La scuola ….. a teatro.

Giorno 19 Gennaio 2018, alcune classi dell’istituto I.T.I.S “G. Cardano” di Pavia si sono recate al Teatro dei Salesiani per assistere ad una rappresentazione teatrale sull’olocausto, tratta dal famoso libro “Se questo è un uomo” di Primo Levi.

Tra le varie classi, era presente anche la III C/C. L’iniziativa è stata molto apprezzata anche fra i ragazzi. È bene sottolineare l’importanza della memoria per far capire, soprattutto ai giovani, quanto l’uomo possa non essere umano e commettere tali bestialità e per evitare , ovviamente, che tutto ciò si ripeta.

Sappiamo tutti che questo è un argomento molto pesante e toccante, ma dobbiamo avere davvero cura di non far svanire il ricordo di ciò che è stato, per fare in modo che non avvenga mai più. Valorizziamo la capacità dell’uomo di ricordare, tramandare e conoscere per sottolineare l’intelligenza che in realtà l’uomo possiede, nonostante alcuni uomini l’abbiano sprecata comportandosi come animali.

Solo il ricordo può renderci immuni ad altre stragi simili,  solo il ricordo può rimarcare seriamente il peso di quanto accaduto in quei campi di morte e questo è ciò che è ci ha aiutati a compiere questa mattina di teatro in cui il teatro è diventato vita.

All’incirca alle ore 10:30, l’attore capo compagnia ha preso posto davanti al sipario, sul palco, ed ha esposto i concetti fondamentali della rappresentazione imminente: FAME, FREDDO e FANGO. Ha spiegato quindi brevemente le condizioni in cui erano costrette a vivere quelle povere persone, massacrate per la sola colpa di esistere. Ci ha invitati ad osservare come, con il passare del tempo nel lager, la gente perdesse persino i propri tratti umani, assumendo posizioni quasi animalesche ed avendo anche difficoltà ad esprimersi. Ha precisato che, per rendere chiaro il messaggio dello spettacolo, gli attori hanno evitato di parlare nelle lingue esattamente citate da Levi nella sua opera, ma hanno utilizzato dialetti, parole storpiate o accenti stranieri. Questa sua precisazione ci ha fatto comprendere quanto fosse un uomo di cultura, appassionato del libro e profondo osservatore dei particolari. Dopo questa breve introduzione, l’attore ha raggiunto i suoi compagni dietro le quinte e, qualche secondo più tardi, il sipario si è aperto mostrando una scena di elevata confusione, curiosità, smarrimento e paura tra la folla in attesa dell’arrivo del treno per i “ campi di lavoro”. Gli attori hanno reso bene l’idea del viaggio in treno, tenendosi tutti a braccetto schiena contro schiena, chiusi ad anello, per far capire quanto fossero ammassate le persone in quei viaggi infernali. Effettivamente, questo gesto poteva essere frainteso, ma fortunatamente abbiamo avuto l’onore di colloquiare con un attore dopo lo spettacolo che ci ha spiegato accuratamente la scelta di quelle modalità espressive per il viaggio. Ci ha detto che, essendo una rappresentazione teatrale, hanno preferito non usare mezzi cinematografici, come proiettare immagini, ma hanno scelto di interpretare veramente i fatti accaduti usando le tecniche teatrali e tutta la loro fantasia. Questo decreta la loro bravura e competenza nel proprio lavoro.

Arrivati al campo, gli attori hanno interpretato alla perfezione lo stato mentale confuso e spaesato dei personaggi ed hanno illustrato il momento in cui gli ebrei venivano rasati e spogliati dei propri abiti. Successivamente hanno messo in scena una tecnica che permetteva ai tedeschi di dividere i “prigionieri” in base a età e stato di salute. Hanno rimarcato il fatto che il nome venisse sostituito con un  numero, concetto chiave, che ci fa capire quanto quelle povere persone fossero effettivamente “deumanizzate”.

L’unico personaggio fisso (gli attori erano cinque uomini e una donna e ognuno ha impersonato molti ruoli diversi) era l’interprete di Levi.

Una delle scene più toccanti è stata la prima volta in cui Levi è andato in ospedale. In quel luogo ha avuto l’occasione di dialogare con un uomo conoscitore dell’italiano, il quale ha potuto spiegargli che il lavoro non rendeva liberi, ma che solo la morte poteva effettivamente liberarli da quelle condizioni animalesche. Nel lager non c’era pietà nemmeno per i malati, trattati come bestie al macello; altrettanto toccante la scena del sogno fatto da Levi, in cui lui vedeva la sua famiglia seduta al tavolo felice, come in un giorno normale, e provava a farsi vedere da loro, urlava per farsi sentire, ma dai genitori non arrivava alcuna risposta. Era invisibile, un fantasma, quasi come fosse già morto…ed effettivamente lo era, i tedeschi aveva già ucciso la sua parte umana. Levi urlava nel sonno, una donna lo tranquillizzava, mentre l’uomo con cui aveva dialogato prima gli spiegava per filo e per segno cosa avesse sognato, senza bisogno che Levi glielo raccontasse: “facciamo tutti lo stesso sogno qui, ogni notte”. Quelle persone erano talmente esasperate da esserlo perfino nei propri sogni, da non poter essere tranquille e pacifiche nemmeno nel mondo perfetto per eccellenza, quello, appunto, dei sogni.

