Dal “Cardano” all’Inghilterra: imparare “lavorando”

Dall’anno 2015, con l’entrata in vigore della legge 107, è stata istituita l’Alternanza scuola lavoro, attività che ha lo scopo di far entrare gli studenti nel mondo del lavoro attraverso un’esperienza di diversa durata svolta in prima persona all’interno di contesti lavorativi. Nel caso di studenti di un istituto tecnico, di solito, la preferenza ricade su aziende che trattano ciò che gli studenti stanno imparando tra i banchi di scuola. La scelta del luogo di lavoro viene effettuata da un tutor scolastico, molto spesso un professore, che invia richieste a diverse aziende, le quali accettano o rifiutano di accogliere gli studenti per dare loro dei compiti da svolgere all’interno delle loro attività.

La nostra esperienza personale, grazie allo stage Work Shadow / PYL , per quanto riguarda l’alternanza scuola lavoro, è alquanto diversa da quelle svolte dai nostri compagni: infatti abbiamo trascorso una settimana, dal 13 al 20 settembre, in Inghilterra più precisamente a Petersfield nello Hampshire. L’attività svolta era strutturata nel seguente modo.

La mattina (dalle ore 9:00 alle 12:30) frequentavamo lezioni sotto il controllo di professori inglesi, con i quali abbiamo approfondito ampiamente argomenti riguardanti il mondo del lavoro e le nostre future scelte professionali, ma abbiamo anche discusso sui tratti di personalità che devono caratterizzare un ottimo lavoratore. L’attività si è conclusa con la compilazione del nostro curriculum vitae. Inoltre, terminate le lezioni, dopo una piccola pausa, ogni studente doveva recarsi sul luogo di lavoro a cui era stato assegnato.

La testimonianza di Andrea

Nel mio caso ho lavorato in un ristorante chiamato “Annie Jones”, situato in Petersfield, che potevo raggiungere tranquillamente a piedi. L’orario di lavoro era dalle ore 13:30 alle ore 15:30.

Enlight5Avendo già avuto un’esperienza simile l’anno scorso in un ristorante a Winchester, non ero particolarmente preoccupato. Ovviamente i compiti che mi venivano assegnati erano elementari, come ad esempio pulire le posate oppure apparecchiare i tavoli. Nonostante questo, però, l’attività risultava comunque interessante, perché mi trovavo sempre a contatto con i clienti e ciò mi ha permesso di migliorare la conoscenza dell’inglese.

Inoltre ho imparato molte parole utilizzate nel linguaggio tecnico del mondo della ristorazione. Purtroppo non posso negare che questa attività non mi risulterà particolarmente utile per quanto riguarda la mia futura professione: infatti non era inerente al mondo informatico. Tuttavia sono certo che mi ha aiutato a migliorare molto il modo di comportarmi sul lavoro e le mie capacità espressive in lingua inglese.

Dopo le due ore di lavoro, la giornata terminava in compagnia della famiglia ospitante. Inoltre, durante la settimana di permanenza, abbiamo visitato le città di Chichester, Brighton e Oxford.

Personalmente valuto questa esperienza estremamente positiva, non solo perché migliora notevolmente il livello di conoscenza della lingua, ma soprattutto perché aiuta a diventare responsabili e dà un’idea di un tipo di esperienza che non mi sento di escludere dal mio futuro, cioè il lavoro all’estero. Tale esperienza simula, a parer mio, perfettamente lo stile di vita di un ragazzo che decide di continuare gli studi e poi di trasferirsi all’estero per lavorare. Ovviamente tutto ciò richiede una buona conoscenza della lingua e comunque un certo tipo di carattere: bisogna essere amanti dei viaggi e capaci di adattarsi. Dopo questi due anni di esperienza all’estero sono totalmente convinto che si tratti di un’ottimo banco di prova.

La testimonianza di Gabriele

Il mio tutor si chiamava Mahmood ed era una persona molto a modo: infatti il suo obiettivo principale era quello di far stare a proprio agio ogni cliente che si rivolgeva a lui.

Il mio “turno lavorativo” iniziava alle 14:00, dopo la scuola; il mio compito era quello di IMG_68622tenere il negozio pulito mentre Mahmood tagliava i capelli; inoltre, dovevo preparare e offrire un thé o un caffé ai clienti in attesa.

