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FASCINO TRA LE RIGHE

Sfogliare i libri non è il tipo di impiego a cui i ragazzi aspirano maggiormente, ma la visita alla Biblioteca Universitaria di Pavia potrà forse portare ad una rivalutazione di questa “professione”. Appena entrata in biblioteca, il mio viso si è illuminato e la mia ammirazione per quel luogo ha oltrepassato di molto le mie aspettative: non mi sarei mai immaginata di trovare una collezione così ampia di volumi.foto biblioteca 2 I libri ricoprivano interamente le pareti della stanza, le quali parevano due grandi braccia aperte in segno materno, intente a cullarmi e a proteggermi. Subito dopo ho capito che quell’inconsapevole sicurezza mi poteva essere donata solamente dal sapere e dalla cultura.

Non so se gli altri miei compagni di classe, che hanno avuto l’opportunità di accedere a questo luogo, oserei dire, incantato, abbiano provato la stessa sensazione di calda accoglienza, ma per me è stato davvero magico. E’ così che poco dopo ho ammirato la bibliotecaria maneggiare alcuni di quei preziosissimi libri, ed ella stessa ci ha spiegato le differenze tra gli uni e gli altri, l’utilizzo antico della pergamena, la rilegatura, gli inchiostri. Ho compreso che, fino all’invenzione della stampa di Gutenberg, scrivere libri era una vera e propria arte. Ogni pagina era decorata da disegni curati minuziosamente, colorati con altrettanta precisione ed infine resi scintillanti grazie all’oro delle decorazioni.

Musica, botanica, medicina, teologia: scienze e arti tra i secoli e tra i libri, che in esposizione sono 45000, ma in realtà sono quasi mezzo milione.

Incredibile poi, il pensiero che quelle stesse pagine possano essere state toccate da mani di 600 anni fa e che ora siano ancora qui a portarci un’importante testimonianza del passato.

I libri, del resto, sono eterni, se ben custoditi. Oggi, invece, documenti, ricordi e fotografie sono completamente digitalizzati allo scopo di ridurre al minimo lo spazio occupato per ognuno di loro e, quindi, avere la possibilità di conservarne un gran numero.

L’idea credo sia grandiosa, ma sono preoccupata: cosa accadrà ai nostri file una volta che il lettore non li leggerà più perché obsoleti? Nel 3000 esisteranno ancora i pc per poter recuperare l’infinita documentazione in digitale? La perdita anche di una sola traccia storica del nostro passato è un lutto per l’umanità e spero che in un futuro prossimo non si debba soffrire tanto.

Greta Zucchi 3 ALS

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