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LA CHIMICA DELL’INCHIOSTRO

È difficile pensare ai libri: è raro che a un adolescente venga in mente un insieme di pagine scritte, una libreria o, addirittura, una biblioteca.

Un libro è, se considerato dal punto di vista materiale, un oggetto statico e poco intrigante, un soprammobile per abbellire gli scaffali.

Immaginiamo spesso, invece, storie che vorremmo vivere, che abbiamo vissuto o che ha vissuto qualcun altro; storie meravigliose, fantastiche, spaventose, inquietanti o storie assolutamente normali. Ma queste vicende vengono dimenticate in fretta, e invece sarebbe bello che continuassero a essere ricordate da altri, che lasciassero una traccia.

È così che un mattone di carta può diventare la tana di un drago, il castello di di un cavaliere, la navicella di un alieno o persino la casa di un animale parlante. È così che il classico nero su bianco diventa emozione, passione e avventura.

Perciò abbiamo pensato di creare una sezione del giornale dedicata a lettura e scrittura, per offrire l’opportunità di esprimersi liberamente e condividere interessi comuni, senza i vincoli dei temi scolastici o dei libri assegnati dai professori.

Per i lettori una sorta di club del libro, dove lasciare recensioni che potranno essere commentate e permettere di scoprire nuovi generi e autori.

Per gli scrittori uno spazio di libera espressione dove pubblicare le proprie storie e commentare quelle degli altri, firmandosi magari con un nickname.

Così prende il via la nostra rubrica “La chimica dell’inchiostro”: in una scuola tecnico-scientifica la letteratura è spesso accantonata e sottovalutata. Noi pensiamo che essa non sia semplicemente una materia di studio, una presenza oscura che ci obbliga a inchiodarci alla sedia e ci sussurra in continuazione all’orecchio la data dell’imminente verifica. Ci piacerebbe che diventasse una valvola di sfogo e un modo diverso per viaggiare sulle ali dei nostri pensieri.

La lista dei materiali occorrenti per chi non si è mai cimentato in questo campo è presto fatta: computer o foglio e penna.

Le istruzioni per l’uso sono altrettanto semplici:

imparare a viaggiare;

lasciarsi andare;

dimenticare di pensare;

iniziare a volare.

Giulia Faccini & Roberta Basile 2^DLS

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