foto David Pacheco

MATEMATICA E INFORMATICA IN INGLESE

Studenti del MIT salgono in cattedra al Cardano

Pavia, 17 gennaio. Anche quest’anno, per tre settimane, alcuni studenti dell’Università di Boston sono ospiti della nostra scuola dove tengono lezioni in lingua inglese di argomento informatico e matematico. Sono due ragazzi e una ragazza che in questi giorni fanno lezione nelle quarte e nelle quinte dell’Istituto Cardano. Cerchiamo di conoscerli meglio.

Intervista a Micael Amoako

Alcune incomprensioni linguistiche e qualche sguardo interrogativo hanno accompagnato l’intervista a Michael Amoako, una giovane mente del MIT di Boston con la passione per la robotica e la matematica, qui in Italia per uno scambio nell’ambito di un progetto internazionale, il GLOBAL TEACHING LABS, gestito in collaborazione con l’Università di Pavia, rivolto alle classi quarte e quinte dell’indirizzo tecnico e liceale delle scienze applicate dell’Istituto G.Cardano. Il giovane Michael nato a New York e prossimo alla laurea si è reso disponibile a rispondere ad alcune domande.

Vorrei iniziare parlando della tua passione per la matematica. Come è nata? Hai sempre provato affinità con questa disciplina o qualcuno o qualcosa ti ha inspirato?

“Alla base della mia passione ci sono la matematica e la logica dei computer; la teoria dei computer mi ha sempre affascinato e mi affascina tuttora.”

Qual era la tua materia preferita quando frequentavi la scuola superiore?foto Michel Amoako

“La matematica era una delle mie preferite, ma mi piaceva anche la psicologia”

Hai trovato delle differenze tra la scuola superiore italiana e quella americana?

“La differenza principale sta nella durata del percorso formativo che da noi dura 4 anni e non presenta distinzioni come qui da voi tra liceo scientifico, classico, istituto tecnico…ogni studente gestisce i propri corsi autonomamente e alla fine di ogni anno sosteniamo un esame su tutte le materie e su tutto il programma svolto per poter accedere all’anno successivo”

Qual è la tua formula matematica o fisica preferita?

Dopo qualche secondo di meditazione risponde: “F=ma, The second principle of dynamics or Newton’s second law”

C’è un motivo?

“Il secondo principio della dinamica è alla base del movimento e dell’universo stesso”

Hai deciso di studiare al MIT di Boston per qualche motivo in particolare?

“La mia passione per la robotica e per l’intelligenza artificiale mi hanno portato lì, perché è la migliore università del Paese in questi ambiti.”

Come funziona l’ammissione alle università americane? Esiste un test come in Italia?

“Gli studenti che finiscono i quattro anni di scuola superiore e vogliono iscriversi all’università devono sostenere il test ACT o SAT o entrambi. Sostenuto uno o entrambi gli esami e ricevuto il punteggio, possiamo inoltrare l’iscrizione all’università.”

Come si articola una tua giornata tipo in università?

“Di solito facciamo un paio d’ore di lezione al mattino fino alle 11.00, poi riprendiamo al pomeriggio dalle 13.00 alle 16.00”

Quante ore studi al giorno?

“Incomincio alle 6 del pomeriggio, una piccola pausa per cenare e poi continuo fino alle 2 di notte”

Qual è la tua materia preferita all’università?

“GAME THEORY, dove studiamo le strategie di gioco e le decisioni dei soggetti durante le fasi di conflitto”

Hai già un’idea a proposito del tuo futuro? Cosa vorresti fare terminati gli studi?

“Mi piacerebbe continuare nel campo dell’informatica applicata”

E’ la prima volta che vieni in Italia? Ti piace?

“Si è la prima volta che vengo in Italia, anzi la prima volta in Europa. Mi è piaciuta molto Pavia, soprattutto per la sua struttura urbanistica medievale e per i suoi vicoli; nel week-end andrò a visitare Milano.”

E il cibo?

“Mi piace molto il cibo italiano l’avevo già provato a New York ma qui ho assaggiato…l’arrosto con le patate al forno e lo adoro”

Infine, vorrei chiederti cosa ne pensi del progetto Global Teaching Labs? E’ utile secondo te?

