L’occhio di Leonardo: l’invenzione della camera oscura

L’occhio di Leonardo: l’invenzione della camera oscura

Uno sguardo tra arte e scienza

Lo stand degli studenti della classe 2^E della scuola media “Severino Boezio” salta subito all’occhio per la presenza dei curiosi tubi esposti. I misteriosi oggetti sono riproduzioni di una della molte creazioni del grande Leonardo da Vinci: la camera ottica.

Questa camera, come spiegano i ragazzi, è un dispositivo ottico composto da una scatola oscurata su un lato e con un foro sul retro da cui penetra la luce che riflette su un piano le immagini capovolte.

Il bizzarro tubo realizzato dai ragazzi funziona come l’occhio umano: attraverso la pupilla le immagini vengono convogliate sottosopra sulla retina e grazie al nervo ottico vengono rielaborate e quindi recepite come sono realmente; ma a differenza dell’occhio umano nella camera ottica le immagini sono capovolte per l’assenza del nervo ottico.

Per la realizzazione di questo oggetto hanno usato dei barattoli vuoti di “pringles”, che sostituiscono l’occhio umano, e della carta da forno, che corrisponde alla retina.

La camera è il precursore dell’odierna fotocamera, da cui ne deriva anche il nome.

Gli studenti della 2^ E si sono dimostrati entusiasti nel presentare il loro progetto, ci hanno rivelato di aver trovato particolarmente interessante il fatto che un’invenzione così antica stia alla base della fotografia moderna, ma ciò che hanno trovato più coinvolgente è stato creare le riproduzioni della camera ottica.

 

Articolo a cura di:
Virginia Perna e Huilin Zhu 3^ CL
 
IIS “A. Cairoli” _ Pavia

Matteo Ragni