Lo scopo di questa attivitá era quello di migliorare il mio inglese soprattutto nella conversazione diretta con persone madrelingua e di confrontare il modo di lavorare in Inghilterra e in Italia.

Il negozio in cui mi sono trovato a lavorare era nel centro di Petersfield, una cittadina dello Hampshire, in una zona abbastanza trafficata. Il negozio era piuttosto grande ed aveva tre diverse postazioni in cui venivano tagliati I capelli; secondo il mio parere l’ambiente era adeguato e corrispondeva alle esigenze dei clienti. Era sempre molto frequentato e quindi non si poteva perdere tempo. Tuttavia Mahmood svolgeva il suo lavoro con efficienza; nel giro di mezz’ora riusciva a soddisfare tre clienti e, pur non avendo un’agenda di appuntamenti, riduceva al minimo i tempi di attesa.

Mi ha colpito in modo molto positivo l’educazione e la cortesia con cui trattava tutti e la disponibilitá con cui cercava di accontentare le varie esigenze delle persone. Un appunto che, invece, potrei fare riguarda proprio lo stato di disordine del locale che trovavo puntualmente sporco ogni pomeriggio, quando arrivavo. Probabilmente Mahmood attendeva proprio il mio arrivo per essere aiutato.

Appena giunto in negozio, mi munivo degli strumenti necessari per la pulizia del pavimento e raccoglievo I capelli che si erano accumulati durante Il giorno, spolveravo e tenevo in ordine le mensole in cui il titolare appoggiava gli oggetti. A metá pomeriggio preparavo un caffé che Mahmood apprezzava molto e ci teneva che lo offrissi anche ai suoi clienti.

Durante i momenti di pausa, Mahmood assumeva il ruolo di insegnante, interrogandomi sui nomi in inglese di tutti gli oggetti che si trovavano in negozio. Devo ammettere di essermi trovato in difficoltá in quanto erano nomi talmente specifici che facevo fatica a ricordarli anche se me li chiedeva un giorno con l’altro. Una ulteriore difficoltá che ho dovuto superare consisteva nell’interpretare le sue richieste; visto che non era inglese di nascita, il suo modo di esprimersi non era sempre di facile comprensione. Mi risultava piú semplice dialogare con i clienti.

Valuto questa esperienza molto positiva per vari aspetti: innanzituto ho avuto modo di migliorare e di arricchire la mia capacitá di esprimermi in inglese, cosa che in Italia non avrei avuto la possibilitá di fare. Frequentare quotidianamente lo stesso ambiente lavorativo mi ha costretto a impegnarmi non solo a imparare la lingua, ma anche a portare a termine il lavoro che mi era richiesto. Sono molto soddisatto del rapporto instaurato con Moahmood che si é sempre dimostrato una persona gentile, affabile e disponibile, mettendomi a mio agio e aiutandomi nei momenti di difficoltá.

L’ultimo giorno Mahmood mi ha salutato affettuosamente e mi ha anche rilasciato un attestato in cui dichiara che ho lavorato presso di lui: nonostante ció non credo che il barbiere sia il lavoro che fa per me. Preferisco l’informatica!IMG_6831-22

La testimonianza della Prof.sa Pezzali

Sottolineo con vero piacere che tutti gli studenti che hanno partecipato allo stage Work Shadow / PYL, sia a Winchester che a Petersfield, si sono comportati in maniera adeguata durante tutta la settimana, dimostrando spirito di adattamento nonché rispetto delle regole a scuola, al lavoro, in famiglia e durante le varie attività proposte. Addirittura, alcune famiglie ospitanti hanno espresso parole di elogio nei confronti degli studenti ospitati, pregandoci di complimentarci con le loro famiglie italiane. Pertanto, io e gli altri docenti coinvolti, riteniamo che sia stata un’esperienza utile, costruttiva e formativa. Un ringraziamento particolare va alla Dirigenza del Cardano che ha creduto nel progetto e l’ha sostenuto; un ulteriore doveroso ringraziamento va all’Agenzia I Viaggi di TELS per l’attenta e competente assistenza sia in loco che dall’Italia.

