hanno esposto i loro progetti e presentato i risultati ottenuti. Vincitore è risultato il lavoro degli studenti Tinivella Daniele, Sangermano Samuele, Nicro Martino e Remuzzi Samuele della 5^ CM che hanno collaborato con l’azienda Goglio. IMG_0919

Il loro progetto era relativo alla ottimizzazione di un sistema di confezionamento sottovuoto per caffè. Durante la presentazione in aula magna gli studenti hanno spiegato la struttura e le caratteristiche della macchina; poi hanno eseguito una dimostrazione pratica del suo funzionamento davanti alla commissione giudicatrice, alla Preside e ai docenti dell’istituto. 

Gli alunni vincitori avranno diritto ad un corso di formazione finanziato da Adecco, ma a tutti i gruppi coinvolti sono stati rivolti i complimenti per l’impegno dimostrato nel lavorare a fianco di grandi aziende. 

Questo progetto si è rivelato utile per i ragazzi perché ha permesso loro di conoscere anticipatamente il mondo del lavoro e li ha anche aiutati a muovere i primi passi in un momento importante della loro vita, ovvero il passaggio dalla scuola al lavoro. 

Mattia Salvato e Tommaso Ferrari classe 2^ BI

Comunicato dell’ Itis Cardano Pavia in merito ai fatti dell’ 8 giugno 2017

 

E’ doveroso prima di tutto esprimere tutta la nostra solidarietà e vicinanza nei confronti della Dirigente del Liceo Copernico e dei tre docenti rimasti contusi nel tentativo di impedire l’aggressione, nonché il nostro vivo rammarico che le istituzioni scolastiche facciano parlare di sé per tali accadimenti e non per i molteplici aspetti positivi della missione che quotidianamente svolgono. L’ultimo giorno dell’anno scolastico, non da ora e non solo a Pavia, è un momento di festa e talvolta di goliardia che può sfociare in comportamenti eccessivi e condannabili.

La giornata dell’ 8 giugno era stata programmata dalla nostra scuola con attenzione e con il concorso sollecito degli insegnanti nella sorveglianza, infatti le lezioni si sono svolte secondo previsione, in un clima magari un poco vivace ma corretto e senza accadimenti impropri all’interno dell’edificio scolastico né tantomeno manifestazioni di violenza. Di più, già il giorno precedente la Dirigenza aveva avvertito le forze pubbliche, sollecitando la loro presenza all’orario dell’ uscita che avrebbe coinvolto i due istituti contemporaneamente. E in effetti dalle ore 10.00 erano presenti all’interno del cortile della scuola tre pattuglie delle forze pubbliche, che però non hanno potuto svolgere un’efficace azione di deterrenza verso l’esterno.

Forse potrebbe esistere tra i due Istituti, che sono confinanti, una qualche ingiustificata rivalità, che in una città come Pavia, che ha visto i natali della goliardia storica, non può del tutto sorprendere.

In ogni caso i comportamenti violenti o lesivi che la società deve sempre reprimere, vanno stigmatizzati con la massima chiarezza da una comunità formativa e i responsabili di tali atti andranno identificati e dovranno assumersene la responsabilità. A noi educatori tocca comunque anche il compito di evitare generalizzazioni e di trarre da fatti negativi un monito a far meglio il nostro lavoro di insegnanti, un ruolo cui non ci sottraiamo ma che compete non solo alle istituzioni scolastiche.

In conclusione vorremmo che tali fatti incresciosi inducessero a rafforzare la collaborazione tra le scuole coinvolte, i Liceo Scientifico Copernico e l’ ITIS Cardano, e a dar vita a progetti che consolidino una migliore armonia tra le due Istituzioni.

La dirigenza e i docenti del Cardano

NOI, I RAGAZZI DEL CARDANO

 

A tutti è noto quello che è successo giovedì 8 Giugno 2017 in via Verdi e all’interno dell’edificio del Liceo Copernico. I Social, così come i giornali e i telegiornali stanno impazzando di notizie, i video sono diventati virali e la quasi totalità delle persone è convinta che l’attacco subito dal Liceo sia interamente imputabile ai ragazzi dell’ITIS.

Purtroppo la nostra scuola è spesso soggetta a pregiudizi e dicerie legate al fatto che si tratta di un istituto molto grande e frequentato prevalentemente da maschi. Ma ciò non può e non deve bastare! Non è giusto colpevolizzare un intero istituto con i suoi 1800 iscritti per il fatto che un piccolo gruppo di facinorosi, davvero esiguo se si confronta con il totale degli iscritti, ha agito in modo violento e inaccettabile.

Noi, studenti del Cardano, ci dissociamo da quei giovani scapestrati e incoscienti che hanno trasformato un giorno di festa e allegria in un giorno triste che rimarrà a lungo nella memoria nostra e della città di Pavia. E di questo siamo enormemente dispiaciuti perché il Cardano è una grande scuola, impegnata su tanti fronti: nell’integrazione degli studenti stranieri o disabili, nelle attività sportive e nelle gare culturali, nei progetti di alternanza scuola-lavoro con importanti aziende a livello locale e regionale, nella collaborazione con associazioni di volontariato, nello sviluppo di progetti di cittadinanza attiva! Tutto questo è il Cardano: una grande scuola che accompagna i suoi studenti, attraverso un percorso di studi impegnativo, ad uno sbocco lavorativo o alle soglie dell’iscrizione alle facoltà universitarie. Continua a leggere NOI, I RAGAZZI DEL CARDANO

SCIENZA UNDER 18-2017

Nei giorni 17-18-19 Maggio 2017 al Castello Visconteo di Pavia si è tenuta la XIV edizione di Scienza Under 18, l’esposizione di scienza e arte che unisce i ragazzi pavesi tra i 6 e i 18 anni di età. Quest’anno il tema che ha fatto da filo conduttore è stato “Tutte le dimensioni dello spazio”.

“Le esposizioni sono state numerose, con ben 110 classi partecipanti e 65 progetti; molti gli Istituti pavesi di diverso ordine e grado che hanno voluto prendervi parte allo scopo di valorizzare la comunicazione e il protagonismo dei ragazzi nell’apprendimento delle scienze”. Così si è espresso soddisfatto il professor Marco Barbisotti, dirigente dell’I.C. di via Acerbi, scuola capofila di SU18, il quale ha inaugurato la manifestazione con un breve discorso rivolto a dirigenti scolastici, docenti e studenti presenti. La parola è stata poi presa dall’Assessore all’Istruzione del comune di Pavia, Ilaria Cristiani, che ha messo in risalto la necessità di integrare e completare lo studio scientifico teorico, con l’attività laboratoriale, l’osservazione diretta dei fenomeni e la sperimentazione.

L’inaugurazione si è infine conclusa con un concerto tenuto da alcuni studenti dell’indirizzo musicale dell’Istituto Cairoli diretti dal loro insegnate, professor Stefano Baviero.

Tra gli applausi entusiasti del pubblico hanno quindi preso il via i tre giorni dedicati ai ragazzi e alla scienza. Continua a leggere SCIENZA UNDER 18-2017