“Trovo che questo progetto sia utile per tutti coloro che partecipano: noi studenti del MIT in primo luogo, perché possiamo fare esperienza nel campo dell’insegnamento e nell’interazione con i ragazzi; per gli studenti italiani che seguono le nostre lezioni risulta importante sperimentare materie affascinanti come la matematica e l’informatica in una lingua straniera; anche per i docenti del Cardano risulta interessante poter fare esperienza nelle modalità di insegnamento in inglese”.

                                                                                                             Andrea Villani 3^ DLS

 

Intervista a David Pacheco

La mattina del 17 gennaio incontro David Pacheco nell’ampio atrio del primo piano, mentre osserva un po’ frastornato il rumoroso andirivieni  del cambio dell’ora. Mi avvicino col sorriso e cerco subito di rompere il ghiaccio.

Ciao David, vorrei parlare con te della tua vita e del progetto a cui hai aderito. Da dove vieni? Quanti anni hai? Cosa studi all’università?”

“ Sono uno studente universitario di Boston, ma ho origini cubane. A 17 anni ho iniziato la facoltà di informatica e fra un anno, a 21, concluderò i miei studi. È la seconda volta che vengo in Italia. Lo scorso anno sono stato a Brescia per un progetto simile al vostro.”

Sei qui da due settimane. Come ti sembra la nostra scuola? Cosa pensi delle materie che studiamo?

“La vostra scuola è immensa, molti i laboratori e le aule, tanti gli studenti che si muovono da uno spazio all’altro per seguire le lezioni quasi come in un college americano.  Per contro, mi sembra che studiate veramente molte materie. Alcune, come ad esempio meccanica o elettronica, non sono contemplate nei piani di studio americani. La scuola superiore americana prevede degli esami a fine anno, in cui si testano tutte le conoscenze apprese evitando così le periodiche verifiche durante l’anno scolastico.  L’importante è superare il test di ammissione previsto per l’anno successivo.”

Come sono organizzate le vostre giornate in Italia? Oltre alle lezioni che tenete a scuola avete altre attività?

“Le mie lezioni sono completamente tenute in lingua inglese, mentre l’insegnante di classe affianca gli studenti aiutandoli nella comprensione. Nei pomeriggi visito le città, in particolare ho già visto Pavia, Firenze, Genova, la Certosa di Pavia e oggi visiterò anche Milano. La mia preferita è Genova ma anche Firenze e Pavia sono molto belle. Noi americani siamo abituati a viaggiare con i mezzi, ma qui le città sono abbastanza piccole e si possono girare anche a piedi. Alla sera mangio o in casa o al ristorante. I miei cibi preferiti sono sicuramente la pasta e la pizza. Se mangio al ristorante poi torno a casa dell’insegnate  italiano che mi ospita.

Sei già stato in altri stati oltre che in Italia?

“Per quattro anni sono stato in Spagna dove ho imparato a giocare a calcio, sport che negli USA  è poco praticato. Ho giocato in un club per tutti e quattro gli anni. In America invece ho praticato la pallavolo per molto tempo.

Per quale motivo hai scelto l’Italia?

“Dopo essere stato in Spagna, la lingua italiana mi è parsa molto facile da capire e quindi ho scelto l’Italia”.

Come ti hanno accolto gli studenti italiani?

“Ho scoperto in voi un popolo molto amichevole e cortese, mi avete aiutato a capirvi e mi avete consigliato le città da visitare.”

Pensi che potresti tornare in Italia o in Europa per continuare gli studi o per lavorare?

“Sicuramente l’Europa offre numerose opportunità e non mi dispiacerebbe venire a lavorare qui. In questi anni ho fatto esperienza in aziende famose e importanti come Google e Facebook. Se avrò la possibilità di venire da voi di sicuro non rifiuterò l’offerta.”

In questi ultimi anni è acceso il confronto tra il sistema operativo Ios e Android. Come ultima domanda vorrei chiederti , avendo tu studiato informatica all’università negli USA, quale dei due sistemi preferisci e perché.

“Personalmente preferisco un telefono Android perché dà la possibilità di lavorarci come programmatore. Tuttavia preferisco Apple per quanto riguarda i computer.”

                                                                                                       Andrea Cirmi  3^ DLS

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