Gabriele Volpini e Andrea Zanacco 5^AI

TecnicaMente: dall’aula all’azienda

TecnicaMente è un progetto ideato da Adecco che, in perfetta sintonia con i piani di Alternanza Scuola Lavoro, prevede per gli studenti un percorso scolastico e post scolastico di sviluppo delle competenze e di work experience. Con TecnicaMente si costituisce una sinergia reale tra studenti e aziende per arrivare più preparati al mondo del lavoro.

In modo concreto Adecco mette in contatto studenti e aziende offrendo ai ragazzi la possibilità di IMG_0925sperimentare cosa significhi lavorare e alle aziende di individuare giovani talenti. L’obiettivo è favorire l’incontro tra domanda e offerta, creando un momento di confronto tra gli studenti dell’ultimo anno e le aziende del territorio.

Le modalità sono le seguenti. Nell’arco dell’anno scolastico gli studenti sviluppano un progetto sotto la supervisione di referenti aziendali e di docenti dell’istituto scolastico. Una volta finito il lavoro, entro una data prefissata, gli studenti presentano il lavoro svolto ad una giuria composta dai rappresentanti delle aziende coinvolte che valuta i progetti proposti, individua il migliore e premia i vincitori con la partecipazione ad attività post diploma gestite da Adecco e finalizzate all’inserimento nel mercato del lavoro.

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In particolare nell’Istituto Tecnico Cardano si sono costituiti sei gruppi di lavoro: tre comprendenti studenti dell’indirizzo di Meccanica, uno includeva ragazzi dell’ indirizzo di Informatica, un altro alunni di Chimica; l’ultimo gruppo era composto da studenti di Meccanica ed Elettrotecnica. Gli studenti si sono dedicati al progetto da dicembre 2016 fino a maggio 2017 collaborando con diverse aziende:

Bitolea (Chimica)
Bright Solutions (Informatica)
Fedegari (Elettronica/Meccanica)
Goglio (Meccanica)

Inpra (Meccanica),
Ugolini (Meccanica)

Il 30 maggio nell’aula magna del Cardano tutti i gruppi hanno esposto i loro progetti e presentato i risultati ottenuti. Vincitore è risultato il lavoro degli studenti Tinivella Daniele, Sangermano Samuele, Nicro Martino e Remuzzi Samuele della 5^ CM che hanno collaborato con l’azienda Goglio. IMG_0919

Il loro progetto era relativo alla ottimizzazione di un sistema di confezionamento sottovuoto per caffè. Durante la presentazione in aula magna gli studenti hanno spiegato la struttura e le caratteristiche della macchina; poi hanno eseguito una dimostrazione pratica del suo funzionamento davanti alla commissione giudicatrice, alla Preside e ai docenti dell’istituto. 

Gli alunni vincitori avranno diritto ad un corso di formazione finanziato da Adecco, ma a tutti i gruppi coinvolti sono stati rivolti i complimenti per l’impegno dimostrato nel lavorare a fianco di grandi aziende. 

Questo progetto si è rivelato utile per i ragazzi perché ha permesso loro di conoscere anticipatamente il mondo del lavoro e li ha anche aiutati a muovere i primi passi in un momento importante della loro vita, ovvero il passaggio dalla scuola al lavoro. 

Mattia Salvato e Tommaso Ferrari classe 2^ BI

Comunicato dell’ Itis Cardano Pavia in merito ai fatti dell’ 8 giugno 2017

 

E’ doveroso prima di tutto esprimere tutta la nostra solidarietà e vicinanza nei confronti della Dirigente del Liceo Copernico e dei tre docenti rimasti contusi nel tentativo di impedire l’aggressione, nonché il nostro vivo rammarico che le istituzioni scolastiche facciano parlare di sé per tali accadimenti e non per i molteplici aspetti positivi della missione che quotidianamente svolgono. L’ultimo giorno dell’anno scolastico, non da ora e non solo a Pavia, è un momento di festa e talvolta di goliardia che può sfociare in comportamenti eccessivi e condannabili.

La giornata dell’ 8 giugno era stata programmata dalla nostra scuola con attenzione e con il concorso sollecito degli insegnanti nella sorveglianza, infatti le lezioni si sono svolte secondo previsione, in un clima magari un poco vivace ma corretto e senza accadimenti impropri all’interno dell’edificio scolastico né tantomeno manifestazioni di violenza. Di più, già il giorno precedente la Dirigenza aveva avvertito le forze pubbliche, sollecitando la loro presenza all’orario dell’ uscita che avrebbe coinvolto i due istituti contemporaneamente. E in effetti dalle ore 10.00 erano presenti all’interno del cortile della scuola tre pattuglie delle forze pubbliche, che però non hanno potuto svolgere un’efficace azione di deterrenza verso l’esterno.