L’attore con cui abbiamo parlato alla fine ci ha raccontato con avvenisse esattamente nel lager la “selezione”, una sorta di macabro teatrino in cui le persone dovevano sfilare come su una passerella e che la compagnia ha scelto di rappresentare con un appariscente “red carpet”. I tedeschi si prendevano gioco di loro perché, stremati, non riuscivano a camminare dritti. In base a quanto la “performance” fosse apprezzata dal pubblico tedesco, sceglievano una busta e la mettevano in un’ulna, scelta fra due: una decretava la morte e l’altra la sopravvivenza. Un personaggio finito nell’ “ulna della morte”, ne era felicissimo perché per quel giorno gli avrebbero concesso di suonare il proprio violino e di mangiare una doppia porzione di zuppa. La gioia per una tale gentilezza superava di gran lunga la paura della morte, cosa che Levi non aveva nemmeno più. Era talmente “non più umano” da non sentire nemmeno più la paura.

Infine a scuotere gli animi e le coscienze degli spettatori la scena dell’impiccagione di un “prigioniero” perché aveva tentato di rivoluzionare gli animi dei prigionieri ed aveva preferito morire come un uomo che sopravvivere come una bestia. Questo porterà Levi a considerarsi come un sommerso, come tutti quelli che non avevano avuto il coraggio di quell’uomo impiccato. Questo sarà per sempre il suo più grande rimorso, la probabile causa del suo suicidio, quella di non aver reagito, di essere stato un sommerso.

Lo spettacolo si è concluso con un monologo di Levi tratto dal libro stesso e interpretato alla perfezione.

Grazie al colloquio avuto con l’attore al termine dello spettacolo abbiamo potuto fare alcune riflessioni, incentivate anche dall’ottima interpretazione degli attori. La “domanda” di Levi è, appunto, “ditemi se questo è un uomo”, ebbene, io dico di NO. E con “questo…uomo” non intendo il povero ebreo, il malcapitato omosessuale, il portatore di handicap o chi per loro, prigioniero nel campo. A queste povere persone è stata completamente tolta e massacrata la propria umanità insieme alla voglia di vivere, lottare, sopravvivere… . Loro continueranno ad essere uomini, perché lo erano nella loro vita vera (l’attore ci ha spiegato che chi ha vissuto l’ esperienza del lager afferma di aver vissuto due vite: una vera e una nel campo e che chi entra nel campo non ne esce mai, per il forte dolore che quell’esperienza provoca). I veri “non-uomini” erano i tedeschi, chiunque avesse avuto quelle idee malate, chi le metteva in pratica, chi sapeva e non proferiva parola, chiunque si divertisse a vedere cotanta sofferenza e mostruosità. L’uomo si distingue dagli animali solo per la capacità di parlare, per la sua solidarietà e la sua pietà, la sua civiltà. Allora mi chiedo : se un essere umano non possiede anche solo una di queste caratteristiche può essere considerato tale? NO. Assolutamente no. Se a un uomo resta solo la capacità di parlare e nient’altro di umano, basta inserirlo in un contesto linguistico diverso e perderà tutto ciò che di umano ha. Quelle persone erano solo bestie che si divertivano a torturare altri uomini come loro, credendosi superiori, ma essendo in realtà peggiori anche delle bestie, perché nessuna bestia ne torturerebbe un’altra per il solo gusto di farlo. Quindi io dico sì, gli ebrei rimasero uomini e, riguardo ai tedeschi, no…questo non è un uomo.

Gloria Lamagni 3^CC

Entomophagy or…Entomophoby?

In Italy, starting in January, first supermarkets are going to sell insects as food. While most Italians do not like the idea, in most countries of the world insects are already a part of the daily diet.

In order to find out more about Entomophagy, we did some researches:tabella

In the graph we can see that the amount of nutrients varies according to the different  species.

We confronted these with the nutritional values in meat and we found out that both have a similar amount of proteins. For example, pork meat has 16.9 g/ 100g, which is more or less the same amount found in insects.

