papà Nayak

A COSA SERVE LA SCUOLA?

Papà Nayak, l’uomo che ha fatto pensare il mondo.

Casa nostra dista circa mezz’ora di pullman o poco di più dalla scuola: pensare che siamo probabilmente tra quelli che abitano più lontano, nelle nostre classi, ci fa sorridere. Quando diciamo ai nostri compagni a che ora ci svegliamo, le loro facce sono impagabili.

Ma ci sono luoghi in cui in mezz’ora non si è neanche a metà della strada che collega la propria casa alla scuola. Ci sono posti in cui gli autobus sono inesistenti, così come treni, auto e, a volte, persino biciclette.

In un villaggio sperduto dell’India Orientale, Papà Nayak sta ultimando il sentiero che percorreranno i suoi figli, mattino e pomeriggio. È da due anni che ci lavora: sette chilometri scavati a mani nude, con arnesi rudimentali e INDIA_-_scuola_e_bambinitotalmente da solo. Ma perché? Perché i suoi ragazzi devono attraversare una zona impervia piena di rocce acuminate se vogliono andare a scuola, impiegando tre ore all’andata e tre al ritorno, a piedi. Lo Stato si è accorto di lui solo negli ultimi tempi e ha promesso che lo pagherà per la strada che ha costruito e completerà la parte mancante.

E così, Nayak Jalandhar, fruttivendolo analfabeta, è diventato un eroe, un uomo che vuole assicurare un futuro ai suoi figli in modo che, un giorno, essi siano in grado di contribuire allo sviluppo del Paese, finendo di costruire, magari, proprio quelle strade che tanto faticosamente ha iniziato a tracciare il loro padre.

Massimo Gramellini scrive che ‘la scuola è un sentiero’ (13 gennaio 2018, ‘Il Corriere della Sera’): è vero, perché, si sa, dopo ogni sentiero c’è sempre una strada. In questo caso, la strada è il nostro futuro, le scelte lavorative (e non solo) che prenderemo.

Ed è anche vero che ‘non esiste alfabeto umano in grado di esprimere la meraviglia di un gesto come quello, semplice e immenso, che Nayak ha compiuto’, perché l’istruzione è un diritto basilare, non un privilegio, e in quanto tale non deve essere ostacolata da strade inesistenti o altro.

La scuola è un punto di incontro, dove i ragazzi imparano e crescono, crescono come persone: gli amici, i primi amori, le nuove passioni nascono tutti da qui.

La scuola è unione.

La scuola è libertà di scegliere.

La scuola è libertà.

 

        Matteo Spazzini, Jason Pavani e Salah Dahir  2^BE, Roberta Basile 2^DLS

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