Forse potrebbe esistere tra i due Istituti, che sono confinanti, una qualche ingiustificata rivalità, che in una città come Pavia, che ha visto i natali della goliardia storica, non può del tutto sorprendere.

In ogni caso i comportamenti violenti o lesivi che la società deve sempre reprimere, vanno stigmatizzati con la massima chiarezza da una comunità formativa e i responsabili di tali atti andranno identificati e dovranno assumersene la responsabilità. A noi educatori tocca comunque anche il compito di evitare generalizzazioni e di trarre da fatti negativi un monito a far meglio il nostro lavoro di insegnanti, un ruolo cui non ci sottraiamo ma che compete non solo alle istituzioni scolastiche.

In conclusione vorremmo che tali fatti incresciosi inducessero a rafforzare la collaborazione tra le scuole coinvolte, i Liceo Scientifico Copernico e l’ ITIS Cardano, e a dar vita a progetti che consolidino una migliore armonia tra le due Istituzioni.

La dirigenza e i docenti del Cardano

NOI, I RAGAZZI DEL CARDANO

 

A tutti è noto quello che è successo giovedì 8 Giugno 2017 in via Verdi e all’interno dell’edificio del Liceo Copernico. I Social, così come i giornali e i telegiornali stanno impazzando di notizie, i video sono diventati virali e la quasi totalità delle persone è convinta che l’attacco subito dal Liceo sia interamente imputabile ai ragazzi dell’ITIS.

Purtroppo la nostra scuola è spesso soggetta a pregiudizi e dicerie legate al fatto che si tratta di un istituto molto grande e frequentato prevalentemente da maschi. Ma ciò non può e non deve bastare! Non è giusto colpevolizzare un intero istituto con i suoi 1800 iscritti per il fatto che un piccolo gruppo di facinorosi, davvero esiguo se si confronta con il totale degli iscritti, ha agito in modo violento e inaccettabile.

Noi, studenti del Cardano, ci dissociamo da quei giovani scapestrati e incoscienti che hanno trasformato un giorno di festa e allegria in un giorno triste che rimarrà a lungo nella memoria nostra e della città di Pavia. E di questo siamo enormemente dispiaciuti perché il Cardano è una grande scuola, impegnata su tanti fronti: nell’integrazione degli studenti stranieri o disabili, nelle attività sportive e nelle gare culturali, nei progetti di alternanza scuola-lavoro con importanti aziende a livello locale e regionale, nella collaborazione con associazioni di volontariato, nello sviluppo di progetti di cittadinanza attiva! Tutto questo è il Cardano: una grande scuola che accompagna i suoi studenti, attraverso un percorso di studi impegnativo, ad uno sbocco lavorativo o alle soglie dell’iscrizione alle facoltà universitarie. Continua a leggere NOI, I RAGAZZI DEL CARDANO

SCIENZA UNDER 18-2017

Nei giorni 17-18-19 Maggio 2017 al Castello Visconteo di Pavia si è tenuta la XIV edizione di Scienza Under 18, l’esposizione di scienza e arte che unisce i ragazzi pavesi tra i 6 e i 18 anni di età. Quest’anno il tema che ha fatto da filo conduttore è stato “Tutte le dimensioni dello spazio”.

“Le esposizioni sono state numerose, con ben 110 classi partecipanti e 65 progetti; molti gli Istituti pavesi di diverso ordine e grado che hanno voluto prendervi parte allo scopo di valorizzare la comunicazione e il protagonismo dei ragazzi nell’apprendimento delle scienze”. Così si è espresso soddisfatto il professor Marco Barbisotti, dirigente dell’I.C. di via Acerbi, scuola capofila di SU18, il quale ha inaugurato la manifestazione con un breve discorso rivolto a dirigenti scolastici, docenti e studenti presenti. La parola è stata poi presa dall’Assessore all’Istruzione del comune di Pavia, Ilaria Cristiani, che ha messo in risalto la necessità di integrare e completare lo studio scientifico teorico, con l’attività laboratoriale, l’osservazione diretta dei fenomeni e la sperimentazione.