Insects contain as much fat as the lowest fat containig meat, chicken, which has 5,6 g /100g fats. They also contain vitamins such as A, D, E and K.

We established that insect are a valuable alternative to meat as far as nutrients are concerned, but let’s say they aren’t exactly appetizing!

Why should we eat them then?

Well, it turns out that they are ecologically more substainable than meat.

Livestock accounts for 14,6% of Greenhousegases (GHG) total yearly production, producing one billion tons of CO2. Insects would produce a negligible amount of it. To produce 1Kg of meat you need 12.6Kg of animal feed that’s why 60% of agricultural lands are tapped to produce animal feed.

Using the same amount of feed for insects you obtain 8.6 kg of eadible insects parts.

Animals also need large amounts of water. To produce 1Kg of meat you need 12 liters of water.

That’s why, if you are a vegetarian because you are concerned about meat footprint, insects are a great source of proteins.

Also, accounting for the growing population, insects are likely to be the food of the future.

As mentioned before, most of the world already eats insects: we searched the Internet to find out how they are eaten around the world and the most popular recipes.

They are generally eaten boiled, fried or cooked on a spit.

Crickets are said to have a nutty flavour, while most worms have an almond-mushroomy flavour.torta

Do you like this cake?

If you do, you should know that it’s made out of insect flour.

You still think that you will never eat insects?

You are wrong, you have actually already eaten them! Italian laws allow parts of insects to be contained in food.

For example, chocolate contains in average 20 parts of insects in one bar!

            Gabor Riccardi, Kostantinos Mantovani e Giulia Lazzari  5 AC

Particulate Matter: tanto piccolo ma quanto invasivo?

Recentemente sono stati stabiliti, in alcune città italiane del nord, blocchi del traffico in determinate fasce orarie per veicoli Euro 3 e Euro 4, oltre a divieti di utilizzo di sistemi di riscaldamento a legna e stufe di classe energetica inferiore alle 3 stelle. Tutto ciò a causa del superamento del limite di 50 microgrammi per metro cubo di polveri sottili PM10, ma cos’è il PM10?

Il PM10(Particulate Matter 10µm) è un materiale particolato con dimensione inferiore o uguale a 10 micrometri. Esso è composto da materiale carbonioso, composti organici e metalli in tracce, oltre che da gas assorbiti sulle particelle.

Oltre al PM10, è considerato un potente inquinante anche il PM2,5. La differenza consiste nella minor dimensione del particolato che raggiunge una dimensione massima di 2,5 micrometri.articolopm10

Ma qual è la causa della sua produzione?

L’origine del particolato può essere naturale attraverso incendi, eruzioni vulcaniche e diffusione del polline o artificiale attraverso l’impiego dei combustibili fossili in vari ambiti.

Esso viene misurato con l’impiego di una sonda che, tramite un filtro, determina la grandezza delle particelle. Continua a leggere Particulate Matter: tanto piccolo ma quanto invasivo?

I NEMICI CHE UCCIDONO LENTAMENTE

CHE COSA SONO?

Le diossine sono dei composti organici ovvero composti formati prevalentemente da atomi di carbonio legati ad atomi di idrogeno.

Esistono in totale 75 congeneri di diossine che si distinguono per il numero e la posizione degli atomi di cloro che formano le loro molecole.

Alcune delle principali proprietà di queste molecole sono:

  • semivolatilità;
  • termostabilità;
  • insolubilità in acqua;
  • resistenza alla degradazione chimica e biologica.

Sono sostanze che rimangono a lungo sparse nell’ambiente, pertanto nel tempo tendono ad agglomerarsi nei tessuti degli organi dell’uomo e degli animali.

COME SI PRODUCONO?

Le principali fonti di produzione in Italia sono gli inceneritori delle industrie siderurgiche, metallurgiche, del vetro e della ceramica. In modo meno invasivo abbiamo un rilascio di diossine anche nel fumo delle sigarette. L’uomo, inoltre, può assumere queste sostanze tramite l’inalazione di polvere e attraverso il suo contatto; recenti studi, tuttavia, hanno evidenziato che circa il 95% dell’esposizione alle diossine avviene attraverso cibi contaminati.

GLI EFFETTI DELLE DIOSSINE

Le diossine sono cancerogene e come tali, a concentrazione elevata, possono provocare diversi tumori, in particolare cancro al fegato, alla mammella, linfomi, malattie della tiroide, diabete e danni al sistema immunitario, emopoietico e riproduttivo. Un’altra manifestazione tipica dell’intossicazione da diossina è la cloracne che è molto simile all’acne giovanile.

L’effetto più drammatico delle alterazioni del sistema riproduttivo è stata la nascita di numerosi bambini malformati.

La pericolosità della diossina è accresciuta dalla lunga persistenza negli ecosistemi.

