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Per non dimenticare la Battaglia di Pavia

24 febbraio 2018. In occasione del 493esimo anniversario della battaglia di Pavia, combattuta tra Francesco I re di Francia e Carlo V re di Spagna e imperatore dell’Impero Germanico, è stata inaugurata una mostra permanente nella torre sud ovest del Castello Visconteo, nella sala che un tempo ospitava la Quadreria dell’Ottocento. All’evento erano presenti il sindaco Massimo Depaoli, l’assessore alla cultura Giacomo Galazzo, il celebre scrittore Mino Milani e l’esperto di storia militare Luigi Casali.

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Torre sud ovest del Castello Visconteo, da sinistra: Luigi Casali esperto di storia militare, Mino Milani, l’assessore alla cultura e la direttrice .

Proprio il giorno di chiusura della precedente mostra allestita nel 2015 sulla battaglia, Mino Milani scrisse una lettera al Comune di Pavia per sollecitarlo ad investire nuovamente su questo evento storico di vitale importanza perché cambiò la geografia dell’Europa e consegnò la Lombardia al dominio spagnolo.

Per questo nuovo allestimento sono stati riutilizzati alcuni elementi della vecchia esposizione, come le ricostruzioni virtuali in 3D che rappresentano scene della battaglia e che danno l’impressione di trovarsi tra i soldati in mezzo a suoni e rumori dello scontro, uno schermo tattile grazie al quale si possono conoscere fatti riguardanti le personalità coinvolte nella battaglia e stampe antiche tratte dai Musei Civici raffiguranti le fasi della battaglia stessa. La novità consiste nell’aggiunta di due quadri: il primo rappresenta uno scorcio di battaglia dipinto da Gherardo Poli nel Seicento, il secondo è un ritratto del re Francesco I attribuito alla bottega di Jean Clouet. Oltre a questo è stato anche inserito un video esclusivo di Mino Milani che racconta la storia della battaglia e ne dà un’interpretazione personale.

Gli organizzatori si sono mostrati entusiasti di aver aggiunto un “nuovo mattoncino” ai musei del castello e avere finalmente una testimonianza permanente di questa importantissima battaglia. Inoltre, per celebrare l’evento storico, sono stati stanziati dei fondi per restaurare il castello di Mirabello e aprirlo al pubblico in occasione del 500esimo anniversario dello scontro tra francesi e spagnoli che verrà celebrato tra sette anni.

Tuttavia, il momento che ha catturato l’attenzione del pubblico è stato, a nostro parere, quello in cui ha preso la parola Mino Milani. Lo scrittore ha esordito affermando di sentirsi onorato di presentare la mostra e in particolare ha descritto come sarebbe potuto apparire lo scenario del campo di battaglia. Le sue parole crude e schiette hanno raccontato di distese fangose, di morti e feriti. Il silenzio ha regnato mentre il suo discorso ha impresso immagini di violenza, brutalità e terrore nelle menti degli ascoltatori, nelle quali si è proiettata una sorta di “visione mentale”.

Usciti da questo momento sospeso tra sogno e realtà, lo scrittore ha proseguito il racconto dicendo che i pavesi non hanno combattuto durante il vero e proprio conflitto, ma hanno vinto la “battaglia delle battaglie”, riuscendo a riappropriarsi dei propri beni e delle proprie mogli dato che spesso gli eserciti invasori li confiscavano senza averne il diritto.

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Ritratto del re francese Francesco I dipinto attribuito alla bottega di Jean Clouet

Questo evento tuttavia non è l’unico ad essere organizzato al fine di ricordare l’antico scontro; infatti ogni anno nella chiesa di Mirabello viene celebrata una messa in latino, al termine della quale si degusta la zuppa alla pavese. La storia del piatto è interessante dal momento che è stato inventato proprio in occasione della battaglia. La leggenda narra che Francesco I, una volta catturato, sia stato portato alla cascina Repentita dove la contadina che vi abitava, non avendo altro da offrirgli, improvvisò una zuppa fatta con brodo di pollo, uovo crudo e pane tostato che piacque particolarmente al re.

Gli organizzatori hanno cercato di appassionare il pubblico e avvicinarlo a ciò che è stata la battaglia di Pavia utilizzando strumenti multimediali e invitando personaggi illustri come Mino Milani. Inutile dire che l’inaugurazione della mostra è stata un successo in quanto c’è stata una grande affluenza di visitatori. Noi stesse ci siamo sentite coinvolte a tal punto che ci è sembrato di poter rivivere la battaglia avvenuta quasi mezzo millennio fa.

Chiara Cantù e Elena Emmanueli 3^DLS

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