L’inaugurazione si è infine conclusa con un concerto tenuto da alcuni studenti dell’indirizzo musicale dell’Istituto Cairoli diretti dal loro insegnate, professor Stefano Baviero.

Tra gli applausi entusiasti del pubblico hanno quindi preso il via i tre giorni dedicati ai ragazzi e alla scienza. Continua a leggere SCIENZA UNDER 18-2017

UN RAP PER GIOVANNI FALCONE

2017-04-03_22.07.35 (2)E’ un dovere per tutti noi ricordare le vittime della mafia. Persone che hanno lottato per un mondo migliore, per sconfiggere il “male”, l’omertà, i soprusi. Persone che, pur essendo consapevoli di rischiare la propria vita, non si sono fermate davanti a niente. Il nostro ricordo va anche alle famiglie spezzate, alle vedove, agli orfani.

Il corteo del 21 marzo, GIORNATA IN MEMORIA DELLE VITTIME DELLA MAFIA, è stato molto bello ed emozionante: un corteo di giovani che vogliono avere fiducia nel futuro, che non vogliono avere paura perché  “chi ha paura muore ogni giorno ma chi non ha paura muore una sola volta”.

Ricordo un libro sulla mafia  che ho letto qualche anno fa, intitolato “Per questo mi chiamo Giovanni”: la storia di un ragazzo che porta il nome di un grande magistrato, Giovanni Falcone, che con tutta la sua forza ha combattuto la mafia. Anche noi giovani dobbiamo lottare con tutte le forze per difendere la nostra libertà, i nostri ideali.  Nel libro la mafia veniva paragonata ad un carciofo; le foglie esterne sono le persone che contano poco ed al centro invece c’è il cuore, il capobanda.  Come nel libro, la mafia è fatta da persone potenti e da persone sottomesse, che pagano il pizzo. Queste persone hanno paura dei potenti e non denunciano i fatti avvenuti: è proprio in questo che la mafia trova la forza di continuare. Continua a leggere UN RAP PER GIOVANNI FALCONE

LA GIORNATA DELL’IMPEGNO

2017-04-03_22.11.11Il 21 marzo insieme ad altre scuole abbiamo partecipato alla “Giornata internazionale della poesia e giornata della memoria e dell’impegno”.

Manifestazioni analoghe si sono tenute in molte piazze d’Italia e hanno coinvolto molti giovani di diverse scuole.  A Pavia si sono ritrovate in Corso Cavour molte classi di scuole medie e superiori che, sotto la guida di “LIBERA” , hanno intonato cori, cantato e letto poesie. Il corteo si è diretto in Piazza Vittoria e durante lo spostamento sono stati distribuiti ai passanti dei “volantini”, contenenti testi di canzoni o poesie riguardanti la lotta contro la mafia: alcuni chiedevano incuriositi di cosa si trattasse, altri continuavano per la loro strada incuranti. Spostatosi davanti al Duomo, il corteo si è fermato per rendere omaggio ai personaggi della lotta contro la mafia e alla vittime della mafia, leggendo i nomi di tutti loro, intonando poi altri cori e recitando poesie  per terminare la manifestazione . Le scuole non si sono limitate a cantare o leggere poesie, ma hanno anche portato molti cartelloni con slogan Anti-Mafia, sventolati per mostrarli a tutti i passanti. Continua a leggere LA GIORNATA DELL’IMPEGNO

Come superare il bullismo

 

Certe volte per i ragazzi le sfide più grandi da affrontare giornalmente non sono i compiti o le interrogazioni, ma l’inserimento nel gruppo dei coetanei e le relazioni interpersonali. Solitamente gli studenti introversi, che vanno bene a scuola, con difetti fisici, i ragazzi emotivamente fragili e quelli esclusi, sono presi di mira dai bulli.

Oggigiorno si sente parlare sempre più spesso di bullismo, ma come sconfiggerlo? Soprattutto, come prevenirlo?

Secondo la docente di psicologia dell’università di Roma Anna Maria Giannini e l’ideatore del Centro Nazionale Antibullismo Luca Bernardo è possibile sconfiggere il bullismo.

Qui riportiamo alcuni consigli per aiutarvi a prevenire e superare questo fenomeno.