DA SEVESO… Continua a leggere I NEMICI CHE UCCIDONO LENTAMENTE

Diossine: pericolo reale o infondato?

Le diossine sono un gruppo di composti organici ad anello chiuso la cui struttura è costituita da sei atomi (due di ossigeno e quattro di carbonio).

Esistono alcune diossine naturali come il repellente prodotto dalla spugna di mare. Ma la maggior parte delle diossine sono artificiali, prodotte dalla combustione di rifiuti industriali o farmaceutici e anche da incendi e traffico urbano.rilascio tossine

Queste sostanze inquinanti persistenti sono sottoposte alla convenzione di Stoccarda, secondo la quale tutti gli Stati aderenti devono eliminare o minimizzare tutte le fonti di diossine. Tali composti sono pericolosi in quanto cancerogeni per gli esseri viventi; inoltre possono portare alla formazione di acne persistente, a diabete, all’alterazione del sistema endocrino, a disturbi della funzione riproduttiva e a effetti neurologici. Spesso queste sostanze entrano nel corpo umano con l’alimentazione. Infatti le diossine nell’atmosfera vengono trasportate dal vento e si depositano sull’erba e nell’acqua, risalgono poi la catena alimentare accumulandosi nei tessuti adiposi degli animali.food

L’analisi della quantità di diossine nell’aria è quindi fondamentale. A causa della loro alta tossicità, la sensibilità massima nell’atmosfera è di 0,3 pg/m3.

Nel corso degli anni queste sostanze hanno provocato numerosi danni ambientali con conseguenze anche sui prodotti alimentari coltivati nella zona colpita. Si possono ricordare I seguenti casi:

  • nel 1976 da un camino dell’azienda milanese ICMESA fuoriuscì una nube di gas contenente diossina che in poco tempo si depositò su molti paesi circostanti. Il più colpito tra questi fu Seveso. Tra le varie conseguenze vi fu una moria di pollame e molte persone furono colpite dalla cloracne.

  • durante la guerra del Vietnam l’aviazione americana usò un disboscante a base di diossine. Negli anni successivi in queste zone nacquero bambini con malformazioni e le indagini confermarono che ciò era stato provocato proprio dall’esposizione a diossine.

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L’AMIANTO, UN KILLER SILENZIOSO

COS’È? PERCHÉ È DANNOSO PER LA SALUTE?

Ormai quotidianamente sentiamo parlare, nei telegiornali e su tutte le testate giornalistiche, di amianto e dei suoi possibili danni alla nostra salute.

Ma cos’è veramente l’amianto?

L’amianto, detto anche asbesto, è un minerale naturale a struttura microcristallina e di aspetto fibroso appartenente alla classe chimica dei silicati. Si ottiene a seguito di un’attività estrattiva e il suo nome deriva dalla parola Asbesto che, tradotto dal latino, significa “Che non si spegne mai”; infatti, l’amianto ha la caratteristica particolare di avere un’elevata resistenza termica all’azione di agenti chimici, alla trazione e all’usura. Inoltre è facilmente lavorabile e miscelabile con altre sostanze (di solito cemento).

Queste ed altre proprietà, legate ad un basso costo di produzione, hanno permesso all’amianto di essere utilizzato in svariate modalità e situazioni.

È molto utilizzato nel campo dell’edilizia, dell’industria e dei trasporti, in forme che possono variare da tubazioni a coperture di edifici industriali.

In Italia è stato usato tra il 1960 e il 1990, in corrispondenza del boom economico registrato nel nostro paese.

Nel 1992 (Legge n. 257/1992) venne vietata la produzione e il commercio di manufatti contenente amianto, perché considerato dannoso per la salute umana.

Infatti l’inalazione prolungata di asbesto può causare l’asbestosi (reazione infiammatoria da corpo estraneo) o addirittura il tumore ai polmoni.

BONIFICA E SMALTIMENTO

La bonifica e lo smaltimento può avvenire utilizzando tre metodiche:

  • rimozione, eliminare materialmente la fonte di rischio;

  • incapsulamento, impregnare il materiale con l’uso di prodotti penetranti e ricoprenti;

  • confinamento, installare delle barriere in modo da isolare l’inquinante dall’ambiente.

Alcune ricercatrici dell’università di Torino hanno forse scoperto un metodo per decontaminare i suoli ricchi di asbesto. Hanno infatti notato che alcuni funghi del suolo riescono ad assorbire il ferro dall’asbesto stesso, rendendo le minuscole particelle molto meno pericolose. L’asbesto infatti è estremamente pericoloso perché il ferro, contenuto nelle minuscole particelle, provoca la comparsa di radicali liberi. Continua a leggere L’AMIANTO, UN KILLER SILENZIOSO