  1. Cercare di avere una larga cerchia di amici per evitare di rimanere da soli, infatti gli amici possono essere un elemento di protezione come suggerisce la docente-psicologa sopracitata.

  2. Confidarsi con un coetaneo di cui si ha la piena fiducia, ad esempio migliore amico/a, o anche fidanzato/a.

  3. Avvisare il prima possibile una persona adulta e autorevole che intervenga, ad esempio genitori, insegnanti o in casi estremi direttamente le forze dell’ordine.

  4. In caso di cyberbullismo contattare al più presto la polizia postale.

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15enne vittima di una baby gang

Vigevano. Solo dopo tre mesi di torture, i genitori sono venuti a conoscenza degli orrori dei quali il figlio era vittima. Un gruppo di adolescenti, una baby gang, seminava la paura tra i coetanei e in particolare aveva preso di mira il ragazzo, che era diventato il bersaglio dei loro “giochi” sempre più pesanti. Calci e pugni, minacce, sequestri per trascinare il quindicenne in luoghi isolati, obbligarlo a bere da 3 a 5 lattine di birra, fino a farlo ubriacare e abusare di lui. Una volta gli avevano messo una catena al collo e lo avevano portato in giro per il quartiere come un cane. All’inizio aveva accettato quegli scherzi pesanti perché non voleva essere respinto dal gruppo, però dopo le prime ragazzate avvenne quello più cruento: il “branco” lo aveva condotto in aperta campagna nei pressi di un ponticello su un piccolo corso d’acqua, lo avevano fatto spogliare e poi, dopo averlo appeso a testa in giù, lo avevano brutalizzato utilizzando una pigna.

Un amico, coetaneo del quindicenne, ha affrontato i bulli; poi ha avvisato la madre della vittima, permettendo l’avvio delle indagini. Qualche giorno dopo, quando la madre del ragazzo è venuta a conoscenza delle foto dell’episodio, si è recata dai carabinieri e ha dichiarato di essere l’unica colpevole: ”Mi sono accorta troppo tardi”.

Non è la prima volta che avvengono episodi di bullismo, ma non si era mai sentito di una tale brutalità da parte di minorenni. Secondo noi non è possibile che i genitori della vittima non si siano mai accorti delle violenze subite dal figlio e che le famiglie degli aguzzini non si rendessero conto dell’atteggiamento aggressivo e violento dei figli. Pensiamo che non sia ammissibile un comportamento del genere da parte di nessuno, soprattutto di ragazzi nei confronti di un loro coetaneo, del quale si fingono amici. Ad aggravare questa situazione sono stati soprattutto i social attraverso cui i video e le immagini delle violenze sono stati divulgati a molte persone che conoscevano la vittima. Continua a leggere 15enne vittima di una baby gang

FASCINO TRA LE RIGHE

Sfogliare i libri non è il tipo di impiego a cui i ragazzi aspirano maggiormente, ma la visita alla Biblioteca Universitaria di Pavia potrà forse portare ad una rivalutazione di questa “professione”. Appena entrata in biblioteca, il mio viso si è illuminato e la mia ammirazione per quel luogo ha oltrepassato di molto le mie aspettative: non mi sarei mai immaginata di trovare una collezione così ampia di volumi.foto biblioteca 2 I libri ricoprivano interamente le pareti della stanza, le quali parevano due grandi braccia aperte in segno materno, intente a cullarmi e a proteggermi. Subito dopo ho capito che quell’inconsapevole sicurezza mi poteva essere donata solamente dal sapere e dalla cultura.

Non so se gli altri miei compagni di classe, che hanno avuto l’opportunità di accedere a questo luogo, oserei dire, incantato, abbiano provato la stessa sensazione di calda accoglienza, ma per me è stato davvero magico. E’ così che poco dopo ho ammirato la bibliotecaria maneggiare alcuni di quei preziosissimi libri, ed ella stessa ci ha spiegato le differenze tra gli uni e gli altri, l’utilizzo antico della pergamena, la rilegatura, gli inchiostri. Ho compreso che, fino all’invenzione della stampa di Gutenberg, scrivere libri era una vera e propria arte. Ogni pagina era decorata da disegni curati minuziosamente, colorati con altrettanta precisione ed infine resi scintillanti grazie all’oro delle decorazioni. Continua a leggere FASCINO TRA LE RIGHE